Anno 2000

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Esercitazione "Destined Glory" nel Mediterraneo

Giovanni Bernardi, 2 dicembre 2000

I numeri della "Destined Glory 2000" da soli danno la misura della imponenza e dell'impegno profuso per condurre una delle più importanti esercitazioni Nato svolte nell'anno 2000: 21.000 uomini, 70 navi, 100 aerei e 70 elicotteri di Grecia, Italia, Olanda, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti, sotto la direzione del Comando di attacco e supporto del sud Europa (Strikforsouth), hanno operato in Grecia, Turchia, Mare Egeo e Mediterraneo orientale per verificare le procedure di risposta flessibile dell'Alleanza nel caso di crisi e di condotta di operazioni "joint" (esercito, marina, aeronautica, forze anfibie) e "combined" (multinazionali).

Secondo il generale Joseph W. Ralston, comandante supremo in Europa, "…l'esercitazione ha dato ai partecipanti l'opportunità di mettere in pratica e migliorare la capacità di schierarsi in tempi rapidi e di operare in un ambiente multinazionale mettendo in atto tutte le procedure per la generazione delle forze, lo schieramento, l'addestramento all'integrazione, il rischieramento delle unità, le comunicazioni integrate e le operazioni multinazionali terrestri, navali, aeree e anfibie. Abbiamo coperto - ha aggiunto il generale con una certa soddisfazione - un ampio ventaglio di attività militari che vanno dall'assistenza umanitaria fino al combattimento tradizionale".

Ancora più soddisfatto dei risultati dell'esercitazione è sembrato il colonnello Jeremy Robbins (UK Royal Marines), direttore dell'esercitazione, sotto la cui responsabilità è stata condotta la fase pianificazione: "Abbiamo deciso di imporci degli obiettivi impegnativi a tutti i livelli, e abbiamo spinto l'impegno dei comandanti, del personale e dei mezzi in modo molto severo." Quanto sostenuto dal colonnello è dimostrato dai dati che ha fornito contestualmente alla sua dichiarazione: 1.700 missioni aeree e due operazioni anfibie condotte contemporaneamente su due aree distinte, ciascuna delle quali ha visto impegnati circa 3.000 uomini.

Il generale Ronald Keys, comandante delle forze aeree alleate sud Europa e, in esercitazione, comandante della componente aerea, in una sua dichiarazione ha fatto notare che: "…dal punto di vista delle procedure, per gli aeromobili ad ala fissa e rotante è stato usato un unico ordine di missione aerea (Air Tasking Order - ATO) e un unico ordine di controllo dello spazio aereo (Airspace Control Order - ACO)".

L'esercitazione è stata la più ampia mai pianificata e condotta da Strikforsouth che, per la prima volta, ha avuto sotto il proprio comando due gruppi di battaglia porta aeromobili e tre gruppi anfibi e, sempre per la prima volta, ha spinto in profondità le proprie operazioni terrestri successive agli sbarchi. "Alcune unità - è stato precisato dal vice ammiraglio Gregory Johnson (US Navy), comandante di Strikforsouth - hanno dovuto ritirarsi dall'esercitazione: la nave olandese Rotterdam, a causa dell'impegno previsto come supporto alla forza di interposizione tra Etiopia ed Eritrea; le unità greche, a causa di contrasti con la Turchia per problemi connessi con la gestione degli spazi aerei.

La forza d'attacco e supporto del sud Europa fu costituita nel 1953 come supporto ai piani operativi della Regione sud. La sua evoluzione, a seguito della mutata situazione strategica dell'area, la vede oggi composta da unità di otto nazioni e orientata a recitare il ruolo di forza di reazione rapida pronta a intervenire in ogni situazione di instabilità o minaccia.