Anno 2001

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L'esperienza dei carabinieri al servizio della pace

Giovanni Bernardi, 10 maggio 2001

Rientrato da meno di un mese dal Kossovo, il colonnello dei carabinieri Leonardo Leso è una delle figure militari di maggiore spicco tra tutti gli ufficiali impiegati nelle missioni di mantenimento della pace, ma non solo per essere stato decorato con la Legion of Merit per decreto del Presidente del Stati Uniti d'America, che si può dire sia solo la punta di un iceberg fatto da cinque anni di impiego quotidiano in situazioni di altissima tensione.

Diventato ormai un esperto di missioni di pace, inquadra con poche parole la peculiarità di questo tipo di impiego delle Forze armate: "La vera difficoltà è riuscire ad avere una flessibilità d'impiego che consenta, da una parte una elevata capacità a mantenere i rapporti con la popolazione per rispettarne la sensibilità eseguendo il compito assegnato, dall'altra una capacità militare completa e più elevata possibile per potere fronteggiare qualunque tipo di minaccia alla sicurezza dello strumento militare".

La Multinational Support Unit (MSU) comandata dal colonnello Leso in Kossovo dal luglio 2000 all'aprile 2001 è una unità militare, con compiti di polizia, di nuova concezione che fino ad ora non ha fatto parte della dottrina Nato, ma è allo studio degli esperti per poterne codificare l'impiego. "La MSU - ricorda il colonnello - ha i suoi prodromi nella Operazione "Alba" condotta in Albania dall'aprile all'agosto 1997, quando fu impiegato il 1° reggimento carabinieri paracadutisti, secondo l'idea dell'ammiraglio Venturoni, con funzioni di ordine e sicurezza pubblica. Il reggimento, che io comandavo, in quella occasione fu dislocato con le sue componenti nei punti più critici e riuscì a tessere una rete di fiducia con la cittadinanza e le autorità locali. In quella occasione inquadrò unità del 7° e del 13° battaglione carabinieri che svolgevano operazioni di polizia militare. Nello stesso tempo, molte energie erano dedicate al supporto delle autorità e della polizia locale".

L'atto di nascita della Multinational Support Unit è dovuto a una richiesta del generale Clark, comandante delle forze Nato in Europa, fatta all'ammiraglio Venturoni, come ricorda Leso: "E' possibile che, dopo avere visto l'impiego del reggimento carabinieri paracadutisti in Somalia, gli esperti delle Forze armate americane ne abbiano osservato l'impiego anche in Albania, prima missione a guida italiana. Tra i motivi del successo dell'Operazione Alba, a mio avviso gli esperti non tardarono a individuare anche l'impiego di queste forze militari di polizia o, se vogliamo, forze di polizia a status militare. In sostanza, forze che in queste operazioni che sono sempre a metà tra operazioni militari e operazioni di polizia, sono le più adatte a fronteggiare situazioni particolari come i conflitti a bassa intensità. Il generale Clark si rivolse all'ammiraglio Venturoni per ottenere l'impiego di una unità carabinieri in Bosnia con compiti di polizia".

"In effetti - prosegue il colonnello - il problema maggiore nelle nazioni dove vengono impiegate forze multinazionali con compiti umanitari è dato il più delle volte da gravissime deficienze nelle istituzioni con ripercussioni sull'ordine pubblico. Per questo motivo, l'impiego di unità bivalenti con capacità militari e di polizia militare è la migliore soluzione per potere garantire la sicurezza e l'ordine pubblico. L'impiego di unità come i carabinieri è attualmente allo studio anche presso l'esercito degli Stati Uniti".

Non è difficile prevedere che nel futuro le forze militari saranno sempre di più forze di sicurezza, questo è il motivo per cui la caratteristica di bivalenza fa dei carabinieri una unità particolare. "L'idea che nacque nella mente del generale Clark - dice Leso - fu quella di colmare un certo gap esistente tra le forze militari impiegate in Bosnia e la polizia multinazionale costituita da elementi provenienti da quaranta nazioni. Iniziammo con attività di ordine pubblico per poi estendere la nostra attività anche nell'attività informativa e investigativa. Assunsi il comando di MSU nell'agosto del 1998 e vi concorrevano sei nazioni: Italia, Argentina, Romania, Slovenia, Stati Uniti, Olanda. L'Italia forniva la struttura di comando, quella logistica e un assetto operativo sostanzioso costituito da tre compagnie provenienti da 7° e 13° battaglione. Una unità di manovra era costituita da GIS, carabinieri paracadutisti e un'aliquota informativa e investigativa i cui elementi erano prelevati in gran parte dal ROS. Un totale di 550 uomini, di cui 400 italiani"

Il colonnello Leso prosegue con una sintetica descrizione delle peculiarità dei Balcani: "La caratteristica principale di quest'area è che guerra etnica, guerriglia, terrorismo, criminalità, traffico di droga, traffico di armi, sono strettamente collegati tra loro in quanto le seconde servono per finanziare le prime e le prime tendono alla destabilizzazione per rendere possibili i traffici illeciti e nel contempo perseguire gli obiettivi politici. L'impiego di una Forza militare di polizia come MSU è stata la conferma della bontà del sistema italiano nel quale i carabinieri sono una vera forza militare. Infatti, nazioni che non hanno queste forze ora sono in difficoltà."

A conferma del successo in Bosnia, i carabinieri sono stati chiamati a costituire un'altra MSU in Kossovo, dove il colonnello Leso ricorda: "Abbiamo denunciato 1.000 persone, tra queste 500 in stato di arresto. Abbiamo sequestrato 35.000 tra mortai, lanciarazzi, fucili, bombe a mano e altro materiale d'armamento, comprese bombe a mano, ordigni esplosivi e altro, abbiamo sequestrato, inoltre, più di 100 tonnellate di sigarette di contrabbando. Abbiamo liberato 50 ragazze avviate alla prostituzione, identificato 35 gruppi criminali e schedato 10.000 persone coinvolte o collegate con reati. Il tutto possibile anche grazie all'ausilio del sistema informatico "Ulisse" che ci consente di avere in tempo reale i collegamenti tra eventi e gruppi criminali. Peraltro, in Kossovo ci siamo trovati a non avere nemmeno una forza di polizia con la quale interloquire; abbiamo dovuto quindi creare tutto da zero".

Non si fa fatica a pensare che il colonnello Leso, dopo essere stato tra i primi ufficiali a costituire il Gruppo d'Intervento Speciale (i mitici GIS), avere costituito il reggimento carabinieri paracadutisti e avere creato la Multinational Support Unit sia in Bosnia che in Kossovo, sia l'ufficiale designato per la costituzione della brigata carabinieri di proiezione, della quale già da tempo si parla sulle riviste specializzate, e che sarebbe articolata sul 1° paracadutisti e i due battaglioni già con notevoli esperienze di impiego all'estero: 7° e 13°. Ma il colonnello è troppo corretto per rispondere con dichiarazioni ufficiali alle nostre domande. Se la brigata sarà costituita entro l'anno (settembre?) la stelletta da generale di brigata potrà posarsi sulle spalline di Leso prima della prevista data del 1° gennaio 2002.