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| Anno 2002 | |
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In occasione del 33° anniversario della presa del potere, il Premier libico Muammar Gheddafi ha tenuto un discorso commemorativo alla televisione libica che ha rinnovato l'attenzione degli analisti di questioni internazionali, i quali già da mesi si interrogano per capire a quale obiettivo miri il nuovo atteggiamento del Colonnello. Commentando gli attentati alle torri gemelle e al Pentagono, ha detto: "Non abbiamo mai visto un atto così orribile e terrificante condotto in una maniera così esibizionistica". Allo stesso tempo però ha avvisato Stati Uniti e Regno Unito del pericolo che si potrebbe correre invadendo l'Iraq con il rischio di farlo diventare un altro Afghanistan. "Il regime di Saddam - ha aggiunto - è il migliore possibile perché è un regime forte che non permetterà ai terroristi di prendere il potere".
Ma la frase che ha più di tutte attirato l'attenzione della stampa internazionale è: "Ora nessuno può dire più che la Libia è uno stato canaglia" riferendosi chiaramente alla citazione del Segretario di Stato Powell quando nel 2001 presentò l'annuale "Pattern of Global Terrorism 2000", una situazione del terrorismo mondiale così come è visto dal Dipartimento di Stato americano. Ha aggiunto però che la definizione non era del tutto errata in quanto la Libia ha agito come paese rivoluzionario e ha anche dato asilo ad alcuni fondamentalisti islamici. Una sorta di revisione storica degli eventi, quindi, da parte di Gheddafi che però oggi definisce la politica della Libia non più quella di uno stato rivoluzionario ma la identifica con quella africana. Da diverso tempo l'atteggiamento del Colonnello nei confronti delle nazioni occidentali è cambiato radicalmente. Dopo l'11 settembre in particolare (che sembra sia venuto a proposito per dare slancio a questa nuova politica) ha stretto una fitta collaborazione con i servizi di sicurezza britannici per contribuire alla battaglia contro il terrorismo sul fronte dell'intelligence. A questo proposito, nel discorso commemorativo tenuto a Sibha, una località a sud del paese, pur non rivelando quanti terroristi sono attualmente detenuti in Libia, ha detto che saranno trattati così come quelli detenuti nella base di Guantanamo dagli Usa. L'atteggiamento del colonnello Gheddafi ha senza dubbio un effetto stabilizzante nell'area del Mediterraneo e la possibilità per l'occidente di avere un interlocutore moderato contribuisce ad abbassare il livello di tensione nella Regione Sud della Nato e in particolare in Italia. D'altra parte, con la Russia oramai alleata degli Stati Uniti e la Cina in forte crescita economica, è rimasto poco spazio per gli atteggiamenti rivoluzionari, specialmente per chi desidera garantirsi una buona pensione il più possibile distante dalle bombe dei B-52 americani che - i talebani lo sanno - fanno male, anche se non servono a niente per la risoluzione dei conflitti. Secondo un documento dell'OPEC (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio), con la sospensione delle sanzioni Onu contro la Libia le compagnie petrolifere riprenderanno presto le operazioni di estrazione nel paese che, dall'ultimo aggiornamento dei dati, risulta essere il primo esportatore di petrolio verso l'Europa. Con un prezzo del petrolio mediamente più alto, le entrate libiche sono cresciute dai 6 miliardi di dollari del 1998 agli stimati 10,6 del 2002 generando un significativo surplus. Anche dal punto di vista della crescita economica i dati sono importanti con un incremento del prodotto nazionale lordo del 6,5% nel 2000, circa 4% nel 2001 e stimato 4% nel 2002. Vi sono buoni motivi per credere che la nazione si stia muovendo verso importanti riforme che comporteranno una riduzione dell'incidenza dello stato nella economia. Allo stesso tempo la Libia sta cercando di ridurre la propria dipendenza economica dal petrolio incentivando investimenti stranieri nei settori dell'agricoltura, turismo, pesca, estrazione di minerali e di gas naturale. Attualmente in Libia vi sono 12 campi petroliferi, ognuno di questi con riserve stimate pari a oltre un miliardo di barili e altri due con riserve stimate tra i 500 milioni e il miliardo di barili. E questi dati si riferiscono solo al 25% dell'area totale contro un 75% inesplorato. Alcuni fattori la fanno essere un territorio interessante per tutte le compagnie petrolifere: la facilità con la quale il petrolio viene estratto, la vicinanza al mercato europeo e le buone condizioni di sviluppo delle infrastrutture. A questo punto il lifting che la Libia si sta facendo agli occhi della opinione pubblica internazionale risulta credibile non tanto per questioni ideologiche (a queste nessuno studioso serio ha mai creduto) quanto per questioni economiche. Tutti sono quindi disposti a credere al colonnello Gheddafi quando enuncia nuovi principi anti-terroristici (tranne il Dipartimento di Stato americano che nei suoi documenti ancora considera la Libia "Rogue State"). Salvo gridare allo scandalo (Human Rights Watch in prima linea) quando gli stati africani designano la Libia alla presidenza della Commissione per i diritti umani (l'attuale presidenza scade nel 2003 ed è il turno di un paese africano). Brett D. Schaefer, esperto del Center for International Trade and Economics alla Heritage Foundation di Washington, sostiene che sarebbe come mettere una volpe a guardia di una gallina. Beh, la storia della volpe e della gallina non è stata ancora scritta, ma siamo ancora in tempo. Giovanni Bernardi |