Anno 2001

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Chi raccoglierà l'eredità di Massud? L'importanza dei ribelli afgani

Giovanni Bernardi, 21 settembre 2001

L'attentato del 9 settembre che ha causato la morte di Ahmad Shah Massud, leader della opposizione ai Talebani, non può non essere messo in relazione con gli eventi del giorno 11. I due attentatori sono stati identificati come nordafricani (due marocchini oppure un marocchino e un tunisino, secondo le fonti) residenti in Belgio con passaporti più volte timbrati dalle autorità di frontiera afgane e che si fingevano giornalisti. L'esplosione della telecamera nella quale era stato intasato dell'esplosivo ha provocato ferite gravissime nel capo dell'opposizione ai Talebani e ucciso il primo attentatore. Il secondo è stato ucciso dalle guardie del corpo di Massud.

L'occhio attento di qualcuno che, come tutti, osserva le immagini delle squadre al lavoro nella zona del disastro a New York e Washington ha già notato che nessuna telecamera di dimensioni professionali è fatta avvicinare a meno di una certa distanza di sicurezza. Anche la visita di Bush a New York è stata ripresa dalle telecamere di Cnn poste a grande distanza dal Presidente. Non facciamo fatica a pensare che da oggi in poi anche le conferenze stampa delle autorità americane saranno riprese solo da telecamere preventivamente ispezionate dai servizi di sicurezza o, più probabile, da telecamere dei servizi stessi che si faranno carico di ridiffondere le immagini alle televisioni.

Le indagini sull'atto di guerra perpetrato contro gli Stati Uniti hanno portato a individuare collegamenti (provenienza o passaggio) dei terroristi con un certo numero di nazioni occidentali e mediorientali (Germania, Regno Unito, Marocco, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita…). Questo dà la dimensione del network realizzato dalla internazionale del terrorismo (Al-Qeida, controllata da Osama Bin Laden) che lega tra di loro, secondo gli analisti più accreditati, 24 organizzazioni integraliste islamiche.

L'analisi preventiva di chi ha pianificato l'attentato, con l'accuratezza e il metodo che solo lo Stato maggiore di una Forza armata può conoscere e applicare, suggeriva alcune considerazioni e portava a conclusioni precise. Osama Bin Laden sarebbe stato individuato come il responsabile primo degli attentati ed elemento catalizzatore del network. La reazione americana ci sarebbe stata ma solo con vettori aerei e missilistici per colpire i centri di comunicazione, le basi di addestramento dei terroristi, i depositi di munizioni e di armi (non è rimasto molto altro da distruggere in Afganistan dopo 20 anni di guerra). La necessità degli Usa di avere un appoggio quanto più possibile ampio da parte delle nazioni arabe avrebbe fatto si che l'ipotesi di un intervento da parte di Forze terrestri (convenzionali o speciali) fosse esclusa (Forze armate occidentali che posano il piede su territorio islamico compiono un sacrilegio agli occhi delle masse). La cattura di Bin Laden sarebbe potuta avvenire solo ad opera della opposizione afgana riunita e guidata dal carisma di Massud.

Guadagnatosi l'appellativo di "Leone del Panjshir" durante la vittoriosa resistenza afgana alle truppe sovietiche, Ahmad Shah Massud è stato capace di riunire nell'Alleanza del Nord i numerosi partiti di opposizione al governo Talebano e, disponendo di una forza stimata in 15.000 uomini armati, sarebbe stato l'unico in grado di eliminare o catturare Bin Laden. Peraltro, già da tempo era in atto un'operazione americana sotto copertura condotta dai servizi di sicurezza Usa che aveva avuto l'autorizzazione del Presidente Clinton ed era stata confermata da Bush. Secondo fonti di nazionalisti afgani in esilio riportate dall'agenzia Reuters, già l'anno scorso era stato condotto un attentato contro Bin Laden in movimento su strada con un razzo ma senza successo.

Il generale Muhammad Fahim è stato temporaneamente nominato successore del Leone del Panjshir da parte dei capi dei partiti di opposizione afgana, ma non c'è dubbio che è sempre difficile sostituire un capo carismatico. Sull'altro piatto della bilancia, però, proprio l'uccisione di Massud potrebbe essere la spinta all'Alleanza del Nord per intraprendere un'azione determinata ed efficace contro Bin Laden che potrebbe rivelarsi l'ultima occasione per riprendere il potere in Afganistan con il sostegno palese degli Stati Uniti.