Anno 2001

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Il 5° reggimento cavalleria dell'aria "Rigel"

Giovanni Bernardi, 3 dicembre 2001

Il 5° reggimento cavalleria dell'aria "Rigel" ha sede nella caserma "Francesco Baracca", antica base di dirigibili, a Casarsa della Delizia ed è costituito su un comando di reggimento, un gruppo squadroni di sostegno, il 27° gruppo squadroni aviazione Esercito "Mercurio" su elicotteri multiruolo e il 49° gruppo squadroni elicotteri d'attacco "Capricorno". Caratteristico anche per il motto in lingua friulana "Il mio spirt ator ti svole" tratto dalle parole della canzone Stelutis alpinis (stelle alpine) del poeta Arturo Zardini, lo stendardo del reggimento è decorato con 2 medaglie d'argento al valore dell'Esercito, una medaglia d'argento al valore civile e una medaglia di bronzo al valore dell'esercito.

Dalla sua costituzione, avvenuta il 1° gennaio 1976 a Casarsa, il reggimento ha partecipato a diverse operazioni internazionali: Untag in Namibia (1989), Airone in Kurdistan (1991), Monitor Mission in Bosnia (1991, durante la quale fu abbattuto un elicottero del reggimento da parte di caccia serbi), Ibis 2 in Somalia (1992), Albatros in Mozambico (1993), Ibis 3 ancora in Somalia (1995), Constant Forge in Bosnia (1998), Joint Guarantor in Fyrom (1998), Joint Guardian in Kossovo (1999). Mantiene, inoltre, una aliquota di personale costantemente presente in Libano nell'ambito della missione Onu Unifil.

Il reggimento però non vive di ricordi. Il biglietto da visita che presenta all'inviato di Analisi Difesa è solo il normale collaudo di un elicottero d'attacco A-129 del 49° gruppo appena uscito dalla manutenzione e per il quale è previsto dalla norma un flight test. "Ho solo chiesto al maresciallo pilota di rinviare al pomeriggio il collaudo" precisa il Comandante, diradando illeciti sospetti di antiche manfrine fatte ad hoc per le visite. Il pilota e il gunner prendono posto e avviano le due turbine Rolls Royce capaci di oltre 1.600 cavalli e che sono in grado di spingere l'elicottero fino a una velocità di 135 nodi (250 chilometri all'ora) per un'autonomia di circa due ore e mezza. Le quasi quattro tonnellate del Mangusta, silenzioso e aggressivo, si sollevano da terra come farebbe una libellula. La maneggevolezza della macchina è stupefacente.

Sul campo di volo, in piena velocità rasenta l'erba del prato, poi s'impenna, cabra, vira, trasla lateralmente, s'impenna ancora, va in picchiata. Sono tutte manovre che hanno un nome e un motivo di essere eseguite durante il collaudo del dopo manutenzione ma allo sguardo dell'inesperto di volo appaiono come figure di una danza. Sarà pur vero che è maneggevole, ma occorre anche capacità, esperienza e sensibilità per fare collaudi come questo, anche se dalla espressione del pilota, una volta a terra, sembra che abbia fatto la cosa più normale di questo mondo. "Sono anche venuti a visitarci dei top gun americani - dice il Comandante con l'espressione del non-lo-dire-a-nessuno - e alla fine si sono spellati le mani dagli applausi".

Il Comandante, colonnello Aldo Guaccio, è un napoletano d.o.c. del '54 che ha iniziato la carriera frequentando la scuola militare Nunziatella e quindi il 155° corso dell'Accademia militare di Modena. Promosso nel 1977 tenente carrista, nel 1983 ha conseguito il brevetto di pilota di elicottero. Dal 1992 al '93 ha comandato il 3° battaglione carri di Tauriano e l'anno successivo il 49° gruppo squadroni elicotteri. Ha maturato una notevole esperienza internazionale in Libano dal 1995 al '96 come comandante dello squadrone Italair - Unifil a Naquoura e poi come ufficiale di collegamento a Beirut dal 1997 al '98.

