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| Anno 2000 | |
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Al culmine della cerimonia solenne di giuramento, dopo il discorso della massima autorità, il Comandante si avvicinò al leggio e lesse la formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere tutti i doveri del mio stato al solo scopo del bene della Patria – breve pausa e poi - lo giurate voi?" All’unisono, gli allievi finanzieri schierati risposero urlando: "Lo giuro!" Un attimo dopo la banda intonò l’Inno di Mameli strappando lacrime di commozione ai genitori, ai fratelli, alle sorelle, alle fidanzate intervenuti alla cerimonia.
Così per Salvatore Derosa e, qualche anno dopo, per Daniele Zoccola. Avevano scelto di stare dalla parte della legge per onorare l’educazione offerta loro dai genitori, invece di farsi arruolare come killer dalla camorra napoletana o andare a ingrossare le fila dei contrabbandieri di sigarette. Non ci vuole niente: gli arruolamenti avvengono senza grosse formalità, senza prove culturali o atletiche e il pagamento avviene in contanti senza trattenute sulla busta paga. Loro avevano invece scelto la via della disciplina… …al solo scopo del bene della Patria. Ma lo sapevano che il loro giuramento prevede anche l’estremo sacrificio: la morte? Certo che lo sapevano. Tutti gli appartenenti alle Forze armate italiane lo sanno, ma non per questo chiedono super indennità rispetto a quei due milioni al mese che prendevano Salvatore e Daniele, alla cui memoria c’inchiniamo. Lo sapeva anche il maresciallo dei carabinieri Giovanni Di Mitri, ucciso il 14 luglio a Francavilla Fontana mentre cercava di sventare una rapina. Anche lui… …al solo scopo del bene della Patria. Ma questa benedetta Patria lo sa che dimezzando le tasse sulle sigarette si stroncherebbe il contrabbando perché diventerebbe antieconomico per la malavita organizzata pagare tanti uomini e mezzi dispiegati per questa attività? Lo sa che per affrontare e risolvere il problema dei clandestini non ha alcun senso prendersela con il governo albanese? Il controllo del territorio di Tirana non va oltre Tirana. Beh certo, ai Prefetti arriveranno pure delle circolari, ma poi chi le deve mettere in pratica sono gli agenti di polizia: dei poveracci che non hanno trovato niente di più remunerativo da fare che andare stancamente il giro con un Kalashnikov tenuto a penzoloni con la cinghia sulla spalla cercando di taglieggiare qualche sprovveduto negoziante. Guai a loro se accade di "vedere" un gommone mentre carica clandestini. Meglio essere ciechi, dal momento che in Albania la vita di un poliziotto non vale nemmeno un lek. Però è strano: quando nel 1997, durante l’operazione "Alba", a Valona c’era la nostra brigata "Friuli", i nostri marò e i nostri carabinieri schierati, da lì non partivano più gommoni. Perché? Si provi a immaginare. Fatto? E adesso si provi a immaginare la soluzione definitiva al problema dei gommoni che partono dall’Albania. Ma tanto lo sappiamo che al problema ci gireremo solo attorno a mo’ di valzer, perché in politica i problemi non si risolvono, si lasciano piuttosto in vita per usarli come strumento di controllo delle masse. Ma la Patria lo sa che non si può chiedere in eterno ai finanzieri di applicare le regole del galateo di monsignor Della Casa mentre ti tirano addosso un gommone di otto metri? O mentre ti vengono addosso con un fuoristrada blindato per proteggere il carico di sigarette? Poverina, forse lo sa. Forse avrà provato anche un senso di pena e di sconforto sapendo che il dodici metri dei finanzieri vittime del dovere era un gommone sequestrato agli scafisti e riadattato. Fulgido esempio di sublimazione e ufficializzazione dell’italica "arte di arrangiarsi". Roberto ha diciannove anni e ci ha chiesto informazioni sulla vita militare. Avremmo voluto rispondergli: "Una vita onorevole e densa di soddisfazioni, devi però essere disposto a guadagnare poco, trascurare la famiglia, trasferire la residenza spesso ed essere disposto anche a morire; ma attenzione, se ti accade, devi farlo da eroe". Avremmo voluto rispondergli così, ma abbiamo preferito tacere. Onori ai Caduti! |