![]() |
| Anno 2001 | |
|
Cerca in PdD |
Se i proiettili sparati dagli A-10 americani siano stati causa delle morti dei nostri militari che hanno fatto servizio in Bosnia e Kosovo lo dirà, forse, la commissione nominata dal Ministero della Difesa (se pure sarà in grado di dimostrare un nesso di causalità tra i decessi e l'uranio impoverito). I membri della commissione, siamo sicuri, faranno il loro dovere richiamando tutti i principi deontologici della loro professionalità. Su questo non abbiamo nessun dubbio.
Non abbiamo dubbi neanche sul fatto che, qualunque risposta venga data alle madri e mogli dei soldati, nulla riuscirà a ricomporre il dolore, composto in un primo tempo e oggi ridotto a pezzi dalle polemiche di sapore politico che si fanno attorno a quelle salme. Dove i dubbi invece ci assalgono, è sulla capacità di gestire l'emergenza da parte della leadership politica italiana. "A dicembre ho scritto alla Nato…" si è pronunciato il Ministro della Difesa durante un'intervista a Rai-TG1, come se la Nato fosse un lontano parente che non scrive e non dà notizie di sé da tempo. Il 14 e 15 dicembre il Ministro era alla Nato per il semestrale Consiglio dei 19 Ministri della Difesa delle nazioni alleate. Non solo, lo stesso Ministro ha un Rappresentante permanente, del livello di generale / ammiraglio a tre stelle, che lo rappresenta a Bruxelles. La questione dell'uranio impoverito è venuta forse fuori dopo il 15 dicembre? Il Rappresentante permanente era in ferie e il Ministro non aveva più contatti con Bruxelles? La Telecom aveva tagliato le linee telefoniche? Anche il Presidente del Consiglio ha un Rappresentante permanente a Bruxelles, di rango Ambasciatore. "La bella addormentata nel bosco" e "Alice nel paese delle meraviglie" sono le due espressioni che si sono lette in questi giorni per descrivere l'atteggiamento della massima carica della Difesa italiana. Forse sarebbe meglio se a Via XX Settembre ci fosse la bella addormentata o Alice. Il giochino di prendersela con la Nato "perché non ce l'ha detto" è ignobile. La Nato è costituita da 19 nazioni sovrane che prendono decisioni per consenso. Quindi, se la Nato fa è perché 19 Capi di Stato e di Governo (o 19 Ministri degli Esteri, o 19 Ministri della Difesa, a seconda del livello delle decisioni) hanno concordato sulla attuazione di un certo documento. La Nato non si muove se una sola nazione esprime disaccordo. Quindi il Ministro della Difesa non può venirci a raccontare oggi che non sapeva e che ha scritto una lettera per chiedere informazioni. Ma se questo atteggiamento, tutto sommato, è rivolto contro tutti e nessuno, quello di scaricare il barile su Palazzo Esercito è di gran lunga più ignobile. Il generale Mauro Del Vecchio ha confermato in un'intervista: "Eravamo l'unico contingente ad avere una compagnia anti-NBC (nucleare, biologico, chimico)". Ora, questa professionalità dei nostri ufficiali e dello Stato Maggiore dell'Esercito si rivolge contro i professionisti stessi. Il cittadino che sente le dichiarazioni del Ministro e quelle del generale Del Vecchio non può fare a meno di pensare: "Allora il Ministro non sapeva e i militari sapevano!" Ecco il barile scaricato contro il generale Cervoni, Capo di stato maggiore dell'Esercito. Secondo fonti informate e confermate, il generale Cervoni sarebbe stato uomo della sinistra e a lui sarebbe stato chiesto di candidarsi alle prossime elezioni politiche allo scopo di potere sventolare la bandiera del rinnovamento dell'Esercito con l'ingresso delle donne. La risposta negativa del generale (confermata in una recente intervista) ne ha fatto un agnello da sacrificare ai giochi della politica. Oggi siamo sicuri (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le Forze armate italiane sono tanto fedeli alle Istituzioni e ai suoi rappresentanti da accettare di addossarsi colpe mai avute di avvenimenti ancora da dimostrare. All'Esercito una sola cosa possiamo imputare: quella di non avere divulgato con dovizia di particolari i risultati giornalieri delle misure NBC rilevate in Kosovo e di avere taciuto aspettando che il vertice politico parlasse o desse almeno direttive di comunicazione, ingenerando nella pubblica opinione il sospetto che avesse qualche cosa da nascondere. L'Esercito non ha nulla da nascondere, ha solo bisogno di fare riferimento a un vertice politico degno di tale nome. Giovanni Bernardi |