Anno 2000

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Chernobil, la misura della tragedia

Giovanni Bernardi, 3 dicembre 2000

La centrale nucleare di Chernobyl (quattro reattori da 1.000 megawatt), costruita tra gli anni 1977/83, è situata a 16 chilometri a nord-ovest della omonima città e un centinaio di chilometri a nord di Kiev, in Ucraina.

L'incidente più drammatico della storia delle centrali nucleari si verificò quando i tecnici del reattore 4 tentarono un esperimento progettato male: interruppero il sistema di regolazione della potenza del reattore e i relativi sistemi di sicurezza e ritirarono la maggior parte della barre di regolazione dal relativo nucleo, tenendo il reattore al sette per cento della potenza.

Altri errori si sommarono e alle 1:23 del 26 aprile fu perso il controllo della reazione. Le esplosioni che ne conseguirono scoperchiarono il reattore e provocarono una fusione parziale del nucleo.

Una grande quantità di materiale radioattivo si diffuse nell'aria e fu trasportato dalle correnti a grandi distanze investendo la stessa Ucraina, la Russia, la Bielorussia, l'Asia e l'Europa.

Il 27 aprile i 30.000 abitanti di Pryp'yat cominciarono ad essere evacuati mentre l'opinione pubblica mondiale veniva tenuta all'oscuro di tutto.

Il 28 aprile le stazioni svedesi di controllo rilevarono una elevata radioattività trasportata dal vento e, a seguito delle forti pressioni internazionali, le autorità sovietiche finalmente ammisero l'incidente.

I morti furono 32, ma a decine morirono in seguito all'assorbimento di radiazioni che, si calcola, furono tra i 50 e i 185 milioni di curie, molte volte più di quanto fu irradiato dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki.

Milioni di acri di foresta e di terreno coltivabile contaminati, migliaia di persone evacuate, leucemia, cancro, nascite di esseri deformi danno la misura della tragedia.