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| Anno 2001 | |
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L'elemento caratterizzante del messaggio annuale di Wladimir Putin all'assemblea della Federazione russa lo scorso 3 aprile è stata l'assenza totale di ogni riferimento esplicito agli Stati Uniti d'America e al suo Presidente. La questione delle spie, che si è evoluta con l'espulsione reciproca di diplomatici, seguita da quella ancora più recente ma meno clamorosa della richiesta americana di visto anche per i cittadini russi che transitano per gli USA, ha fatto si che i rapporti tra i due Stati si siano a dir poco raffreddati.
Secondo alcuni osservatori, Putin avrebbe voluto umiliare il Presidente americano ignorandolo nel suo discorso; secondo altri - più pragmatici - avrebbe evitato l'argomento in attesa di capire se per Bush la Russia è partner o avversario. Sta di fatto che in alcuni passi del suo messaggio il Presidente russo sembra, invece, avere chiaramente indirizzato parole all'America pur non nominandola. Nella prima parte del discorso indirizzato all'assemblea, Putin ha trattato gli aspetti politici ed economici delle relazioni internazionali della Federazione: "La situazione politico - economica in Russia, ha detto, così come l'autorevolezza della nostra nazione in campo internazionale dipendono da quanto intelligente ed efficace sarà l'impiego delle risorse diplomatiche". Ed ha aggiunto: "Oggi il Paese si sta integrando sempre di più nella economia mondiale e per questa ragione, nell'ambito della politica estera, dobbiamo imparare a proteggere gli interessi della nazione nel loro complesso, le imprese russe e i suoi cittadini". Piuttosto fermo è sembrato quando ha trattato l'argomento dei rapporti con gli altri stati: "Dobbiamo salvaguardare i principi sui quali stiamo costruendo i legami con gli altri stati - e qui sembra chiaro il riferimento alla crisi con l'America - e questo significa equilibrio di interessi, cooperazione vantaggiosa da ambo le parti, rispetto e fiducia. Coloro i quali - ha concluso - condividono questo punto di vista possono essere sicuri che la Russia sarà un partner interessato e prevedibile". Nei confronti dell'Unione Europea, con i cui capi di Stato e di Governo si riunirà il 17 maggio in un summit durante il quale gli argomenti all'ordine del giorno saranno economia, energia e sicurezza, l'atteggiamento di Putin è stato di massima apertura offrendo una collaborazione a tutto campo, in special modo nei confronti dell'Iniziativa di difesa europea alla quale ha offerto la partecipazione della Russia come partner. Non altrettanto favorevoli, invece, le parole che ha usato nei confronti della Nato accusata di non tenere conto delle regole internazionali e di usurpare il ruolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite al quale solamente - ha detto - spetta il compito di decidere l'uso della forza in ambito internazionale. In chiusura del suo discorso di 63 minuti il Presidente ha accennato alla situazione interna chiarendo che, nonostante la lunga tradizione russa di rivoluzioni e contro - rivoluzioni, ora i cambiamenti che ci saranno, inevitabili ma su basi dettate dalle circostanze, avranno come obiettivo quello della stabilità politica interna per dare forza alla politica estera e alle attività commerciali. Peraltro, le sue parole di dichiarazione di guerra alle legioni di corrotti e di funzionari statali inefficienti sono sembrate, agli osservatori attenti, solo retorica. Criticato aspramente da The Christian Science Monitor, per avere affermato che la Federazione non deve temere i cambiamenti delle regole, dall'altra parte - sostiene l'autorevole testata americana - i cambi al vertice di questi ultimi tempi hanno solo dimostrato che si è attorniato di lealisti provenienti come lui dalle file del KGB in grado di controllare, tramite le forze di sicurezza, la società russa fino alle terre più recondite. |