Anno 2001

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L'Esercito italiano cambia volto

Giovanni Bernardi, 28 giugno 2001

A chi desidera verificare di persona come l'Esercito italiano stia cambiando volto, oltre che nelle capacità operative anche negli aspetti tecnologici, ordinativi e infrastrutturali, raccomandiamo una visita al 7° reggimento trasmissioni di stanza nella caserma "Slataper" di Sacile, provincia di Pordenone. Il colonnello Pietro Alamia, che ne ha assunto il comando da appena dieci mesi, è determinato nel perseguimento degli obiettivi che si è posto e che vedranno il reggimento assumere la totale responsabilità dei collegamenti nei 3 Teatri operativi (Bosnia, Kosovo, Albania) nel mese di marzo del 2002.

Il Reparto, che conta una forza di circa 700 effettivi tra ufficiali, sottufficiali e personale di truppa volontario, attualmente è già impegnato con oltre 200 uomini nei Balcani. Un centinaio di questi, agli ordini del tenente colonnello Pasquale Buonanno, è in Kossovo, una ottantina in Bosnia e circa quaranta in Albania. Compito: garantire i collegamenti a lunga distanza delle unità italiane schierate in Teatro. A questo personale si aggiungono due sottufficiali impiegati in Libano e tre ufficiali con compito di responsabile delle trasmissioni (sigla tecnica: G-6) nell'ambito dei comandi Nato in Macedonia, Albania e Bosnia.

Ma la rivoluzione ordinativa, che consentirà al reggimento di assumere il controllo delle trasmissioni di tutta l'area balcanica nel marzo 2002, consiste nella costituzione di un secondo battaglione che non sarà strutturato come il primo ma, insieme con questo, consentirà l'assolvimento dell'importante compito facendo ricorso all'impiego di una sola unità organica. Il 7° reggimento sarà quindi in grado, da solo, di realizzare i collegamenti sia in ambito tattico superiore (corpo d'armata in Kosovo), sia in ambito tattico (brigata in Albania, gruppo di combattimento in Bosnia).

La ristrutturazione ordinativa in atto nell'Esercito ha portato a costituire ad Anzio un Comando C4IEW (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Intelligence, Guerra Elettronica) diretto dal generale Cosimo D'Arrigo. Alle dipendenze di questo, tre raggruppamenti: "IEW" (Intelligence e Guerra Elettronica), comandato dal generale Mario Roggio, con due unità a livello battaglione (33° a Treviso e 41° a Casarsa; "C4 Infrastrutture", comandato dal generale Angelo Pacifici, su tre reggimenti (3° a Roma, 32° a Padova e 46° a Palermo); "C4 di proiezione", comandato dal generale Giuseppe Ariolfo, su 4 reggimenti (1° di Milano, 2° di Bolzano, 7° di Sacile, 11° di Civitavecchia).

Il generale Ariolfo dalla sede di Anzio precisa: "I reggimenti di proiezione assumeranno tutti la stessa fisionomia ordinativa su due battaglioni e il 7° è il primo ad attuare il cambiamento; in questo modo potranno assolvere tutti i compiti delle trasmissioni in operazioni e saranno quindi intercambiabili; il 1° reggimento di Milano avrà una struttura leggermente differente perché destinato al Comando di corpo d'armata multinazionale (HRFL, High Readiness Forces Land), che è in fase di costituzione a Milano e avrà compiti legati all'impiego in ambito Nato e Unione Europea".

La caserma "Slataper" del 7° reggimento sta mutando fisionomia di giorno in giorno. E' vero che si trovano ancora delle aree nelle quali la mano del colonnello Alamia non è ancora arrivata, ma è solo questione di tempo: "Occorre procedere per gradi sulla base delle priorità assegnate e delle disponibilità finanziarie - dice il colonnello - ho preferito quindi intervenire in primo luogo sulla abitabilità degli edifici e sulla sicurezza ad ampio spettro, quindi sugli aspetti tecnologici e professionali del personale e sulla struttura organizzativa vera e propria del comando".

Per quanto riguarda il primo aspetto, bisogna ammettere che nelle aree dove si è già intervenuti il colpo d'occhio è notevole: rifacimento dei tetti degli edifici, camerette a tre/quattro posti per il personale volontario, magazzini con armadi a movimento elettrico per guadagnare spazio, posti di manutenzione per materiali delle trasmissioni come laboratori di un centro di ricerca, aule di inglese e d'informatica nelle quali si tengono i corsi del programma di Euroformazione che farebbero invidia a una università americana. Perfino sui colori delle pareti e dei materiali di arredo vi è stato un intervento radicale. Spariti i tristi e depressivi colori grigio e marrone delle caserme di una volta, hanno lasciato posto a colori chiari che danno la sensazione di vivere in un ambiente moderno e allegro.

E' inutile dire che l'informatica la fa da padrona: "Fra non molto penso di realizzare bacheche elettroniche per fare sì che l'informazione arrivi in tempo reale a tutto il personale - ci spiega il colonnello Alamia - e nell'ambito dell'area della sala convegno anche un Internet Café. Intanto fra qualche giorno daremo il via a una gara di appalto che ci consentirà di avere tutta la caserma sotto il controllo di un sistema di telesorveglianza a circuito chiuso, con notevole risparmio del personale destinato alla vigilanza dei punti sensibili". E le donne? "Non abbiamo problemi - prosegue il colonnello - ci sono stati assegnati di recente quattro caporali, che stanno già lavorando ognuna al proprio incarico, e ne aspettiamo a giorni altri sedici. Abbiamo riservato loro una adeguata privacy, ma soprattutto un impiego che potrà dare grandi soddisfazioni professionali.