Anno 2001

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La scalata tedesca alla Nato

Giovanni Bernardi, 1 novembre 2001

Il Bundestag ha lanciato il dado e ora tocca al brigadier generale Heinz-Georg Keerl superare il Rubicone. Se l'opinione pubblica tedesca e quella mondiale non fossero state "distratte" dagli attentati di New York e Washington, le pagine di tutti i giornali sarebbero state riempite su notizie di questa "prima volta" dell'Esercito tedesco dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il generale Keerl comanderà in Macedonia una forza multinazionale di circa 1.000 uomini (700 tedeschi) che avrà il compito di dare protezione ai funzionari della OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa) i quali vigileranno sull'effettivo disarmo dei guerriglieri dell'NLA.

Amber Fox fa seguito all'operazione Essential Harvest che è durata un mese e ha avuto il compito di raccogliere le armi spontaneamente consegnate dai ribelli di etnia albanese. Iniziata tra le polemiche di quanti non ritenevano che avrebbe avuto successo, o quanto meno che i ribelli avrebbero consegnato solo vecchi fucili arrugginiti, Essential Harvest, comandata dal generale britannico White-Spunner, ha raccolto quasi 4.000 pezzi in ottimo stato d'uso, a detta del portavoce della Nato. Il Segretario Generale dell'Alleanza, Lord George Robertson, durante la conferenza stampa di chiusura dell'operazione tenuta a Skopje il 25 settembre, si è detto estremamente soddisfatto dei risultati.

La pianificazione di Amber Fox, iniziata su richiesta delle autorità macedoni, è stata condotta in tempi estremamente brevi da parte del Quartiere Generale della Nato di Bruxelles e già il 26 settembre il generale Ralston, Comandante supremo in Europa, ha diramato l'ordine di attivazione. La durata della missione è stata fissata in tre mesi, con la possibilità che venga prolungata in relazione alle condizioni di stabilità interna della Macedonia. Il generale Keerl, 55 anni, ha una precedente esperienza nei Balcani per essere stato dall'ottobre 1999 all'aprile 2000 comandante della missione a guida Nato in Kossovo e, precedentemente, tra gli ufficiali del primo contingente tedesco in Bosnia, dal novembre 1995 al dicembre 1996.

Vista da alcuni analisti come una prepotente scalata politico-militare per consolidare l'influenza tedesca nell'aerea balcanica, Amber Fox è la parte più evidente di un'altra scalata che la Germania ha già da tempo intrapreso nell'ambito della Nato. Il recente disimpegno americano e l'affiancamento dei britannici ai cugini d'oltre atlantico non fanno altro che dare spazio alle ambizioni euro-atlantiche tedesche. Nel mese di settembre, infatti, la carica di Vice Comandante supremo della Nato, che dal 1951 era stata tenuta da un generale britannico, è passata nelle mani del generale Dieter Stockman dell'Esercito tedesco, 60 anni e dal 1998 Capo di stato maggiore dello stesso comando.

Liquidata dalla Nato con un semplice comunicato stampa, la cerimonia di avvicendamento che si è svolta a Shape (Supreme Headquarters Allied Powers Europe, Mons, Belgio), sede del Comando militare, è di portata storica nell'alleanza che, nell'attribuzione delle cariche, ha sempre usato una bilancia di precisione. Il peso del Regno Unito scende ora dal livello Vice Comandante a quello di Capo di stato maggiore. L'incarico è stato infatti assegnato all'ammiraglio Ian Garnett della Royal Navy, 57 anni. I primi sintomi della scalata tedesca alla Nato si erano avuti durante la ristrutturazione del comando supremo, successiva alla caduta del muro di Berlino. Alcuni incarichi, di minore spicco ma significativi dal punto di vista quotidiano, erano passati nelle mani tedesche. L'incarico di Capo ufficio pubblica informazione, tradizionalmente americano in quanto il Comandante supremo è americano, da dieci anni ormai è nelle mani di un colonnello tedesco.