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| Anno 2000 | |
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Gli orchestrali hanno già preso posto e stanno accordando gli
strumenti. Quando arriverà il direttore, tutti si leveranno in piedi; dopo il
leggero battito della bacchetta sul leggio ci sarà silenzio e un ampio gesto
delle braccia del Maestro darà l’avvio al Requiem per il Grande Assassino:
l’F-104. Amato fino all’adorazione dai piloti più anziani dell’Aeronautica
militare italiana "per quel suo modo di farti sentire, non su un aereo – ci dice
un giovane generale in pensione – ma su un missile", col profilo alare ridotto
al minimo, per cui le manovre a stretto raggio diventano pericolosissime,
progettato per decollare, abbattere e rientrare, dopo quarant’anni di onorato e
contestato servizio, l’F-104 se ne andrà portandosi dietro la fama di assassino.
Ma era un intercettore puro, non era stato disegnato per recitare la parte del
"multiruolo", perciò, quando gliel’hanno voluta incollare addosso a forza, si è
vendicato e ha cominciato a uccidere. Così, lo chiamarono "fabbrica di
vedove".
L’anno scorso non è stato nemmeno ritenuto idoneo all’impiego sui cieli del Kosovo, quando i nostri aerei (i Tornado, più moderni e versatili) c’erano ma non c’erano, bombardavano ma non bombardavano, e tra non ammissioni del Governo italiano e imbarazzo degli addetti stampa la rabbia dei nostri piloti rischiava di esplodere per dare sfogo alla frustrazione di non poter dire: "C’ero anch’io sui cieli del Kosovo a rischiare la pelle e a sparare". Ma i nostri piloti hanno i nervi saldi (non può essere altrimenti quando si è seduti su una macchina che vola a una velocità doppia di quella del suono) e non "fecero storie". Però se ne vanno e il loro esodo, da "preoccupante" che era fino a non molto tempo fa, oggi è diventato drammatico. Tutto questo perché la politica d’informazione dell’opinione pubblica era dello stesso genere a cui apparteneva la tristemente e vergognosamente famosa formula della "non belligeranza". Un sofisma per dire e non dire e, alla fine, prendere per il naso il cittadino, lo stesso che dovrà pagare il conto dei 121 Eurofighter 2000 (consorzio tra Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) che non saranno operativi prima del 2008 e il cui costo – non facciamo fatica a pensarlo – fra un ritardo e l’altro tenderà verosimilmente ai 150 miliardi per ogni esemplare. Oggi, dopo aver preso tre anni fa in "leasing" (fino a 2004) dalla Royal Air Force ventiquattro "Tornado" ed essersi accorti che il preventivato costo di 500 miliardi fino ad ora è lievitato fino a 1.500, per riuscire a giustificare l’esistenza di una Aeronautica e sperare di risolvere così anche il problema della fuga di piloti demotivati, ci si rivolge finalmente all’F-16 americano. La notizia, data ufficialmente dal Sottosegretario alla Difesa Marco Minniti dopo la riunione del Ministro Sergio Mattarella con i Capi di stato maggiore il 20 settembre, era già stata anticipata dalla rivista web "Analisi Difesa" (www.analisidifesa.it). Secondo le previsioni, una trentina di caccia provenienti dalla US Air National Guard e acquisiti in leasing come i Tornado, raggiungeranno le basi di Cervia, Grazzanise e Trapani (i primi, probabilmente alla fine dell’anno in corso). Il costo del leasing si dovrebbe aggirare intorno ai 500 miliardi per sei anni, una sciocchezza se si pensa ai probabili 15.000 miliardi per l’acquisto degli Eurofighter 2000. F-16 statunitensi sono già schierati in Italia nella base di Aviano, sede del 31° Fighter Wing (Stormo caccia, costituito su due squadroni: 510° e 555°), che fu rischierato da Ramstein (Germania) all’inizio delle operazioni in Bosnia per condurre l’operazione "Deny Flight", quando la base, per la prima volta nella storia della Nato, divenne sede permanente dell’unità americana. L'F-16 "Fighting Falcon" è un caccia multiruolo ognitempo di elevata manovrabilità capace di una velocità massima pari a due volte quella del suono e dispone di un sistema d'arma ad alta capacità. E' in grado di colpire obiettivi, anche in condizioni di visibilità nulla, fino a quasi 900 chilometri di distanza e rientrare difendendo se stesso da attacchi aerei. Con il pieno di carburante può resistere fino a nove "G" (nove volte l'accelerazione di gravità). Progettato sfruttando le esperienze maturate con l'F-15 e l'F-111, è stato concepito per essere leggero e avere bassi costi di acquisto ed esercizio. Prodotto da un consorzio comprendente Belgio, Danimarca, Norvegia e Stati Uniti, è stato costruito inizialmente in 348 esemplari. Attualmente le Forze operative degli USA dispongono di 444 esemplari, mentre 305 sono in linea alla Air National Guard e 60 alla Riserva. Il vetusto F-104, amato dai piloti e odiato dalle vedove, si trova in una posizione che chiameremmo di "a disposizione per incarichi speciali", formula usata molte volte per definire la posizione di ufficiali che non trovano impiego né collocazione organica, però dispongono di un ufficio con scrivania e telefono. Ma la porta del glorioso "Starfighter", capace veramente di andare a caccia di stelle durante i suoi anni ruggenti, resta chiusa, la scrivania è vuota e il telefono non squilla. |