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| Anno 2001 | |
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Il Presidente, riferendosi a nuove armi di distruzione di massa e alla proliferazione dei mezzi di lancio, ha aggiunto: "Gli avversari che cercano di seminare questi strumenti di terrore sono meno prevedibili e più differenziati, nella loro natura, di un tempo. Con le tecnologie avanzate di oggi, dobbiamo confrontare minacce che possono essere trasportate da un missile, in un container di nave o in una borsa da viaggio. Non abbiamo altra priorità se non quella di difendere la popolazione da attacchi terroristici". Bush ha poi - in un certo senso - dato assicurazioni agli alleati europei affermando: "L'America coopererà con i suoi alleati nel cammino verso la pace, li consulterà per gli argomenti che riguardano la tecnologia avanzata, quelli relativi agli aspetti diplomatici e quelli di difesa missilistica. L'America ha bisogno degli alleati - ha sottolineato Bush - per sconfiggere la minaccia terroristica". Entrando più in particolari tecnici, il Presidente ha precisato: "Siamo testimoni di una rivoluzione nella tecnologia della guerra, la forza di un esercito dipende non tanto dalle dimensioni di questo, quanto dalla mobilità, dall'agilità dello strumento bellico, dalle capacità informative, dalla segretezza e dalla capacità di proiettare armi di precisione guidate a lunga distanza". Nei riguardi del concetto di guerra e dello strumento il Presidente ha chiarito che: "Il migliore modo per garantire la pace è quello di ridefinire i termini della guerra e quindi una riforma che ribalti l'impiego dello strumento bellico. Le forze terrestri saranno più leggere, più letali e più facilmente rischierabili. Le forze aeree useranno sia vettori pilotati sia non pilotati. Sul mare gestiremo le informazioni e le armi in un modo nuovo tendendo a massimizzare le capacità di proiettare la forza su terra. Nello spazio proteggeremo la nostra rete di satelliti, essenziale per lo sviluppo del commercio e della difesa". "Sarà quindi il nostro concetto di difesa - ha concluso il Presidente - che guiderà la definizione del budget, non il contrario". La visita alla base navale di Norfolk è stata la seconda tappa di un tour che lo ha portato prima a Fort Stewart, nella Georgia, dove ha parlato di fronte a uno schieramento di 6.000 uomini della 3^ Divisione di fanteria, e poi a Charleston, West Virginia, nella base aeronautica di Yeager dove ha incontrato ufficiali, sottufficiali e soldati della Guardia nazionale e riservisti. A Fort Stewart l'argomento principale è stato quello del bilancio della Difesa riferito al benessere del personale. Bush ha promesso, infatti, un aumento del budget pari a 5,7 miliardi di dollari nel 2002 da destinare ad aumento delle paghe, miglioramento degli alloggi militari e miglioramento dell'assistenza medica e sanitaria. Di questi, 400 milioni saranno destinati agli alloggi e 3,9 miliardi alla salute. La 3^ Divisione meccanizzata, che è agli ordini del maggiore generale Walter Sharp, fornisce molti degli uomini attualmente impiegati in Bosnia, ai quali ancora uomini della 3^ Divisione daranno il cambio nel mese di marzo. Altri raggiungeranno il Kosovo nel mese di maggio. Questa è stata la prima visita a una base militare da quando George Bush ha assunto l'incarico, il 20 gennaio. A Charleston il Presidente, egli stesso - a suo tempo - pilota della Guardia nazionale, si è concesso una battuta di auto-ironia: "Se la Air National Guard è stata capace di addestrare me come pilota da combattimento, ciò vuole dire che gli istruttori sono proprio bravi!" Sia Guardia nazionale che riserva hanno fornito spesso uomini per importanti operazioni all'estero. 20.000 riservisti, per esempio, sono stati impiegati in Bosnia e Kosovo, oltre 200.000 furono impiegati nella guerra del Golfo. Nella guerra del Vietnam ne furono impiegati 340.000 e 6.000 restarono sul campo. Le due visite alle basi militari, quella al comando supremo Nato di Norfolk e le espressioni usate per chiarire i suoi punti di vista danno la misura del peso che le Forze armate avranno nella politica del Presidente George W. Bush per i prossimi quattro anni di storia degli Stati Uniti d'America e del mondo. |