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| Anno 2001 | |
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Il successo dell'incontro tra George Walker Bush e Vladimir Vladimirovich Putin ha dimostrato una cosa sopra tutto: il villaggio globale e Internet offrono una possibilità di comunicazione che equivale a essere tutti in una stessa stanza, ma quello che conta alla fine è ancora una stretta di mano e guardarsi negli occhi. I due Presidenti avevano preparato con cura il summit, da una parte affidandone la realizzazione alle rispettive diplomazie, dall'altra con gli inequivocabili segnali del giorno prima, lasciando chiaramente intendere che già venerdì 15 la strategia dell'incontro, con l'approssimarsi di questo, assumeva le caratteristiche della tattica.
Bush ha deliberatamente organizzato il suo discorso in Polonia per potere lanciare l'ultimo messaggio preparatorio al summit. Un passo era di approccio al problema: "Le grandi Istituzioni europee, Nato e Ue, possono e devono costruire un partenariato con la Russia e con tutte le nazioni che sono emerse con la dissoluzione della Unione Sovietica. Domani vedrò il Presidente Putin e gli esprimerò le mie speranze per una Russia che sia veramente grande, una grandezza misurata dalla forza della sua democrazia". Nel passo successivo Bush è stato ancora più diretto: "Dirò al Presidente Putin che la Russia è parte dell'Europa e che quindi non ha bisogno di una zona cuscinetto di stati insicuri per essere separata da questa. La Nato non è nemica della Russia, la Polonia non è nemica della Russia, l'America non è nemica della Russia". Putin, invece, il giorno stesso era a Shangai per un altro summit: quello del cosiddetto "Shangai Five" (Russia, Cina, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan) al quale, in questa occasione, è stato ammesso anche l'Uzbekistan, la nazione più popolosa dell'Asia centrale. Durante il summit è stato stretto un Patto di amicizia e cooperazione tra le nazioni che avranno incontri al vertice regolari a partire dall'estate del 2002 . Nato nel 1996, lo Shangai Five persegue un obiettivo dichiarato di stabilità e sicurezza dell'area minacciata dagli effetti del dirompente commercio della droga e della destabilizzante crescita dell'Islam. Il rischio cinese è che questi problemi esplodano nella confinante regione del Xinjiang. Ma il messaggio più importante inviato a Bush è stato conseguente al colloquio del Presidente Putin con la sua controparte cinese Jiang Zemin. I due, come diffuso dall'agenzia di Stato cinese Xinhua, hanno convenuto di mantenere stretti rapporti e frequenti consultazioni per quanto riguarda l'argomento NMD (National Missile Defense) e quindi eventuale rinegoziazione del trattato ABM del 1972 che riguarda i sistemi di difesa contro i missili balistici. Da parte di Bush, quindi, un forte messaggio di distensione è stato lanciato in vista del summit. Da parte di Putin, invece, l'avvertimento che la questione dell'NMD dovrà comunque essere negoziata anche con la Cina. Quest'ultima, grande partner commerciale degli Stati Uniti (molto di più della Russia), sta assaporando il piacere di vedere l'aereo spia americano smontato a pezzi e riportato in territorio Usa da un Antonov russo. Pur se i rapporti Usa-Cina sono in una brutta fase, tuttavia non si fa fatica a pensare che il pragmatismo del Presidente americano saprà dare a questi una nuova vita. I rapporti Usa-Russia, del resto erano iniziati nel peggiore dei modi con l'espulsione di 50 diplomatici per parte e ora sono avviati verso una nuova strada di collaborazione. Questa nuova strada è stata sottolineata chiaramente da Bush che ha cancellato i legami stabiliti dal Presidente Clinton per inaugurarne di nuovi dal punto di vista diplomatico, della Difesa e commerciale. Ora la politica del Presidente Bush sembra abbia diradato le nebbie che la circondavano fino al giorno precedente del suo viaggio in Europa. Il "tossico texano", com'era chiamato da parte della stampa europea, ha dimostrato di sapere gestire gli alleati della Nato, i partner europei e il suo primo interlocutore internazionale. Una nuova era di stabilità si profila all'orizzonte. Un'era nella quale, dopo avere risolto senza traumi la questione dell'ammissione di altre nove nazioni nella Nato (inclusi i tre paesi baltici), si vede in lontananza la possibilità che perfino la Russia possa entrarvi. D'altronde Putin ha già risposto: "Perché no?" a chi gli chiedeva se fosse possibile, Bush ha detto di considerare la Russia partner e alleato e Powell ha affermato che per ora è soltanto "prematuro" parlarne, ma non lo ha escluso. L'era che abbiamo di fronte non sappiamo ancora come si chiamerà (provvisoriamente proviamo a nominarla "dopo - dopo - guerra fredda"). E' sicuro, però, che ora Washington è pronta a recitare il ruolo di potenza strategica e invita ad una stretta alleanza, nel loro ruolo di potenze regionali, l'Unione Europea e la Russia, fattore di stabilizzazione in tutta l'Asia anche in virtù degli ottimi rapporti con la Cina. |