Anno 2000

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Un italiano guiderą le truppe Nato nell'inferno kossovaro

Giovanni Bernardi, 15 settembre 2000

Il tenente generale Carlo Cabigiosu sarà il nuovo comandante di Kfor, la forza multinazionale schierata in Kosovo dopo i bombardamenti Nato del 1999 e il conseguente ritiro delle forze serbe. Il generale Cabigiosu è nato a Brunico il 22 giugno 1939 e ha iniziato la carriera militare come allievo dell'Accademia di Modena nel 1959.

La conoscenza dell'inglese e del tedesco lo hanno portato a ricoprire incarichi di prestigio in ambito internazionale: dal 1981 al 1983, comandante del battaglione alpino "Susa", pedina italiana della Forza di reazione immediata della Nato (AMF-L); dal 1987 al 1990, Addetto militare a Bonn; dal 1995 al 1997, vice comandante della Forza di reazione rapida della Nato (ARRC). In tale veste, ha partecipato all'operazione "Joint Endeavour" in Bosnia da gennaio a novembre 1996.

L'assunzione di comando avverrà a metà ottobre, a pochi giorni dalle elezioni amministrative che si terranno in Kosovo il 28 ottobre. Nonostante l'ottimismo di Bernard Koukhner, Capo della missione ONU, il quale in una dichiarazione dello scorso mese di agosto auspicava elezioni serene, democratiche e ben controllate, l'ostinazione della parte di etnia serba nel boicottare le elezioni (appena un migliaio su centomila si sono registrati per votare) fa temere una "escalation" della tensione. Per contro, circa il 90% dell'etnia albanese (un milione di cittadini) si è iscritta a votare.

"I serbi non prenderanno parte alle elezioni perché non abbiamo sicurezza; l'Onu non è stata in grado di far ritornare nessun serbo a casa" ha dichiarato con convinzione all'agenzia Reuters il leader serbo di Mitrovica, Oliver Ivanovic. Non sarà quindi in un clima di festa paesana che avverrà il trasferimento del comando tra il sessantenne generale spagnolo Juan Ortuno, attuale comandante di Kfor, e il quasi coetaneo generale Cabigiosu.

Ai cinquantamila uomini attualmente schierati in Teatro (42.500 in Kosovo e i rimanenti 7.500 in Albania, Grecia e Macedonia) se ne aggiungeranno, nel periodo delle elezioni, almeno altri duemila (quattro unità a livello battaglione), come confermato all'agenzia France Presse dal tenente colonnello Patrick Poulain, portavoce di Kfor. Le unità di rinforzo ripiegheranno pochi giorni dopo le elezioni.

Dal suo Posto di comando principale a Pristina, il generale Cabigiosu avrà alle dipendenza cinque unità operative multinazionali a livello brigata. Di queste, la MNB-C (brigata multinazionale centro, a Pristina) è comandata da un generale britannico, la MNB-N (nord, a Mitrovica) da un generale francese, la MNB-S (sud, a Prizren) da un generale tedesco, la MNB-E (est, a Gnjilane) da un generale statunitense.

Il brigadiere generale Biagio Abrate, cinquantenne alpino di Cuneo, comanda la MNB-W (ovest, a Pec). Trentasei Nazioni (17 non Nato e 19 Nato, comprese le "newcomers" Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) sono impegnate nella operazione che, nella sua multinazionalità, si è rivelata di pari rango rispetto alla guerra del Golfo (1992). L'Italia, su base brigata alpina "Taurinense" partecipa con una forza di circa 4.500 uomini articolati in quattro Gruppi di combattimento, unità di supporto tattico e logistico, Carabinieri, Forze speciali e un distaccamento dell'Aeronautica militare sotto il cui controllo è l'aeroporto di Djakovica.

Nella brigata multinazionale italiana sono incluse anche unità spagnole (circa 1.200 uomini), portoghesi (circa 350 uomini) e argentine (un centinaio). Tra le misure già prese per avere un più efficace controllo del territorio, vi è il rafforzamento della vigilanza al confine con la Serbia, dove un gruppo di sedicenti combattenti autonominatosi "Esercito di liberazione di Presevo, Medvedja e Bujanovac" (UCPMB) ha causato incidenti con la polizia serba nella valle di Preseva (territorio serbo).

L'iniziativa di questo gruppo di combattenti irregolari non contribuisce certo a rallentare la tensione nella zona, che peraltro non è sotto il controllo delle truppe di Kfor che hanno invece preso tutte le misure per impedire che gli episodi di violenza superino la frontiera ed entrino in Kosovo.

Carlo Cabigiosu sarà il primo generale italiano della storia sotto il cui comando saranno poste unità che operano sotto trentasei bandiere diverse. Seppure i suoi compiti saranno esclusivamente militari, tuttavia, le decisioni che prenderà dovranno tenere conto anche di delicate e pesanti incidenze politiche e diplomatiche.

Per la sua esperienza, il generale Cabigiosu già gode della stima del Consiglio Atlantico e dei governi delle altre Nazioni non Nato partecipanti all'Operazione. Non possiamo fare a meno di porgli nello zaino che porterà in Kosovo anche la nostra.