Anno 2001

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Pronti a marciare verso l'Afghanistan 23.000 marines impegnati in Egitto

Giovanni Bernardi, 27 ottobre 2001

L'esercitazione Bright Star che viene condotta in questi giorni in Egitto costituisce il più grande concentramento di forze multinazionali con compiti non operativi di questi ultimi anni. Settantamila uomini provenienti da dieci nazioni mettono in atto le procedure per il combattimento e verificano l'interoperabilità dei comandi. Il maggiore schieramento di forze è fornito dalla nazione ospitante con poco più di 43.000 uomini, seguono gli Stati Uniti che hanno messo sul campo 23.000 tra marines, forze navali e aeree. La Francia partecipa con 1.500 soldati, l'Italia con 1.200, Grecia e Spagna con 550, Kuwait con 300, Germania con 250, Regno Unito con 220 e Giordania con poco più di 100. I numeri sono forniti dal comando della esercitazione e riportati dalle agenzie internazionali.

Prevista in origine per il mese di settembre nella penisola del Sinai, la Bright Star è stata rinviata al mese di ottobre e ridislocata nel nord dell'Egitto a circa 200 chilometri dal Cairo a causa della forte tensione internazionale dovuta alla crisi tra Israele e Palestina. Un forte concentramento di truppe a ridosso dell'area di crisi era stato infatti interpretato dalla leadership israeliana come uno strumento di pressione nei confronti della occupazione dei territori palestinesi, e comunque, anche se pianificata da tempo, l'esercitazione si sarebbe rivelata inopportuna nel clima caldo mediorientale.

Secondo lo stato maggiore della Difesa, 'Italia partecipa alla Bright Star con un contingente di circa 600 uomini. La componente terrestre è costituita da una compagnia carri del 32° reggimento di stanza a Tauriano, un plotone meccanizzato e un plotone controcarri forniti dall'11° reggimento bersaglieri di stanza a Orcenigo Superiore (Pordenone). A questi si aggiungono una componente di genio guastatori ed elementi di polizia militare (carabinieri). Le componenti navale e aerea sono costituite da una corvetta e un cacciamine, per quanto riguarda la Marina; due aerei Tornado, per quanto riguarda l'Aeronautica.

Speculazioni intorno alla possibilità d'impiego di queste forze nel teatro di operazioni afgano sono state fatte dalla stampa internazionale e da quella americana. Senza escludere alcuna possibilità futura, alla domanda se le sue truppe siano pronte a essere impiegate in Afganistan, il generale americano James L. Jones, comandante dei marines, ha risposto: "Certamente, non avremmo nemmeno schierato i marines in Egitto se non fossero stati pronti". Ed ha aggiunto: "L'obiettivo al quale desideriamo arrivare con questa esercitazione è quello di rinforzare la nostra capacità a operare nell'ambito di una coalizione, apprendere meglio i modi di operare delle altre forze armate e adeguare le nostre procedure per riuscire a cooperare meglio".

La Bright Star nacque nel 1981 come esercitazione congiunta tra Stati Uniti ed Egitto. Con il trascorrere degli anni e il progressivo sensibilizzarsi dell'area mediorientale, altre nazioni si sono unite alle manovre condotte con cadenza biennale. I dieci paesi che quest'anno forniscono le loro forze per l'esercitazione che, iniziata l'8 ottobre si conclude il 1° novembre, costituiscono un gravoso impegno per il comando delle operazioni, tenuto conto delle diverse procedure adottate di norma dalle nazioni non Nato che vi partecipano.

Scarsa attenzione è stata data alla esercitazione da parte dei media egiziani in considerazione della forte opposizione interna alle operazioni americane in Afganistan, tanto che il Presidente Mubarak, pur appoggiando gli Stati Uniti nella guerra contro il terrorismo, non si è espresso negli stessi termini nei confronti dei bombardamenti che dalla gran parte dell'opinione pubblica locale sono considerati come un attacco all'Islam.

Le poche dichiarazioni da parte delle fonti ufficiali egiziane rivelano grande prudenza nell'affrontare una questione che potrebbe avere dei pericolosi connotati politici. Anche la visita del generale americano Tommy Franks (comandante delle operazioni in Afganistan) al Presidente egiziano Hosni Mubarak e alla Bright Star è stata tenuta a basso profilo. Ma è proprio questa visita che non può fare escludere la possibilità di un reimpiego in Asia centrale della forza di 23.000 marines americani.