![]() |
| Anno 2001 | |
|
Cerca in PdD |
Il 7° reggimento trasmissioni di Sacile sarà il primo ad assumere nel marzo 2002 la completa responsabilità delle comunicazioni nei tre Teatri di Operazioni dell'Area balcanica. Il radicale cambiamento rispetto all'attuale linea d'azione sarà possibile grazie a una importante modifica ordinativa. L'organico del 7° sarà incrementato, infatti, di un altro battaglione, "Predil", che si aggiungerà all'attuale denominato "Rolle". Sulla modifica si sta già lavorando e dopo il 7° saranno interessati al cambiamento anche gli altri reggimenti trasmissioni del Raggruppamento C4 di proiezione: il 1° di Milano, il 2° di Bolzano, e l'11° di Civitavecchia.
Solo il 1° reggimento avrà un organico lievemente differente in quanto sarà strutturato per supportare il nascente corpo d'armata ad alta prontezza operativa (High Readiness Forces Land) di Solbiate Olona. Questo nuovo comando, che sostituisce quello delle Forze operative (generale Forlani), è già agli ordini del generale Viva ed è destinato ad operare sia in ambito Nato, sia in ambito della Iniziativa di difesa europea. Quest'ultima vedrà costituita dal 2003 una forza di 60.000 uomini in operazioni di mantenimento della pace. La variante ordinativa, che consiste nella assegnazione di un secondo battaglione ai reggimenti di proiezione, è solo l'ultima fase di una ristrutturazione che ha interessato l'Arma delle trasmissioni dell'Esercito italiano. La prima e più importante è consistita nel costituire ad Anzio un comando C4IEW (command, control, communications, computers, intelligence, electronic warfare) diretto dal tenente generale Cosimo D'Arrigo. Alle sue dipendenze sono (sempre ad Anzio) tre comandi di raggruppamento al livello ordinativo di brigata: "C4 di proiezione" (al quale appartiene il 7°) comandato dal generale Giuseppe Ariolfo; "C4 infrastrutture", alle dipendenze del generale Angelo Pacifici; IEW, comandato dal generale Mario Roggio. Dal comandante del secondo raggruppamento, con competenze rivolte verso la rete di comunicazione infrastrutturale militare italiana, dipendono: il 3° reggimento di stanza a Roma, il 32° di Padova e il 46° di Palermo. Dal comandante del raggruppamento di intelligence e guerra elettronica dipendono invece il 33° battaglione di guerra elettronica di Treviso e il 41° gruppo di Casarsa, passato dall'artiglieria alle trasmissioni e dotato di aerei non pilotati per la ricognizione. Attualmente il 7° e l'11° reggimento, gemelli dal punto di vista ordinativo, sono specializzati in reti di ponti radio, mentre il 1° e il 2° hanno competenze nei collegamenti a lunga distanza. Gli inconvenienti riscontrati nell'impiego in area balcanica, dovuti all'esigenza di dovere fare ricorso a personale proveniente da più reparti, hanno consigliato la creazione del secondo battaglione in ambito di ciascun reggimento. In questo modo si raggiungono due risultati: l'unitarietà di comando in zona d'operazioni e l'intercambiabilità tra i reggimenti. Per ottenere il risultato desiderato, i due battaglioni non saranno strutturati in modo identico. Per quanto riguarda il 7°, quello già esistente è su tre compagnie trasmissioni (quattro plotoni ognuna) e sarà in grado di assicurare tutti i tipi di collegamento a livello tattico superiore (Kossovo). Il nuovo battaglione sarà articolato su due compagnie in grado di assicurare ognuna di esse tutti i tipi di collegamento, ma al livello di brigata (Bosnia e Albania). Il 7° non è solo dedicato alla ristrutturazione: sono quasi 250 infatti gli uomini attualmente in zona di operazioni: un centinaio in Kossovo, alle dipendenze del tenente colonnello Pasquale Buonanno, comandante di battaglione; quasi cento in Bosnia; quasi 50 in Albania. L'acquisizione di esperienza e di capacità operative da parte del reggimento è incrementata dall'inserimento al livello comandi in Macedonia, Albania e Bosnia di tre ufficiali con incarico G-6. Altri due sottufficiali dello stesso reggimento garantiscono le comunicazioni in ambito missione ONU in Libano. |