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| Anno 2001 | |
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Articolata su tre reggimenti alpini (5° a Vipiteno, 6° a San Candido, 11° a Brunico), un battaglione logistico a Elvas e un reparto comando e supporti tattici a Bressanone, la brigata alpina Tridentina è comandata dal brigadier generale Girolamo Scozzaro, ufficiale di vasta esperienza in ambito internazionale per avere prestato servizio presso il comando supremo della Nato in Belgio (Shape) e presso il comando regionale Nato a Napoli (Afsouth). Ha inoltre ricoperto per tre anni l'incarico di Addetto militare, navale e aeronautico presso l'Ambasciata italiana a Sofia, con accreditamento in Bulgaria e nella ex Repubblica yugoslava di Macedonia (Fyrom).
Al vice comandante di brigata, colonnello Gabrio Roggero (con esperienze addestrative e operative in Turchia, Romania e Bosnia) la sorte ha riservato la fortuna di comandare dal 1998 al 2000 lo stesso reggimento comandato a suo tempo dal padre (il 5° artiglieria da montagna di Merano ora in fase di scioglimento). Dal mese di marzo la brigata è impegnata su tre fronti: Bosnia (schieramento di un gruppo di combattimento, su base 5° reggimento, nell'ambito dell'operazione Nato "Joint Forge", alle dipendenze del comando di divisione francese; Italia centro - meridionale (schieramento del 6° reggimento in operazione Santa Barbara per il controllo del territorio e la vigilanza di punti sensibili); campionati di sci delle truppe alpine, Casta (organizzazione dei campionati e gestione dei concorsi di uomini e mezzi). "Si, è un impegno gravoso - ci dice il generale Scozzaro - ma, come vede, riusciamo a farvi fronte anche in una situazione di personale che non è tra le più floride. Non è tutto, però, in quanto continuiamo ad assicurare la disponibilità dell'area Pusteria dove i nostri istruttori dell11° reggimento addestrano reparti che giungono da tutta Italia, in particolare gli allievi della 2^ scuola militare di Milano, gli allievi dell'accademia militare di Modena, gli ufficiali frequentatori dei corsi della scuola di applicazione di Torino e i reparti della brigata paracadutisti Folgore". Gli impegni nazionali e internazionali della Tridentina non finiscono qui, in quanto nel 2001 la brigata sarà impegnata nella esercitazione Dinamic Mix, che sarà condotta nell'area addestrativa Pusteria, alla quale parteciperanno 18 nazioni Nato, del centro - est Europa, oltre ad altre nazioni mediterranee. L'esercitazione Esperia, alla quale la brigata parteciperà con il proprio comando e quelli dei reggimenti, vedrà invece impiegate solo unità italiane. L'operazione Santa Barbara, passata quasi inosservata agli occhi dell'opinione pubblica pur vedendo lo schieramento dei reparti in quasi tutte le regioni del sud e delle isole maggiori, ha impiegato la brigata nella sua totalità nell'anno 2000 e quest'anno sarà condotta al livello di reggimento a causa degli impegni previsti per il 2001 e la contestuale riduzione del personale effettivo. "L'operazione dell'anno scorso ci ha posti di fronte l'esigenza di rischierare tutta la brigata - ci dice il tenente colonnello Ornello Baron, capo di Stato Maggiore, 42 anni, comandante del battaglione alpini Morbegno fino al 1999 - e l'esperienza maturata nei settori operativo e logistico è stata notevole, anche se ci siamo trovati nella condizione di dover risolvere importanti problemi di comando e controllo dovuti alla distanza che separava i comandanti dai propri reparti. Tuttavia, mentre quattro o cinque anni fa questi problemi sarebbero stati insormontabili, oggi l'elettronica e l'informatica ci consentono di adottare delle soluzioni adeguate ai tempi." La brigata Tridentina con i suoi reparti è dislocata in una zona (valli d'Isarco e Pusteria) nella quale quelli che sono problemi di tutti i giorni per gli altri reparti dell'Esercito subiscono un'amplificazione dovuta al fattore bilinguismo e al tenore di vita. L'inserimento di famiglie non originarie del luogo non è facile, il costo della vita supera del 30/40% quello medio italiano, non si acquisisce diritto al voto se non si hanno almeno quattro anni di residenza. A questi, si aggiunge una situazione di personale seriamente deficitaria che fa pensare a un già deciso futuro ridimensionamento della brigata. Eppure, mentre da una parte un certo numero di domande di trasferimento farebbe pensare a un desiderio di fuga, dall'altra c'è chi ci dice che non sarebbe disposto a lasciare la sede attuale. "Non vorrei che sembrasse retorica - ci dice con discrezione il tenente colonnello Baron - ma se con tutte le difficoltà che ha la Tridentina va ancora avanti, come dice il suo motto, ritengo che sia perché è ancora vivo lo spirito di Nicolajewka: Tridentina avanti". |