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| Anno 2001 | |
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Secondo quanto riportato dall'agenzia russa APN, Putin avrebbe in animo di rimpiazzare il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Anatoly Kvashnin, il quale nell'anno 2000 ha dato l'avvio al piano di rinnovamento delle Forze convenzionali sotto gli auspici dello stesso Presidente. La sua sostituzione potrebbe significare che la leadership russa ha intenzione di riprendere in esame la decisione di bilanciare il potenziale nucleare e quello convenzionale.
La notizia del rimpiazzo del Capo di Stato Maggiore è stata confermata da fonti interne al Ministero della Difesa e sarebbe dovuta (in Russia un cambio al vertice da sempre significa cambio di politica) alla ribadita dichiarazione di George Bush jr. di proseguire nel programma di difesa anti-missili balistici (National Missile Defense - NMD). Fino a pochi mesi fa, la posizione di Kvashnin sembrava che avesse definitivamente vinto nei confronti di quella del Ministro della Difesa, Igor Sergeyev il quale, anche in virtù dell'esperienza acquisita come Comandante in Capo delle Forze missilistiche strategiche, sosteneva la necessità di proseguire negli investimenti per l'ammodernamento di queste. La posizione del Ministro è quella di chi ritiene che la principale minaccia per la Russia provenga dalle potenze nucleari, mentre quella di Kvashnin vede solo una minaccia convenzionale provenire dai paesi confinanti. Le due posizioni riflettono due correnti di pensiero: la prima, quella che sostiene Sergeyev, ritiene che si debba fare fronte allo strapotere degli Stati Uniti per evitare che la Russia piombi nello stato di nazione del terzo mondo; la seconda, quella di Kvashnin, sostiene che la Russia dovrebbe innanzitutto curare i suoi interessi più vicini (diventando di fatto una potenza regionale). Il successo dell'esercito russo in Cecenia nell'estate dell'anno 2000 sembra che abbia dato ragione alle argomentazioni di Kvashnin. Infatti, al termine di una serie di riunioni del Consiglio di sicurezza russo nei mesi di luglio e agosto, il presidente Putin ha approvato lo sviluppo delle capacità convenzionali a spese di quelle nucleari. Però, se lo stesso Presidente pensa di rimpiazzare il Capo di stato maggiore, ciò significa che la decisione presa non è quella finale. Il cambio di linea politica ha le sue origini al di fuori del territorio russo. La nuova amministrazione americana ha promesso di sviluppare la difesa missilistica nazionale e il Segretario di Stato Colin Powell ha sottolineato che gli Stati Uniti potrebbero rigettare il trattato ABM (Anti-Ballistic Missile) firmato nel 1972 con l'Unione Sovietica. Il Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, ha fatto la stessa dichiarazione durante la conferenza sulla sicurezza di Monaco. Probabilmente, prima della elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti, Mosca riteneva che le dichiarazioni riguardanti l'NMD facessero parte della strategia pre-elettorale e che in seguito sarebbero state riviste. Ora sembra che Washington stia effettivamente mantenendo fede alle dichiarazioni fatte senza tenere in cura le dichiarazioni contrarie russe e quelle di altre nazioni. I russi ritengono che lo sviluppo della difesa missilistica Usa sia un mortale pericolo per la propria nazione, per cui, o si rassegnano a una sottomissione di fatto agli Stati Uniti, o sviluppano anch'essi un sistema simile. Ma per ritornare in corsa devono rafforzare le forze nucleari. Questo è il motivo per cui in molti ritengono che la tesi sostenuta da Kvashnin sia una vera e propria resa della Russia agli Usa. Il Ministro della Difesa Sergeyef ha dichiarato recentemente all'agenzia Interfax che progetti di sviluppo di difesa missilistica esistevano già dai tempi delle "guerre stellari" di Reagan. Ora si tratterebbe solo di riprenderli alla mano e di finanziarli. In questa situazione sembra logico che le voci di sostituzione di Kvashnin siano più che fondate, anche se ha dei sostenitori, il più influente dei quali è Anatoly Chubais, boss del clan politico-finanziario di San Pietroburgo. Ma la stella di quest'ultimo non brilla più dopo il fallimento della politica energetica di cui era il direttore. Quindi Chubais non sembra in grado di sostenere il Capo di stato maggiore, il quale potrebbe non essere sostenuto nemmeno dai suoi stessi generali. Kvashnin, da una certa parte dell'opinione pubblica, è ritenuto appartenere alla schiera dei cosiddetti "generali ceceni" per la gloria di cui si sono ricoperti nelle due guerre di soppressione della rivolta nella calda regione caucasica, ma la gran parte dei generali pensa invece che la vittoria finale non sia giunta per merito ma "nonostante Kvashnin" al cui decisioni vengono imputati vari disastri militari, tra i quali quello del capodanno del 1995 quando in Cecenia i russi subirono una disfatta. La stella del generale sembra quindi definitivamente tramontata. Per le forze armate russe, lo sforzo di ammodernamento dovrà quindi verosimilmente re-indirizzarsi verso il potenziale nucleare. Tuttavia,non potrà non tenere conto delle esigenze di ammodernamento di quello convenzionale, considerando i seri problemi di sicurezza che ancora sussistono lungo i confini. |