E' bizzarro il fatto che sia stato insignito della onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente libanese e non da quello italiano, ma il colonnello non raccoglie la provocazione e preferisce parlare del reggimento: "Possiamo assolvere compiti in operazioni che prevedono attacchi in profondità, elitrasporto tattico e logistico, medical evacuation, attacchi contro unità corazzate e blindate, scorte armate, ricognizioni e sorveglianza d'area. Per l'assolvimento dei nostri compiti disponiamo di elicotteri da ricognizione e collegamento ERI-3 (AB-206) in grado di trasportare 4 persone e armato di una minigun 7,62 Nato a sei canne rotanti, elicotteri medi EM-2 (AB-205) monomotore da 1.400 cavalli in grado di trasportare una squadra completamente equipaggiata e che può essere armato con due minigun da 7,62 o da due lanciarazzi multipli da 70 millimetri di 7 tubi ciascuno. Una versione di quest'ultimo può portare fino a sei barelle per l'evacuazione dei feriti.

Il reggimento dispone ancora di elicotteri per l'osservazione avanzata EOA (A-109) prodotto dell'industria nazionale, bimotore, in grado di sviluppare una potenza di quasi 800 cavalli che lo spingono a una velocità massima di quasi 300 chilometri all'ora; ha un equipaggio di due piloti e trasporta 4 passeggeri e viene impiegato per l'osservazione avanzata e l'acquisizione degli obiettivi. Questo elicottero ha costituito base per lo studio e l'evoluzione dell'A-129. Questo è considerato la macchina per eccellenza. Noi disponiamo delle versioni G-7 e G-9. L'ultima versione sarà il G-13, a cinque pale e un cannoncino da 20 millimetri."

L'A-129 può essere impiegato per missioni contro carro, contro personale, aria - aria e autodifesa. A seconda della missione, assume varie configurazioni con differente armamento: missili filoguidati Tow, lanciarazzi da 70 mm, lanciarazzi da 81 mm, mitragliatrici da 12,7. Il pilota e il gunner acquisiscono l'obiettivo mediante un sistema a raggi infrarossi che ai movimenti del casco fa corrispondere movimenti del sistema di puntamento ottico posto sul muso dell'elicottero il quale, a sua volta, scambia informazioni con il computer di bordo. Un sistema complesso che dà la possibilità di impiegare l'elicottero sia come carro armato impiegando missili Tow fino a una distanza di tiro utile di 3.000 metri, sia come artiglieria impiegando lanciarazzi fino a una distanza di circa 6.000 metri.

"A fronte di questi cambiamenti che riguardano l'ordinamento e quindi il sistema d'arma, che ora è costituito dagli elicotteri, dai loro piloti e dalle squadre fucilieri, la nostra attenzione è ora puntata verso una mentalità comune sulla quale lavorare e che nasce dallo stare insieme - specifica il colonnello Guaccio. I piloti sono inseriti in questa nuova realtà dal maggio 2000 e hanno potuto immergersi completamente nel nuovo compito con l'esercitazione Drawsko 2001 ma hanno capito il nuovo ruolo della specialità della cavalleria dell'aria e la loro vecchia mentalità di pilota sta confluendo verso quella nuova di sistema d'arma. Del resto sono tutti professionisti di altissimo livello e a un professionista si può anche chiedere di cambiare mentalità".

Il reggimento, oltre a svolgere l'attività di volo e quella congiunta con il 66° reggimento aeromobile (un plotone di fucilieri è sempre presente a Casarsa per addestramento), costituisce oggi la Task Force "Ercole" della brigata multinazionale West in Kossovo nella sede di Jakovica dove dal 1° novembre il tenente colonnello Renato Mazzoli, comandante del 27° gruppo squadroni "Mercurio" ha assunto il comando delle operazioni. La Task Force è costituita su 80 uomini del reggimento con 4 elicotteri AB-205 e assetti aerei in rinforzo sia dell'Esercito (CH-47 di "Antares") sia della Marina (SH-3D del 4° gruppo di Grottaglie) sia dell'Aeronautica militare (NH-500 del 7° stormo). "Abbiamo compiti di vario tipo in supporto a quelli della brigata - dice il colonnello Mazzoli raggiunto telefonicamente su rete militare - tra i quali anche quelli di evacuazione medica. Problemi di convivenza li escludo categoricamente, dove invece rivolgiamo maggiormente la nostra attenzione e sugli aspetti logistici perché si incontrano tre tipologie diverse delle Forze armate".