Anno 2002

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L'esercitazione NATO Cooperative Key 2002

Giovanni Bernardi, 3 settembre 2002

La Cooperative Key 2002 (CK-02) può sembrare una esercitazione NATO di routine. In effetti in parte lo è in quanto svolta periodicamente con lo stesso nome e sempre a prevalenza di forze aeree. Non lo è per la località nella quale viene condotta: Saint-Dizier, Francia. Com'è noto, la Francia non è integrata nella struttura militare della NATO e in tutti i comunicati ufficiali questa atipicità dell'atteggiamento francese nei confronti della integrazione delle forze è sempre stata fatta notare con puntigliosa precisione. Strana quindi questa offerta della Francia a ospitare una esercitazione così importante, per assistere alla quale - a quanto dicono fonti del Comando NATO di Napoli - sono stati registrati un numero straordinario di Media sia francesi sia stranieri.

Programmata dall'ammiraglio Gregory G. Johnson, Comandante in capo delle forze alleate sud Europa (CINCSOUTH) e condotta dal 22 settembre al 4 ottobre dal tenente generale Ronald Keys, Comandante delle forze aeree alleate sud Europa, l'esercitazione vede la partecipazione di dieci nazioni NATO (Canada, Francia, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Stati Uniti, Turchia, Ungheria) e dodici nazioni Partner (Azerbaijan, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldova, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera). E' basata su uno scenario fittizio (come per tutte le esercitazioni) che prevede lo schieramento di una task force multinazionale con sostanzioso supporto aereo a seguito di una richiesta del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per la condotta di operazioni umanitarie.

La CK-02 è programmata nell'ambito delle iniziative militari del programma di Partnership for Peace per la promozione del dialogo tra nazioni NATO e Partner. Tra queste ultime, sei saranno invitate a entrare nella NATO durante il prossimo summit dei Capi di Stato e di Governo che si terrà a Praga nella seconda metà di novembre (Bulgaria, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia). Non partecipa alla esercitazione l'Estonia, che pure riceverà l'invito a Praga portando a sette il numero delle nazioni che dal 2003 faranno parte della Organizzazione del Trattato Nord Atlantico.

Il totale delle nazioni alleate (inclusa la presenze atipica della Russia) salirà così a 27, un numero che comincerà a dare seri problemi di interoperabilità a causa della natura ex-sovietica del sistema di armamenti delle nuove reclute e che sposterà il centro di gravità della NATO verso est, facendo storcere il naso a qualche affezionato dei tempi del confronto est-ovest. Ma la decisione che sarà presa a Praga, e che già è maturata nell'ambiente degli addetti ai lavori, risente grandemente degli eventi determinati dagli attentati dell'11 settembre 2001. La necessità di un'area di stabilità europea da realizzare al più presto è una risposta anticipata al rischio dello sviluppo di focolai di estremismo islamico. Passano in secondo piano le inefficienze degli apparati burocratici, le riforme non ancora avviate, le fatiscenti strutture delle forze armate di fronte al rischio di reazione delle opposizioni non democratiche che un non-invito potrebbe generare.

La Francia però, con un centro di gravità della NATO spostato verso est, nella sua posizione di non-integrazione rischia di perdere incisività nelle decisioni prese in ambito Consiglio Atlantico. Di qui potrebbe derivare il desiderio di riaffermare il proprio peso in ambito alleanza e la decisione di ospitare la Cooperative Key 2002 si è rivelata una buona occasione. Da tenere anche presente il fatto che l'ammodernamento delle forze armate dei nuovi alleati del centro-est Europa porta a un ampliamento del mercato degli armamenti, area nella quale la Francia ha sempre avuto un atteggiamento aggressivo per evitare di soccombere allo strapotere americano.



Giovanni Bernardi


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