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| Anno 2001 | |
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"Quando ne ho assunto il comando, il 6° reggimento poteva contare su una forza di quasi 1.000 uomini. In questo momento dispongo di 40 ufficiali e sottufficiali effettivi, 20 sottotenenti di complemento e 120 alpini di leva. A questi si aggiungono altri 140 alpini aggregati al mio reggimento per consentirci di supportare dal punto di vista logistico i campionati di sci delle truppe alpine (Casta)".
Il colonnello Manlio Silvestri non sembra esaltato a dovere confessare i numeri del suo reparto, ma non disarma. "Con gli ufficiali e sottufficiali che ho a disposizione ho verificato che posso costituire un posto comando di raggruppamento e un posto comando di gruppo tattico. Terminati i Casta, partiremo per l'operazione Santa Barbara. Il personale del gruppo tattico sarà costituito da quei volontari in ferma annuale del 5° reggimento che non hanno raggiunto un livello di addestramento che consenta di impiegarli in Bosnia. Un altro gruppo tattico, completo di comando, sarà costituito dal comandante e uomini del battaglione Bassano della brigata Julia". Non c'è male per un reggimento che, secondo le direttive dello stato maggiore dell'Esercito viene tenuto in vita solo per esigenze logistiche funzionali. Il reggimento, costituito nel 1882, ha sede nella caserma Cantore di San Candido e ha un distaccamento nella caserma Piave di Dobbiaco. Una croce dell'Ordine militare d'Italia, una medaglia d'oro guadagnata sul fronte russo, sette medaglie d'argento, due medaglie di bronzo sono la sintesi della storia del reparto. Ma il comandante non ci racconta la storia, pensa al presente e al futuro. "Non è stata ancora definita la data di soppressione del reparto - ci dice il colonnello Silvestri - e poiché viene alimentato con personale di leva, considerato che questa terminerà nel 2005, possiamo dire che: finché c'è leva c'è speranza". Nato a Cormòns (Gorizia), il colonnello Silvestri è entrato in accademia militare nel 1974 come allievo del 156° corso. Scuola di guerra italiana e britannica, due brevetti di paracadutismo, corso di intelligence in Inghilterra, corso di strategia e cooperazione internazionale presso il Nato defense college di Roma, corso di gestione delle crisi internazionali presso la Nato school in Germania, è stato Vice comandante della brigata multinazionale neozelandese a Timor Est nel periodo novembre 1999 - febbraio 2000. "Nella mia carriera, avevo fatto servizio nelle brigate Julia e Taurinense - ci dice il comandante del 6° reggimento - e ho chiesto di venire in Tridentina per poterne conoscere la realtà etnica e linguistica che, ho potuto verificare, è bellissima. Io l'ho potuta apprezzare ancora di più perché mi sono fatto assegnare un autista di madre lingua tedesca. E' pur vero che alcuni dei quadri non riescono a integrarsi e desiderano essere trasferiti, ma molti altri rimangono volentieri. Sulla base di questo e per non perdere il contatto con questa realtà - propone il colonnello - ritengo che, se la brigata va ridimensionata, può essere trasformata in un centro di addestramento montano permanente. L'Esercito sarà tra poco di tutti professionisti e questi dovranno essere addestrati a muoversi su tutti i terreni. Qui abbiamo le strutture, le aree e le capacità per poterlo fare". |