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| Anno 2000 | |
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Il terzo Simposio internazionale delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero (3rd Regional Seapower Symposium), che si è svolto a Venezia nella seconda metà del mese di ottobre, ha costituito una tappa fondamentale nel cammino verso la cooperazione e la sicurezza tra le Nazioni che affacciano su due tra i mari più antichi e più frequentati della storia della navigazione.
Ideato, pianificato e organizzato grazie a una iniziativa autonoma dello Stato Maggiore della Marina italiana, già dalla sua prima edizione del 1996 il Simposio, concepito come appuntamento biennale, ha riscosso il plauso - e quindi la partecipazione - di tutte le Nazioni che affacciano sui due mari. Significativa è stata l'adesione di Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti che, pur non essendo Nazioni rivierasche, hanno visto in questa iniziativa uno strumento di progresso verso la stabilità di un'area che, senza questa, potrebbe rivelarsi come una delle più instabili del globo. La presenza di ventitré Nazioni su ventisette invitate (motivi contingenti hanno impedito la partecipazione delle altre quattro) e tredici Capi di Stato Maggiore danno la misura di quanto l'idea italiana sia stata capace di catalizzare l'interesse generale. Già dal primo Simposio sono stati assegnati dei progetti pilota ad alcune Nazioni che li hanno sviluppati e hanno studiato problematiche comuni presentando concrete proposte in sede di discussione finale. Una di queste, che ci sembra la più attuale di tutte, è quella della Marina egiziana che ha sviluppato il tema dell'inquinamento dei mari Mediterraneo e Nero. Richiamando alla memoria dei presenti i più gravi incidenti marittimi mondiali, e in particolare quelli avvenuti in Mediterraneo, il contrammiraglio Sherin Hassan Mahmoud, Capo reparto addestramento della Marina egiziana, ha posto all'attenzione di tutti l'esigenza della costituzione di un Centro di controllo congiunto antinquinamento del Mediterraneo (definito MMAC). Più che significativo ci sembra il fatto che abbia proposto di insediarlo in una delle città del sud Italia che sono situate in posizione strategicamente idonea (al centro del "Mare Nostrum"). A sostegno della relazione, l'Ufficiale ha citato una serie di incidenti nucleari e non (primo tra questi il bombardiere americano B-47 che s'inabissò in Mediterraneo nel 1956 con due bombe nucleari) che hanno interessato i mari di tutto il globo richiamando l'attenzione dei presenti sulla indispensabilità di un controllo delle rotte e dell'assistenza alle navi in avaria. Ancora più avanti nella collaborazione tra Marine ci è sembrata la proposta del generale di brigata Rupert C. Montanaro, Comandante delle Forze armate maltesi, il quale ha proposto la costituzione di un Centro permanente di cooperazione marittima mediterranea, con sede a Malta. Ancora più interessante ci sembra il progetto pilota affidato alla Marina spagnola: unire via Internet tutte le Accademie navali del Mediterraneo e del Mar Nero. Un progetto che stabilisce dei collegamenti tra giovani che un giorno saranno ai vertici delle Forze armate e con i quali sarà possibile costruire quello al quale tutti aspiriamo: il Nuovo Mondo. Chi non conosce lo spirito della Marina non può capire tutto questo. In tutto il mondo gli ufficiali di marina vestono la stessa uniforme (qualche piccola variante stilistica non è degna di attenzione). Potrebbe bastare questo per fare capire ai profani cosa voglia dire l'incontrarsi tra marinai. Ma non è solo questo. Pure se costretti dagli eventi storici, i marinai di tutto il mondo hanno sempre riservato per l'avversario una considerazione che è sempre andata oltre la situazione contingente: quella di chi, pur avendo un "nemico" del momento, ha sempre avuto, come lui, lo stesso avversario di tutti i tempi: il mare. E' il mare che ha sempre unito le genti, più che la terra. E' il mare che ci ha fatto comprendere il significato della parola "comunicazione". E allora, visto che questa meravigliosa idea del nostro Stato Maggiore Marina ha raccolto l'unanime consenso di tutte le Nazioni del Mediterraneo, incitiamola a vivere e chiediamole che ci porti con sé verso la Pace. |