Anno 2001

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Il 66° reggimento aeromobile "Trieste"

Giovanni Bernardi, 5 dicembre 2001

Il 66° reggimento aeromobile ha sede a Forlì. Costituito su una compagnia comando, tre compagnie fucilieri, una compagnia mortai e una compagnia contro carri, è comandato dal colonnello pilota Luigi Francavilla. "La tipicità del 66° reggimento - dice il colonnello - è intuibile dalla nuova fisionomia organica che la Forza armata gli ha voluto dare: fanteria aeromobile. Va distinta dalla fanteria eliportata perché eliportati possono essere tutti. Un soldato qualsiasi può essere eliportato ma ciò non significa che conosca le procedure, le tecniche e le predisposizioni per operare in simbiosi con il vettore aereo".

"La peculiarità del reggimento - specifica il colonnello - è data dall'addestramento che viene svolto a stretto contatto con gli equipaggi di volo, con la conoscenza delle caratteristiche e possibilità degli aeromobili e con l'ausilio che la stessa unità di fanteria dà all'assetto aeromobile: l'organizzazione, la preparazione di landing zone, di pick-up zone, la guida degli aeromobili con procedure homing, l'impiego combinato del fuoco degli aeromobili con il fuoco dell'unità terrestre. Queste sono capacità che si acquisiscono con l'addestramento specifico, con la preparazione, con lo studio di nuove procedure che rendono questo reggimento oggi unico in Italia e lo portano a operare secondo quelli che sono stati gli intendimenti e le visioni della forza armata nell'ambito delle forze operative."

I soldati del reggimento svolgono un addestramento che si basa sulla preparazione fisica in considerazione del fatto che la specificità dell'impiego richiede sforzi brevi ma intensi. L'unità aeromobile, infatti, proprio per la rapidità con la quale viene impiegata ha la necessità di essere quanto più possibile leggera. L'azione viene pianificata e condotta con la massima rapidità e la posizione, una volta conquistata, viene ceduta a un'altra unità di fanteria con maggiori attitudini nei confronti di un impiego durevole nel tempo. Per questo, l'impiego del reggimento prevede una durata di 24 / 48 ore e, comunque, non oltre le 72 ore. Il colonnello conferma che: "La necessità di colpire velocemente e duro richiede processi mentali e decisioni veloci, a questo si aggiunge necessariamente una spiccata attitudine alla autonomia decisionale a tutti i livelli".

L'addestramento dei fanti del 66° comprende, oltre che una dura e costante preparazione atletica, anche conoscenze sulle procedure NBC, trasmissioni, topografia, pronto soccorso, riconoscimento di mezzi e armi, disattivazione delle mine e delle trappole esplosive, infine uno specifico addestramento al combattimento in ambiente sia diurno che notturno. Periodicamente, inoltre, alcuni periodi addestrativi sono svolti per la valutazione dei risultati raggiunti. In questo ambito si è inserita l'esercitazione "Drawsko 2001" condotta nel poligono di Drawsko Pomorskie in Polonia dal 17 settembre al 12 ottobre al termine della quale il Comandante delle Forze operative terrestri ha validato un complesso aeromobile costituito dalla 2^ compagnia "Beirut", un plotone controcarri e un plotone mortai.

E' con una ragionevole dose di umiltà, dalla quale traspare tuttavia un pizzico di orgoglio, che il colonnello Francavilla chiarisce il significato del termine "validare". "La data dalla quale siamo partiti per la realizzazione di un reggimento aeromobile è il 1° maggio 2001. Partire dicendo: "Abbiamo cambiato nome e siamo operativi" avrebbe significato prendere in giro noi stessi, l'Istituzione e soprattutto il contribuente. Quello che noi abbiamo fatto è stato: vestirci di umiltà - questo si - e partire dalla base di un livello di professionalità comunque già appurato perché i nostri soldati avevano già un ottimo livello di operatività. Abbiamo cambiato tipologia d'impiego e quindi abbiamo dovuto cambiare il tipo di addestramento. L'esercitazione che abbiamo condotto in Polonia è stata prima di tutto una verifica della capacità di proiezione del reggimento. L'esercitazione in sé ci ha consentito di dichiarare operativo un complesso aeromobile. Quindi il compito assegnatoci per l'anno 2001 è stato assolto."

L'obiettivo minimo per l'anno 2002 è quello di dichiarare operativo un secondo complesso aeromobile, su base 1^ compagnia "Cobra", in occasione di una esercitazione che sarà condotta in Sardegna. Non a caso è stato deciso di completare il cammino verso l'operatività del 66° nel 2003, quando sarà validato anche il terzo complesso su base 3^ compagnia "Aquile". Nello stesso anno, infatti, il programma stabilito dall'Iniziativa di difesa europea prevede di essere in grado di proiettare un corpo d'armata di 60.000 uomini per una durata di un anno in operazioni di mantenimento della pace.

Come unità di fanteria leggera, il 66° abbandona definitivamente il cingolo per impiegare, per il movimento a terra, mezzi ruotati: Puma 4x4 alla 3^ compagnia fucilieri e VMP Iveco (noto in gergo militare come "scarrafone", evoluzione blindata del veicolo VM 4x4) alla 1^ e 2^ compagnia fucilieri. Per quanto riguarda le compagnie controcarri e mortai, l'assegnazione non è ancora definita ma il mezzo in dotazione si può già configurare come qualcosa di molto simile all'Hammer americano, se non proprio lo stesso.

"Il soldato del 66° diventa sistema d'arma e si integra con l'elicottero - chiarisce il Comandante di reggimento - cosa nuova per l'esercito italiano che con questa unità inizia questo suo cammino verso una nuova specializzazione alla quale crede lo stato maggiore dell'Esercito, gli ufficiali, i sottufficiali e gli stessi soldati del reggimento. Per diventare sistema d'arma integrato con l'elicottero il soldato non può essere un soldato qualunque ma deve essere selezionato, sia come base, sia come addestramento. Viene formato dalla Forza armata negli istituti di formazione, ma poi abbiamo la necessità di formarlo con addestramenti specifici, con l'acquisizione di mentalità specifica e quindi raggiungere la simbiosi tra l'uomo soldato e l'assetto aeromobile che al suo interno ha già i piloti che sono altri uomini e insieme devono fornire un pacchetto unico prontamente impiegabile per la risoluzione di problemi operativi di particolare rilievo e che prevedono un impiego mirato e un compito da assolvere in tempi brevi."

Un comandante di compagnia, davanti a un plastico speditivo, tiene il briefing sulla esercitazione di infiltrazione, sabotaggio ed esfiltrazione che sarà svolta in poligono di notte. Dopo la presentazione iniziale, cede la parola al maresciallo comandante di plotone che entra nei particolari dell'azione facendo riferimento ai particolari del plastico. Tra i soldati in ferma breve e in servizio permanente che seguono il briefing, due donne. "Svolgono il loro compito come i maschi - dice il colonnello Francavilla - abbiamo donne fucilieri, mortaiste e missiliste. Dal punto di vista fisico è evidente che le donne sono meno robuste, ma hanno volontà, voglia di confrontarsi, e la voglia di dimostrare che possono farlo e devo dire che fino a oggi ci sono riuscite".