Anno 2001

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La crisi dei Balcani e il comando Nato

Giovanni Bernardi, 1 maggio 2001

La situazione di tensione crescente nei Balcani non lascia indifferente il Comando Nato regionale sud di Napoli (Afsouth) che dal mese di febbraio ha assunto il comando operativo dei due Teatri di operazioni in Bosnia e Kossovo. L'esercitazione Adventure Express / Dynamic Response 2001 (AE/DR-01), che riunisce in sé due esercitazioni proprio a causa dei crescenti impegni di Afsouth, si svolge dal 27 aprile al 10 maggio e prevede l'impiego di 1.500 militari della Forza di riserva strategica multinazionale.

Alla esercitazione partecipano sette nazioni, tra le quali l'Italia, che impiega il battaglione di fanteria di marina del reggimento "San Marco" nel quale viene inglobata una compagnia di fanteria aviotrasportata argentina. Questo, insieme con il contingente statunitense costituito da un battaglione aviotrasportato dell'Esercito e una compagnia di Marines (Marine Expeditionary Unit - MEU), prima di schierarsi in Teatro ha il compito di condurre esercitazioni congiunte insieme con unità albanesi in Albania allo scopo di adeguare le procedure di queste ultime a quelle Nato.

L'Olanda partecipa alla AE/DR-01 con l'11° battaglione di fanteria aeromobile, la Polonia con il 10° battaglione meccanizzato, la Romania con il 26° battaglione di fanteria Secondo quanto comunicato dal comando di Napoli, l'AE/DR 01 ha lo scopo di testare l'impiego delle forze di riserva strategica nei due Teatri di operazione dei quali Afsouth ha il comando operativo (Bosnia - Herzegovina e Kossovo) ed è per questo motivo che le forze impiegate, al loro arrivo in zona di operazioni, sono poste alle dipendenze dei rispettivi comandanti di SFOR e KFOR con il compito di supportare le attività di mantenimento della pace che sono già svolte dalle unità dislocate in Teatro.

La forza di riserva strategica multinazionale è parte integrante del mandato di SFOR e KFOR e comprende fanteria leggera e aviotrasportata, forze anfibie, forze aeromobili, corazzati, artiglieria e unità aeree con capacità di attacco al suolo. E' stata studiata per essere una forza a elevato livello di mobilità con la capacità di affrontare ogni situazione operativa, dal semplice mantenimento della pace al combattimento vero e proprio. Lo scopo della esercitazione è quello di dimostrare l'intenzione di mantenere la stabilità in tutta la regione balcanica, consentendo nello stesso tempo alle truppe che costituiscono la Forza di riserva strategica di familiarizzarsi con il terreno e l'ambiente e con le procedure da attuare in caso di reale necessità.

Per le unità, che hanno una capacità logistica che le rende completamente autonome, è previsto il raggiungimento della zona di operazioni sia per via terrestre, sia aerea, sia navale. Come unità facenti parte della forza integrante di SFOR e KFOR, le unità hanno il compito di attuare un certo numero di missioni, tra queste, pattugliamento di sicurezza e mantenimento di check point. Allo stato attuale, le forze impegnate nei Balcani comprendono complessivamente 42.000 uomini nell'ambito di KFOR e 21.000 uomini nell'ambito di SFOR, per un totale complessivo di 40 differenti nazioni che hanno inviato reparti partecipanti alle due Operazioni. Il comando Nato di Napoli, da quando ha assunto il comando operativo delle operazioni nei Balcani, ha ricevuto in rinforzo un centinaio di ufficiali.

L'esercitazione non a caso si svolge in un momento in cui, per varie ragioni, il livello di tensione militare e politica dei Balcani sta avendo un crescendo progressivo. Le recenti elezioni in Montenegro, infatti, nonostante la vittoria di misura dei separatisti, hanno avuto come conseguenza delle dichiarazioni da parte del Presidente Djukanovic che fanno prevedere un referendum per la secessione al più tardi indetto per il mese di luglio. Questo, secondo gli analisti più attenti, potrà avere come effetto la destabilizzazione dell'area balcanica.

La Macedonia è scossa da uno scandalo nel quale sarebbe coinvolto il Ministro della Difesa Ljuben Paunovski che, secondo le accuse, avrebbe trasferito undici milioni di marchi tedeschi dalle casse dello Stato ai conti correnti di alcuni suoi parenti. A Bruxelles, il Segretario generale della Nato, a colloquio con i leaders kossovari di etnia albanese, li ha seriamente invitati a fare il possibile per far terminare l'inaccettabile livello di violenze nella provincia che non fa altro - secondo quanto ha detto George Robertson - che distruggere le possibilità di costruire un Kossovo democratico. A Sarajevo, continuano le proteste di serbi per una questione che riguarda i suburbi della città.