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| Anno 2001 | |
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Dal primo giorno di insediamento nell'ufficio ovale, la politica del Presidente Bush è stata quella di riaffermare il ruolo di potenza egemonica mondiale rivestito dagli Stati Uniti d'America. Il crollo dell'impero sovietico, infatti, ha ridotto la Russia e trascinato la Cina a rivestire i panni di potenze regionali, con evidente danno (secondo gli osservatori orientali) per l'equilibrio geopolitico che ha dominato le scene della politica internazionale durante i cinquanta anni che hanno fatto seguito alla seconda Guerra Mondiale.
L'incidente dell'aereo spia EP-3E americano ha dato l'occasione alla Cina di affermare l'intenzione di non accettare il ruolo egemonico americano. La restituzione dei membri dell'equipaggio, avvenuta a seguito della lettera di scuse del Presidente Bush (un caro prezzo se osservata dal punto di vista diplomatico), non significa che la conclusione dell'incidente è vicina. L'EP-3E americano, sofisticatissimo mezzo al servizio della acquisizione delle informazioni, ha di norma il compito di intercettare segnali radio. In particolare, secondo alcuni analisti, quello costretto all'atterraggio dall'avaria conseguente allo scontro in volo con il caccia Jian-8, aveva il compito di intercettare comunicazioni da e per quella che potrebbe rivelarsi la nuova minaccia per l'egemonia americana nel Pacifico: i sottomarini cinesi. Sono due le categorie di sottomarini che danno pensiero agli Stati Uniti. Il primo, denominato di classe Kilo dai servizi di sicurezza occidentali, è equipaggiato con torpedini anti nave e ha condotto di recente simulazioni di combattimento con navi cinesi della stazza di portaerei. La fonte di questa notizia proviene dalle stesse forze armate cinesi. Secondo altre fonti, la Cina avrebbe in fase di sperimentazione anche un'altra categoria di sottomarini molto più potenti, la classe Victor III. Questi, conosciuti anche come tipo 093 e in servizio probabilmente dalla fine del 2000, sarebbero in grado di lanciare missili da crociera anche in immersione. Questi sottomarini sarebbero in grado, secondo le analisi dei servizi di sicurezza americani, di costituire minaccia per le portaerei americane che controllano l'area del Pacifico. Per quanto riguarda l'atteggiamento della Cina nei confronti dell'incidente, questo sarebbe come una manna dal cielo, in quanto dà la possibilità agli specialisti cinesi di contro informazione la possibilità di esaminare fino in fondo le sofisticate attrezzature di cui dispone l'aereo. E' pure vero che le contro misure americane prevedono di distruggere quanto potrebbe cadere nelle mani avversarie e costituire minaccia per la nazione, ma si fa fatica a pensare che l'equipaggio americano sia stato capace di distruggere effettivamente tutte le attrezzature di bordo prima di abbandonare il velivolo. Ragione per cui, e in considerazione del fatto che i servizi di sicurezza cinesi si prenderanno tutto il tempo di cui avranno bisogno per esaminare il velivolo, l'analisi dei fatti conduce a pensare che l'aereo americano, nella migliore delle ipotesi, poiché costituisce una preziosa fonte informativa, sarà restituito dopo lunghi mesi di trattative. Se questo non accadrà, una seconda e terza ipotesi potrebbero prendere il posto della prima: che dell'aereo siano restituiti pezzi non significativi, oppure che non sia restituito affatto. In ogni caso, sarà determinante l'atteggiamento cinese che tende ad affermare il fatto che gli Stati Uniti non vanno considerati come potenza egemone mondiale, ma che, comunque, devono fare i conti con altre potenze, in particolare quella cinese. In sostanza, la stima del Presidente Bush, che vedeva l'area del Pacifico molto più preoccupante di quella atlantica, sembra sia dimostrata dai fatti. La Cina, infatti, seppure non in grado di recitare un ruolo mondiale, tuttavia ha le capacità di fare valere la sua politica (con mezzi diplomatici e militari) soprattutto nell'area del Pacifico. |