Anno 2002

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Anche i soldati italiani nei corpi speciali della NATO

Giovanni Bernardi, 2 ottobre 2002

E' il neonato Comando del corpo d'armata di reazione rapida (CARR) di Solbiate Olona l'argomento su quale si concentra l'attenzione della Difesa italiana nel mese di ottobre. Impegnato nella esercitazione Eagle Flight nelle aree addestrative comprese tra Civitavecchia e Monte Romano dal 23 settembre, il Comando è uno dei quattro alti comandi multinazionali la cui costituzione è stata recentemente ratificata a Shape, sede del comando supremo in Europa della Nato.

Gli altri tre sono: quello tedesco-olandese di stanza a Mynster, Germania; quello spagnolo a Valencia, Spagna, quello turco (basato sul 3° corpo d'armata) a Istambul, Turchia. Un quinto comando di corpo d'armata (Allied Command Europe Rapid Reaction Corps, ARRC), di stanza a Rheindahlen, Germania, già operativo da diversi anni, ha costituito fin'ora la Forza di reazione rapida della Nato in Europa.

Oltre a questi, completamente integrati nella struttura di comando della Alleanza, anche l'Eurocorps, di stanza a Strasburgo e costituito su base franco-tedesca, ha firmato un accordo tecnico a Shape secondo il quale può essere impiegato sotto comando Nato.

I nuovi comandi devono essere validati sulla base della verifica di messa in atto delle procedure standardizzate a livello Nato. Per il comando italiano il termine della validazione è previsto per il mese di dicembre. Questo è il motivo per il quale circa 2.100 persone sono oggi impegnate tra Civitavecchia e Monte Romano nella esercitazione Eagle Flight, alla cui fase finale, prevista per il 7 ottobre, parteciperà il Ministro della Difesa.

L'esercitazione si articola in due fasi: la prima simula l'immissione di unità in un Teatro operativo usufruendo di tutti i vettori a disposizione (via ordinaria, treno, aereo, nave) muovendo complessivamente circa 500 mezzi terrestri. La seconda fase è statica e il corpo d'armata è impegnato in una esercitazione per posti comando, volta a verificarne la capacità di condurre operazioni ad alta, media e bassa intensità (guerra, risposta a crisi regionali, supporto della pace).

Delle 2.100 persone impegnate, 400 appartengono all'organico del comando di Solbiate Olona e provengono da 11 nazioni delle 19 Nato, 1.000 persone sono in rinforzo all'organico di base, 700 costituiscono lo staff di direzione e controllo della esercitazione.

La nuova costituzione di alti comandi Nato a livello corpo d'armata di fatto integra fra loro le forze delle nazioni partecipanti all'Alleanza atlantica per cui si può concludere che nel futuro non saranno più prevedibili operazioni di una certa consistenza condotte da forze di una sola nazione. Del resto, l'organizzazione di tutte le operazioni degli ultimi anni ha visto come obiettivo principale quello di amalgamare intenti politici e militari nazionali attorno allo stesso obiettivo di interesse multinazionale.

Per quanto riguarda il comando di Solbiate Olona, una volta validato non si può escludere un suo impiego in area balcanica, in considerazione della vicinanza di questa all'Italia. Può risultare quindi credibile l'ipotesi d'impiego già dall'anno 2003.


Giovanni Bernardi