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| Anno 2001 | |
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L'agenzia di stampa cinese Xinhua ha dato largo spazio alla telefonata intercorsa tra Jiang Zemin e George Bush durante la quale il Presidente cinese ha espresso le condoglianze per la tragedia del World Trade Center e del Pentagono. "La Cina è pronta a intensificare il dialogo e la cooperazione con gli Stati Uniti - ha detto Jiang secondo quanto riporta l'agenzia - e con la comunità internazionale per combattere in tutti i modi il terrorismo internazionale". Con altrettanta enfasi l'agenzia riporta la notizia della conversazione telefonica tra Bush e il Presidente russo Putin mettendo l'accento sul fatto che i due Presidenti hanno convenuto sulla necessità di combattere contro la comune minaccia del terrorismo.
Fatto assolutamente senza precedenti è l'enorme spazio dato dalla Pravda agli eventi dell'11 settembre e ai suoi sviluppi. In particolare, all'ampio resoconto della conversazione dei due Capi di Stato seguito da un dettagliato riporto del decreto del Presidente russo con il quale ordina che alle 12:00 del giorno 13, ora di Mosca, sia osservato in tutta la Russia un minuto di silenzio in commemorazione delle vittime americane e che la bandiera nazionale sia esposta a mezz'asta in segno di lutto. Nello stesso decreto Putin invita le radio e televisioni a interrompere le trasmissioni a mezzogiorno. Già da alcune settimane (nonostante la crisi Usa-Cina per l'aereo spia e quella Usa-Russia per l'espulsione reciproca dei diplomatici) si cominciava a intravedere in un futuro non molto distante la possibilità di un concreto avvicinamento tra Stati Uniti, Russia e Cina e con esso l'ipotesi che entro la fine dell'anno 2000 si possa avere l'idea di quello che sarà l'ordine mondiale per i prossimi anni. A dieci anni di distanza dalla prima richiesta e dopo due anni di promesse non mantenute, entro l'anno la Cina dovrebbe entrare nella World Trade Organization grazie alla spinta decisiva data dall'amministrazione Bush. Il viaggio del Segretario di Stato Powell a Pechino e gli incontri con il Primo Ministro e con il Presidente cinesi, riportati con grande enfasi dalla stampa locale, erano il preludio al duplice incontro Bush-Zemin del mese di ottobre. La prossima visita del Ministro degli Esteri cinese Tang Jiaxuan a Washington prevista per il 20 e 21 settembre ha lo stesso scopo. I toni delle dichiarazioni cinesi sul progetto di scudo missilistico americano si stanno facendo più morbide: "La Cina spera che gli Stati Uniti agiranno con cautela nei riguardi dell'MDS (missile defense system) - ha affermato Zhu Bangzao, portavoce del Primo Ministro, secondo quanto riportato dall'agenzia Xinhua". I rapporti Bush-Putin, già cordiali dall'incontro durante il G-8 di Genova, avranno modo di intensificarsi nel mese di novembre quando il Presidente russo sarà negli Usa ospite del Presidente americano. Putin, per sgomberare il campo da residue divergenze e spianare la via degli accordi, in una recente dichiarazione ha affermato la propria disponibilità ad aprire il dialogo con i ribelli ceceni. Un funzionario americano ha perfino detto, pur se in condizioni di anonimato, che "…la Russia ha concluso che il sistema di difesa missilistico statunitense è inevitabile e raggiungerà un accordo per consentire al sistema di procedere nello sviluppo". Oggi, dopo l'attacco militare portato al cuore dell'America con "armi improprie", quella che fino a poco tempo fa in ambienti Nato veniva chiamata con un certo pudore "rischio" non può essere definita in altro modo che "minaccia". Lo sa bene Wladimir Putin che del terrorismo islamico ha dovuto subire l'attacco sferrato con mezzi convenzionali in Cecenia e le ferite portate fino al centro della capitale Mosca. Lo sa Jiang Zemin fortemente preoccupato dal ribollire dei sentimenti islamici integralisti delle provincie cinesi centro-asiatiche. Lo sa l'Europa che riconosce nel Mare Mediterraneo non un confine, ma un'autostrada d'accesso alle democrazie occidentali. Se prima degli eventi dell'11 settembre era solo configurabile l'ipotesi di nuovo ordine mondiale da avviare entro la fine dell'anno 2000, oggi sembra inevitabile. Le premesse ci sono: le ultime dichiarazioni e gli atti dei Capi di Stato e dei Governi lo confermano. Gli Stati Uniti, unica potenza strategica mondiale, non possono fare a meno di stringere solide alleanze con Russia e Cina, ridotte oramai a potenze regionali ma coscienti della loro importanza, e consolidare quella con la nascente identità europea. Quello che ieri era terrorismo artigianale del singolo dirottatore che sfruttava esclusivamente l'elemento sorpresa oggi è diventato Scienza della guerra terrorista che si serve dei cardini fondamentali dell'Arte della Guerra (massa, sorpresa, sicurezza, manovra) per sferrare i suoi attacchi. Domani sarà terrorismo degli Stati che avranno a disposizione missili intercontinentali e armi atomiche. Il sistema di difesa missilistico americano al quale aderiranno verosimilmente Europa, Russia e Cina e la rete di alleanze tra questi sono le sole armi difensive ragionevoli che gli Stati dell'emisfero nord possono offrire ai loro cittadini. |