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| Anno 2001 | |
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Il clamoroso attacco agli Stati Uniti dell'11 settembre non può essere liquidato come un semplice atto terroristico. Sul fatto che sia un atto di guerra, nonostante il parere contrario di qualche pignolo studioso della strategia, non ci sono dubbi: è stato troppo devastante negli effetti distruttivi rispetto a quello che si propone l'atto terroristico (terrore dell'opinione pubblica che preme sul Governo che cede alle richieste). In questo caso l'effetto è stato esattamente il contrario: la popolazione americana si è stretta attorno al Presidente chiedendo vendetta. E poiché non si può pensare che la reazione americana, con gli effetti che comporterà, non sia stata valutata prima di pianificare e condurre l'attacco, la conclusione è che l'operazione è stata ben ponderata e concepita come atto di guerra prima di lanciarla.
Inoltre, poiché la reazione si ritorcerà contro tutti i più importanti gruppi terroristici, la decisione è stata verosimilmente presa nell'ambito di consiglio e probabilmente non è nemmeno stata l'unica opzione ad essere esaminata. Lo dimostra il fatto che i servizi di sicurezza americani si aspettano una seconda ondata di attentati prima che le nuove procedure anti - terrorismo si siano stabilizzate. In poche parole, la pianificazione strategica delle varie opzioni che potrebbero comprendere ancora gli stessi Stati Uniti, il maggiore alleato (Gran Bretagna), i futuri probabili alleati (Russia e Cina) e genericamente l'Europa (tutti già sulla strada di una Grande Alleanza per combattere l'integralismo islamico) è stata presa con molta probabilità ad alto livello e congiuntamente per lanciare quello che sarà il confronto degli anni a venire. Il tutto con l'accondiscendenza più o meno palese di più di uno Stato islamico. La pianificazione operativa dell'attacco, così complessa e minuziosa, rivela che chi l'ha concepita ha una struttura mentale militare e occidentale. Sono stati innanzitutto rispettati i principi fondamentali dell'arte della guerra: massa, sorpresa, sicurezza, manovra. L'intervento a massa prevedeva probabilmente cinque aerei: le indagini dei servizi di sicurezza americani si dirigono verso un volo che è dovuto rientrare per problemi tecnici. Non si fa fatica a pensare che gli altri due obiettivi avrebbero potuto essere il Campidoglio e la Casa Bianca. La sorpresa è stata garantita dalla segretezza della pianificazione e dalla imprevedibilità del tipo di azione. La rapidità della esecuzione ha impedito ad aerei militari di levarsi in volo e quindi l'operazione è avvenuta in un ambito di totale sicurezza. La manovra è insita nell'impiego del vettore aereo. Il piano di operazioni ha tutte le caratteristiche del lavoro che può fare uno Stato Maggiore occidentale. Il personale è stato selezionato e addestrato al volo reale e probabilmente anche simulato (i Flight simulators hanno la possibilità di simulare il volo con aerei uguali a quelli impiegati e dispongono della città di New York a tre dimensioni e molto curata nei particolari). L'intelligence ha avuto una parte importante per sapere quali avrebbero potuto essere gli ostacoli al compimento della missione e quali le misure per superarli. Le operazioni sono state disegnate e coordinate in modo semplice e drammaticamente efficace. La logistica e la parte amministrativa, pur se ridotte all'essenziale, hanno consentito ai terroristi di muoversi senza difficoltà. Per quanto riguarda infine le comunicazioni, sono state senz'altro studiate in modo impeccabile, visto che non sono state intercettate. Sulla operazione in sé si può dire che somiglia molto a una operazione condotta da Forze speciali per la segretezza dei piani, la rapidità dell'intervento, l'efficacia della sorpresa e la suddivisione in nuclei disgraziatamente ben coordinati, con una significativa differenza però: per le Forze speciali lo studio della rotta di scampo fa parte della pianificazione, per i terroristi suicidi non esiste. Il nemico che a tutti i costi ha deciso di combattere l'Occidente vede probabilmente nella Grande Alleanza tra Usa, Europa, Russia e Cina che si prospetta all'orizzonte un avversario da combattere in nome dell'integralismo islamico con cellule pre - posizionate in territorio nemico (una variante dello stay behind), dirette da uno Stato Maggiore che usa procedure e metodi occidentali e coordinate da un consiglio multinazionale. L'internazionale comunista disseminava di proprie cellule l'Occidente con lo scopo di destabilizzare il potere e conquistarlo tramite la rivoluzione. Ha impiegato metodi e armi sofisticate ma ha perso a causa della propria fede-non-fede ateocratica che non ha avuto il sostegno dei popoli. Anche l'internazionale integralista usa metodi sofisticati, ma perderà per lo stesso motivo. La fede-non-fede, la falsa Jihad propugnata dai burattini suicidi e dai loro burattinai criminali non ha niente a che vedere con la fede islamica e non avrà seguito nei popoli. E' solo una follia oltre la follia o, se vogliamo, una sporca questione di papaveri, petrolio, armi e soldi. |