Anno 2000

Cerca in PdD




Trasloca a Venezia la scuola della Marina

Giovanni Bernardi, 22 luglio 2000

Il treno che porta a Venezia si ferma alla stazione di Santa Lucia che è a due passi dal Canal Grande. Il turista che desidera raggiungere l’Arsenale ha un’ampia possibilità di scelta, ma chi vuole godere di uno degli spettacoli più belli del mondo decide per il traghetto numero uno. L’itinerario lungo tutto il Canale non ha eguali.

Chi invece è invitato dall’Istituto di studi militari marittimi, anche se non ha mai sofferto della sindrome della massima autorità, per un po’ deve cedere e recitarne la parte. Il marinaio saluta militarmente e si presenta all’ospite, al quale cede il passo per consentirgli di salire sul motoscafo, dove il pilota, al timone, ripete il saluto militare. Mette un po’ a disagio chi non è abituato agli onori militari, quel fischio che ti fanno dietro mentre stai cercando di entrare in cabina senza picchiare la testa contro lo stipite superiore della porta.

L’Istituto di studi militari marittimi ha appena concluso l’anno accademico, il primo nella nuova sede di Venezia. Il trasferimento da Livorno, dove condivideva la sede con L’Accademia navale, ha richiesto, l’anno scorso, un grande sforzo organizzativo ma è stato concluso in poco tempo. Qualche purista e nostalgico storce il naso perché l’Istituto, oltre che la sede, ha cambiato pure il nome: da Istituto di guerra marittima (Igiemme, nel lessico comune degli ufficiali di marina) a Istituto di studi militari marittimi.

La Marina ha perso la guerra, dunque? O ha deciso di fare come Windows: la versione 2000? Considerato che, grazie a Dio, non vediamo gli estremi per doverci sorbire un aggiornamento di "Navi e poltrone", allora la seconda ipotesi sembra la più accreditata. Del resto, il capitano di fregata Roberto Domini lo spiega bene in un suo scritto pubblicato su Osservatorio dell’ISMM: "Il cambio del nome, della struttura organica e della sede di lavoro rientrano in un processo di rinnovamento che tiene conto di quanto è accaduto negli scorsi anni" e aggiunge "Venezia può divenire nuovamente il cardine, l’arco di volta che unisce il mondo occidentale a quello d’oriente".

Dunque, un connubio tra la Marina militare e la città lagunare, così come è stato sottolineato dal Sindaco di Venezia, professore Massimo Cacciari, che nel suo intervento all’apertura dell’anno accademico 1999/2000, ha detto: "La Marina, a Venezia, in questi ultimi anni, è stata innovativa e capace di grandi aperture, ben oltre la consuetudine; Venezia non può esistere senza di essa perché è parte della sua cultura e l’Arsenale deve ritornare luogo di tradizione e di apertura alla città e al mondo, così come la Marina ha permesso concedendo in comodato d’uso gli spazi espositivi alla biennale".

Già, ma non solo questo: l’ospedale storico di San Daniele è stato ceduto al comune di Venezia in cambio della ristrutturazione di un’area destinata ad alloggi per famiglie del quadro permanente, e un programma culturale che coinvolgerà Museo storico navale e Arsenale è allo studio tra Istituto e Amministrazione locale.

L’attività principale dell’Istituto non è questa, naturalmente. Tre Corsi di stato maggiore, un Corso di relazioni esterne per ufficiali del genio navale e dei corpi navali, il Seminario comandanti, i Corsi di peace keeping, il Regional sea power symposium del Mediterraneo e del Mar Nero che si svolge su base biennale all’Arsenale, l’inaugurazione del Diploma course dell’Istituto internazionale di diritto umanitario, con il quale l’ISMM ha rapporti di collaborazione già da qualche anno, non sono attività di una semplice scuola, come ricorda il comandante Santoro: " La differenza tra scuola e istituto è che nella scuola si insegna a senso unico dai docenti ai discenti, nell’istituto tutti contribuiscono a produrre cultura".

"Propulsore del pensiero navale" definisce il compito dell’Istituto il Comandante, ammiraglio Luigi Faraglia. "Polo culturale della Marina" lo chiamò il compianto ammiraglio Antonio Flamigni (Detto "Aviomarino", perché pilota e sommergibilista) quando suggerì all’ammiraglio Guido Venturoni, allora Capo di SM della Marina, l’idea di trasferire l’Istituto da Livorno a Venezia. Futuriste ci piace definire le parole dell’ex comandante, ammiraglio Pier Paolo Ramoino: "Il nostro insegnamento si è sempre basato su libertà di pensiero, creatività e anticonformismo".