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| Anno 2001 | |
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Il gruppo di combattimento sarà costituito dal posto comando e due compagnie di volontari a ferma annuale (45^ e 47^) dello stesso 5° reggimento, una compagnia di volontari della brigata Sassari, uno squadrone Guide su blindo Centauro, un plotone genio del Comando truppe alpine, una compagnia trasmissioni del reggimento Leonessa. Alle unità operative, che saranno schierate a Sarajevo, si affiancheranno: un centro amministrativo d'Intendenza, una unità di polizia militare costituita da carabinieri, una cellula di pubblica informazione e un'aliquota logistica (Reloco - reparto logistico di contingenza) che sarà dislocato a Ploce. Non è solo questa la novità che riguarda il 5°: quella più significativa è che per la prima volta saranno impiegati militari in ferma volontaria annuale per operazioni dette fuori area. Il reggimento, infatti, è tra quelli che reclutano in proprio il personale tra i giovani delle classi di leva offrendo loro uno stipendio di 850.000 lire al mese per dodici mesi di servizio, oltre alle indennità di marcia e di missione, provvedendo anche all'eventuale richiamo alle armi (con l'assenso degli interessati) in caso di necessità. Il 5° reggimento, insieme con 6° e 11°, fa parte della brigata Tridentina, il cui comando è a Bressanone e i reparti dipendenti sono distribuiti in Alto Adige nelle valli d'Isarco e Pusteria. Il comandante, brigadier generale Girolamo Scozzaro, ha una significativa esperienza internazionale maturata presso il comando supremo della Nato in Belgio (Shape), il comando regionale Nato di Napoli (Afsouth) e presso l'Ambasciata italiana a Sofia (Bulgaria) come addetto militare, navale e aeronautico. Il 6° reggimento, di stanza a San Candido e con un distaccamento a Dobbiaco, dopo avere terminato l'attuale impegno di supporto logistico dei campionati di sci delle truppe alpine (Casta), sarà impegnato (rinforzato da una compagnia del 5° e l'intero battaglione Bassano) nella operazione Santa Barbara che lo vedrà schierarsi nelle regioni del sud Italia. L'operazione, considerata addestrativa e operativa allo stesso tempo, consiste nello schieramento di reparti in zone a loro non familiari, nella vigilanza a punti sensibili ai fini della sicurezza e scorta a convogli. Il comandante, colonnello Manlio Silvestri, Vice comandante della brigata multinazionale a guida neozelandese a Timor est da novembre 1999 a febbraio 2000, ritiene che: "…se la brigata va ridimensionata, può essere trasformata in un centro di addestramento montano permanente; l'Esercito italiano - aggiunge il colonnello - sarà tra poco costituito tutto da personale volontario che dovremo addestrare a muoversi su tutti i tipi di terreno; qui lo possiamo fare perché ne abbiamo le capacità, le strutture e le aree idonee. L'11 reggimento, con una ridottissima quantità di personale di leva ma con ufficiali e sottufficiali qualificati istruttori di operazioni Pso (Peace support operations), fornisce supporto logistico e addestrativo ai reparti di tutta Italia che svolgono periodi di istruzione nelle Aree addestrative: Pusteria (combattimento nei centri abitati), Villabassa (Check point), Cimabanche (scorta convogli e Vip, pattugliamento, riconoscimento campi minati), cave di Dobbiaco (tiri con armi portatili, Tre cime di Lavaredo (mobilità su terreno montano). Il comandante, colonnello Paolo Canese, rivela una particolare soddisfazione a parlare dell'isola addestrativa di San Giorgio: "…un'area dotata di sofisticate attrezzature elettroniche e telecamere fisse e mobili che consentono di seguire e registrare l'addestramento al combattimento nei centri abitati dei reparti che si alternano numerosi; gli stessi reparti in fase di de-briefing hanno la possibilità di rivedersi nelle registrazioni fatte e di correggere gli errori". "Siamo molto impegnati, è vero - si esprime con serenità il generale Scozzaro - ma riusciamo a fare fronte a tutti i compiti assegnati dallo stato maggiore dell'Esercito, a dispetto della scarsità di personale effettivo, perché, come dice il mio Capo di stato maggiore (tenente colonnello Ornello Baron) tra di noi aleggia ancora lo spirito di Nicolajewka. |