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| Anno 2001 | |
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L'anno accademico che ha visto l'organizzazione e la condotta di tre corsi di stato maggiore presso l'Istituto di studi militari marittimi di Venezia è terminato. Comandato dal novembre 2000 dall'ammiraglio di divisione Paolo Pagnottella, l'Istituto non ha solo il compito di organizzare corsi di stato maggiore: il Simposio delle marine del Mediterraneo, il seminario comandanti, le giornate di studio sono altre facce di un poliedro che fa di Venezia un vero e proprio polo culturale della Marina militare italiana.
"Il compito che ci siamo dati - dice l'ammiraglio Pagnottella - non è quello di costringere gli ufficiali frequentatori dei corsi nell'ambito di regole fini a loro stesse. La strategia non è una gabbia. Oggi noi chiediamo ai giovani ufficiali di cooperare allo sviluppo della cultura marittima con idee nuove, incentiviamo una comunicazione che vada dal basso verso l'alto, incoraggiamo lo spirito di rinnovamento, riservando agli ufficiali più anziani la facoltà che deriva dall'esperienza: la saggezza". "Le Forze Armate - aggiunge l'ammiraglio - sono ancora competitive con la vita civile perché hanno un patrimonio di cervelli che le industrie ci invidiano. Ma non solo, è l'etica professionale che fa la differenza. In questo Istituto la nostra attenzione è dedicata allo sviluppo etico e professionale delle personalità di coloro che un giorno potrebbero anche chiedere ad altri esseri umani di sacrificare la propria vita e i propri diritti. Per favorire questo, diamo massima trasparenza ai criteri da noi adottati per la selezione dei migliori". Nato nel 1946 a Fano, l'ammiraglio Pagnottella ha percorso una rapida carriera alternando periodi d'imbarco e di comando in unità sommergibili a periodi di stato maggiore. Non sono mancate esperienze all'estero come Addetto navale aggiunto, con accreditamento anche in Sudan, presso l'Ambasciata d'Italia in Egitto (1983 - 1986) e come frequentatore di corso presso il "Royal College of Defence Studies" in Gran Bretagna (1993). L'attività operativa lo ha portato anche a essere impiegato in Mar Rosso e Golfo Persico. Ma è il cuore di sommergibilista, che deve ancora battere nel petto dell'ammiraglio, che ha senz'altro prevalso nella decisione di acquisire il sottomarino Dandolo (SSK-513, in disarmo come tutti quelli della classe Toti) e di esporlo in uno spazio dell'Istituto. "E' il mio sottomarino - confessa l'ammiraglio - l'ho vissuto dal '75 al '77, prima come ufficiale in seconda, poi come comandante. Ma la decisione di portare proprio questa unità a Venezia è dovuta al fatto che Dandolo fu Doge della città marinara." "Questa della acquisizione del Dandolo - continua l'ammiraglio - è solo un aspetto del ruolo di interscambio culturale con la città di Venezia che l'Istituto desidera sviluppare. Altri aspetti sono: i cancelli aperti alle visite delle scolaresche; l'inserimento della biblioteca dell'Istituto nel circuito delle biblioteche nazionali; la collaborazione con Ca' Foscari e altri che abbiamo in programma. Queste attività faranno si che si persegua l'obiettivo che ha la Marina militare italiana: fare di Venezia il polo culturale e museale storico marinaro civile e militare, utilizzando quelle aree dell'Arsenale che non sono necessarie per i fini dell'Istituto". Ritornando ai corsi di stato maggiore, l'ammiraglio Pagnottella tiene a precisare che: "...l'Accademia navale prepara ufficiali del grado di Guardiamarina, che nel periodo d'impiego presso le unità navali maturano una esperienza tecnica e operativa. Dopo questo periodo, affrontano il corso di stato maggiore presso questo Istituto dove noi li sottoponiamo a un vero e proprio elettroshock culturale che ha come scopo quello di stimolarli ad affrontare lo studio e la cultura sulla base delle loro attitudini ed esperienze. Noi diamo loro le basi metodologiche, loro le sviluppano. Fino ad ora, i risultati di questo metodo ci hanno dato ragione". |