Anno 2000

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La riorganizzazione della difesa slovacca

Giovanni Bernardi, 1 ottobre 2000

L'invito a diventare il trentesimo membro della Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo, ricevuto a Parigi in occasione della riunione del Consiglio dell'OECD alla fine del mese di luglio, unito al rapporto favorevole del Fondo monetario internazionale dello stesso periodo (che ha sottolineato i significativi progressi fatti per stabilizzare l'economia e accelerare le riforme strutturali) sono segnali più che positivi per la Slovacchia, che fanno guardare con ottimismo al futuro traguardo del 2002, quando il Consiglio Atlantico inviterà altre Nazioni del centro Europa a entrare nella Nato.

Cauto ottimismo è stato espresso dal Ministro della Difesa Pavol Kanis di fronte a esperti di politica estera e sicurezza presso il Centro Studi Strategici e Internazionali di Washington dopo la visita al Segretario di Stato americano, William Cohen nel corso del quale ha affermato che l'appartenenza alla Nato è una materia di primaria importanza per il suo governo riformista alla guida della Slovacchia dal 1999.

Il colloquio tra Cohen e Kanis si è incentrato sulle problematiche relative alla preparazione della difesa slovacca e la sua compatibilità con le procedure Nato. Kanis ha ricevuto anche, dalle mani del Segretario di Stato americano, uno studio redatto da esperti militari statunitensi nel quale vengono fornite indicazioni per realizzare le riforme necessarie a unirsi agli altri diciannove Paesi del Patto atlantico.

I ritrovati ottimi rapporti tra il Governo degli Stati Uniti e quello Slovacco hanno avuto come primo sintomo, quest'anno, la firma di un accordo bilaterale, avvenuta nella base di Malaky (25 chilometri a est del confine con l'Austria), che consente a unità della US Air Force di addestrarsi in basi slovacche.

Questo accordo ha portato, rispettivamente nei mesi di aprile e luglio, due gruppi di F-16 Falcon e A-10 Thunderbolt da basi americane dislocate in Germania a quella di Malaky. Sempre nella stessa base, nel mese di settembre sono stati ospitati F-16 provenienti dalla base di Aviano. Non sono però tutte rose quelle che incorniciano i rapporti tra le due Nazioni.

Infatti, in una sua recente dichiarazione, il Ministro della Difesa Kanis ha affermato che non intende aspettare i dieci anni previsti dal rapporto americano (criticato anche dal generale Milan Stranava, capo sezione pianificazione difesa del Ministero) per modernizzare la linea di volo e quella di sorveglianza dello spazio aereo. Pertanto, ha già inviato lettere ad alcune industrie (tra cui la British Aerospace e la Ceca Aero Vodochony) per avere delle proposte concrete relative ai costi di acquisto relativi a 40 aerei da combattimento (verosimilmente subsonici per il supporto aereo ravvicinato).

Per finanziarne l'acquisto, il Ministro intende ricorrere a un prestito estero che, secondo una dichiarazione del portavoce Pavol Vitko all'agenzia Reuters, ammonterebbe a circa novanta milioni di dollari. A tale scopo, è già stata contattata una non specificata banca canadese. Per coprire una parte del debito il Ministro avrebbe intenzione di vendere il surplus di armamenti in dotazione alle Forze armate.

Ma i rapporti con l'estero della politica militare slovacca non si dirigono solo oltre oceano. Con la Polonia, infatti, nel quadro degli sforzi che la Difesa sta facendo per adeguare le proprie procedure a quelle Nato, è stato firmato un accordo che prevede che ufficiali slovacchi possano studiare alle accademie militari polacche e che ufficiali polacchi addestrino soldati slovacchi.

Con l'Ukraina è stato firmato un accordo che prevede lo scambio d'informazioni e mutuo controllo sulle esercitazioni militari e un altro, concernente la cooperazione militare e tecnica, sarà firmato tra breve. Inoltre, nel mese di novembre sarà ratificato un ulteriore accordo per la creazione di una unità multinazionale del genio comprendente personale slovacco, ukraino, romeno e ungherese che avrà il compito di intervenire in caso di catastrofe naturale lungo il fiume Tisa.

Con i cugini Cechi, invece, la principale attività del periodo autunnale è una importante esercitazione chiamata "Blue line 2000", iniziata il 12 settembre, che vede circe 1400 uomini esercitarsi nelle procedure Nato per prevenire un conflitto supposto nell'area di Libava, nord della Moravia. Alla esercitazione hanno partecipato anche unità meccanizzate. Secondo il generale Gaspar Hozman "le unità ONU, che fino ad ora hanno usato solo armi leggere, devono iniziare a usare anche armi pesanti nelle operazioni di peacekeeping, per questo lo scopo dell'esercitazione "Blue line 2000" è quello di addestrare le truppe all'impiego di armi pesanti e di aerei".