Anno 2001

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Riparte da Internet la comunicazione della Difesa italiana

Giovanni Bernardi, 1 luglio 2001

La comunicazione non è mai stata il punto forte delle Istituzioni, da sempre preoccupate più di non dire che di dire. Lo sviluppo della rete Internet ha però dato un impulso allo scarso desiderio di "fare sapere", ritenuto fino a non molto tempo fa più come una benevolente elargizione di generosi custodi dei segreti di Stato che non come un dovere nei confronti di chi paga le tasse. La Difesa italiana non ha fatto eccezione a questa regola. Partita con iniziative periferiche al di fuori del controllo del centro, la comunicazione web delle Forze Armate è stata regolamentata istituendo un dominio di 2° livello (difesa.it) nell'ambito del quale sono stati assegnati domini di 3° livello, rispettivamente: esercito.difesa.it , marina.difesa.it e aeronautica.difesa.it. Fuori da questa regola i Carabinieri (come sempre) i quali hanno provveduto a registrare il proprio dominio (carabinieri.it).

Decisamente povero e brutto fino a poco tempo fa, il sito della Difesa ha di recente adottato una grafica più chiara e accattivante e, con il cambio della guardia al vertice, finalmente oggi presenta notizie di avvenimenti in prima pagina. Numerosi i link ad altri siti; peccato che quelli alle associazioni paracadutisti e alpini non si riferiscano né all'ANPdI né all'ANA (riconosciute dal Ministero) ma ad altre due iniziative - diciamo così - private. Il sito dello Stato Maggiore Difesa si presenta con la stessa grafica. In effetti, non è un vero e proprio sito, ma solo una pagina (arida di notizie) del precedente. Dalla Difesa all'Esercito, si deve attendere inutilmente il caricamento di una pagina di presentazione che dopo alcuni secondi lascia il posto alla vera prima pagina del sito. Ricco di informazioni, rivela come principale obiettivo quello dedicato al reclutamento del personale.

L'attuale sforzo dello stato maggiore Esercito è quello di eliminare i siti di enti e comandi periferici, nati dall'iniziativa di persone entusiaste di Internet ma al di fuori di ogni regolamentazione centrale, ospitati da providers che forniscono spazio web gratuitamente e ai quali di norma si rivolge il dilettante. Si è assistito così alla chiusura di alcuni siti che, anche se belli e funzionali (vedi brigata Julia), non rispettavano le direttive dell'Esercito. Altri resistono ancora: è il caso del Comando truppe alpine, della brigata Tridentina o quello decisamente fuori luogo del distretto militare di Perugia che all'apertura della pagina apre una pop-up window pubblicitaria del provider (decisamente poco istituzionale!). Mortificare le iniziative periferiche, però, non riteniamo che sia sempre una buona politica: ritornando al sito della Julia, per esempio, prima era ricco di informazioni; oggi, diventato pagina del sito dell'Esercito, è solo noioso. Ottimo esempio, invece, di rientro nei ranghi di una iniziativa periferica è il sito del Comando militare autonomo della Sicilia (levasicilia.difesa.it) diventato già da tempo un punto di riferimento per la leva, il reclutamento e i concorsi e che oggi si presenta con una grafica che non facciamo fatica a definire la più bella e funzionale di tutti i siti della Difesa.

La Marina, come l'Esercito, cede al piacere di offrire una inutile pagina introduttiva al visitatore, ma è possibile saltarla. Il sito ha una grafica piacevole e ricca di informazioni. Facilmente navigabile, ha accentrato a sé tutto quello che si deve sapere sulla Marina militare: componente navale, sommergibili, reparti speciali, accademia e altro. L'aeronautica militare è senz'altro, delle quattro Forze armate, quella che è più avanti nella capacità di comunicare. A parte la grafica, bella e moderna, è subito chiaro al visitatore che lo si desidera informare collocando al centro della prima pagina un lungo elenco di titoli di comunicati stampa ai quali si accede con immediatezza. Inoltre, per chi lo desidera, è possibile anche iscriversi alla newsletter con la quale si ricevono nella propria casella email le ultime notizie diramate dall'ufficio stampa dello stato maggiore. E' un bellissimo esempio, questo, di comunicazione diretta tra Istituzioni e cittadini.

Troppo istituzionali si presentano al visitatore i siti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza (gdf.it). Sembra di accedere in una di quelle sale delle case di una volta nelle quali non ci entrava mai nessuno e che le famiglie perbene adibivano esclusivamente alle visite. Per contro, quello della Polizia di Stato (poliziadistato.it) rivela una quantità di iniziative e di notizie che per descriverle tutte servirebbe un libro: un esempio da seguire. A fattore comune, purtroppo, il visitatore dei siti delle Forze e Corpi armati dello Stato deve lamentare l'assenza di una versione in inglese. Debole è il tentativo dell'Esercito che ne ha realizzato solo qualche pagina. Oggi Internet riunisce tutti in una stessa stanza nella quale la lingua parlata e scritta è l'inglese. L'italiano, come tutte le altre lingue nazionali, è già ridotto ad essere solo un dialetto locale.