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| Anno 2000 | |
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Sabato 15 e domenica 16 ottobre gli alpini di Verona hanno celebrato l'ottantesimo anniversario della fondazione della sezione. Domenica sera trentuno di loro partivano per il Piemonte per portare soccorso alle popolazioni colpite dall'alluvione. La rappresentazione iconografica che vuole l'alpino attaccato al bottiglione di vino rosso questa volta ha lasciato il posto a una di quelle belle pagine di storia quotidiana e che sui libri di storia non andranno mai a finire.
Altri quaranta alpini della sezione ANA di Verona (ventitremila iscritti di cui quasi cinquecento volontari della Protezione civile) sono in partenza per l'area di Mantova e Polesine dove si trasferisce l'onda di piena del Po. Il presidente della Protezione civile ANA di Verona è lo stesso presidente della sezione: Alfonso Ercole, un uomo di modi semplici e schietti che nell'impiego civile sembra portare con sé un disagio per non potere calzare il cappello alpino. Completamente autonome e dotate di automezzi fuori strada, fotoelettriche, motopompe, tende, brande, sacchi a pelo, cucine rotabili, ambulanze…, le diciassette squadre di soccorso hanno alle spalle interventi in Armenia, Albania, Valtellina e tanti altri. A queste si aggiungono altre due squadre di sommozzatori e due di cinofili (una per gli interventi a terra dotata di cani da pastore tedesco e l'altra per interventi in acqua che si avvale dell'opera di cani Terranova e Golden retriever). Dalla sala operativa collocata nella sede dell'Associazione (restaurata dagli stessi alpini), in collegamento con la Prefettura di Verona, la Regione Veneto e il Centro di coordinamento Protezione civile ANA di Vicenza, in caso di calamità vengono poste in allarme le squadre che sono in grado di muovere in quarantotto ore. Il Centro radio è in contatto continuo con le squadre distaccate in opera di soccorso e da queste riceve i rapporti di situazione in tempo reale. "Domenica 16 ottobre, alla cerimonia in Piazza Brà - ci dice con orgogliosa precisione il segretario dell'Associazione Ghemello - hanno sfilato in parata quattro blocchi per un totale di 4.787 alpini". La sera prima, al cinema teatro "Astra" di San Giovanni Lupatoto, cinque cori di alpini in borghese e uno di alpini della brigata "Tridentina" in divisa hanno rievocato le pagine più belle, anche se talvolta tristi, dell'epopea nazionale alla quale i loro padri e nonni hanno partecipato. "Nessuna legge - ha detto il Sindaco rivolgendosi ai giovani in armi - riuscirà mai a rescindere il rapporto indissolubile che c'è fra l'Associazione e i nostri ragazzi in divisa". Grave imbarazzo ha provato il generale Mimmo Scozzaro, Comandante della brigata "Tridentina" quando ha scoperto che un suo disegno, fatto per compiacere l'amico Ercole, era stato preso a modello per la targa ricordo della serata. Quasi mille persone in teatro, sedute, in piedi, accovacciate, tra le tende delle uscite di sicurezza. Tutti in piedi, però, quando i sei cori hanno intonato le prime parole dell'Inno nazionale: Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta…" Ahinoi, s'è desta sotto la pioggia! E domenica sera i primi sono partiti. A chi non l'ha mai vista né sentita, glielo diciamo noi: "La Patria è in Piemonte; la Patria sta partendo per Mantova e il Polesine; sabato sera la Patria era lì, nel cinema teatro "Astra" di San Giovanni Lupatoto, provincia di Verona". |