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| Anno 2003 | |
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Dopo la positiva esperienza della Drawsko 2001, la Friuli si è trasferita in Polonia dal 6 maggio al 12 giugno 2003, per effettuare una intensa attività addestrativa nel poligono di Drawsko Pomorskje, in Pomerania. Sullo sfondo principale, la proiezione di una Task Force su base brigata Friuli in un contesto multinazionale, con lo scopo di raggiungere lo stato di prontezza operativa richiesto per la condotta di un'operazione "warfighting", perfezionare il criterio d'impiego delle unità della brigata come task forces di livello reggimento, ottimizzare l'integrazione nel comando e controllo delle unità di supporto e continuare nel processo di amalgama tra i reparti della brigata, validando il 2° complesso aeromobile.
E' stata inoltre implementata la proiezione e l'impiego del posto comando della divisione Mantova, recentemente costituito per impieghi fuori area, verificando così le capacità della brigata di operare con procedure NATO e in lingua inglese. Con l'esercitazione Drawsko 2003 la brigata Friuli ha dispiegato in Polonia 1950 uomini, 690 mezzi (tra i quali 19 blindo Centauro e 12 obici semoventi M109L), 40 elicotteri tra multiruolo e d'attacco A129 Mangusta, che hanno raggiunto la Pomerania sia in volo - dalle basi di Casarsa e Rimini - che con un vettore navale commerciale. Alle dipendenze del brigadier generale pilota Enzo Stefanini, comandante della Friuli, si sono schierati tra Konotop e Ziemsko: il 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste; il 7° reggimento cavalleria dell'aria Vega; il reggimento Savoia Cavalleria; il gruppo supporto di aderenza del 6° reggimento di manovra; il primo gruppo semovente del 132° reggimento artiglieria Ariete e il reparto comando e supporti tattici Friuli. Particolarmente intensa la fase di addestramento basico svolta dal 12 al 18 maggio, che ha visto impegnati i vari reparti della brigata con le scuole tiro Tow, Milan, M109 L, mortai da 120 mm lisci e Thomson-Brandt rigati, le campagne tiro degli elicotteri multiruolo e d'attacco (utilizzando razzi da 70 e 81, sistemi d'arma M-21 ed M-23) gare di blindo e tiri con armi portatili, tra cui l'utilizzo dello SPAS 15. Hanno partecipato anche le 48 donne soldato dei reggimenti della Friuli presenti in Polonia. L'esercitazione è proseguita con lo svolgimento di un'attività addestrativa congiunta con elementi della 25^ brigata aeromobile polacca, la cui esecuzione era tra l'altro uno degli obiettivi più significativi della esercitazione, prevedendo l'inserimento di ufficiali osservatori polacchi presso il posto comando della brigata e delle rispettive Task Force, allo scopo di favorire lo scambio di procedure operative. L'atto tattico finale, a coronamento dell'addestramento congiunto, ha visto un plotone di fanti aeromobili del 66° Trieste operare su elicotteri multiruolo polacchi W-3, scortati da A129 Mangusta italiani, e un il plotone di fanteria polacca imbarcato su AB 205 italiani, scortati da elicotteri d'attacco Mi-24 Hind dell'esercito polacco. Dal punto di vista operativo lo scenario ipotizzato per la Drawsko 2003 è stato mutuato da quello della esercitazione Lightship 02 del NRDC-IT di Solbiate Olona, geograficamente ambientato nel Nord Italia. Il supposto di esercitazione prevedeva una situazione di crisi venutasi a creare tra i paesi Greyland e Blueland, relativamente alle disputate province bluelandesi di Vicenza e Verona. Alla luce del fallimento delle risoluzioni ONU che imponevano il ritiro delle forze greylandesi dai territori nel frattempo occupati, si è dato inizio alle operazioni di enforcement, e dal giorno D (18 maggio) NRDC-IT ha dato inizio alla manovra terrestre al fine di ripristinare l'integrità territoriale di Blueland. In tale quadro operativo, alla divisione Mantova, inserita nel corpo d'armata, è stato assegnato lo sforzo principale, che consisteva nel condurre una manovra di aggiramento per ristabilire l'integrità territoriale di Blueland mediante l'acquisizione di tre obiettivi sequenziali (Goose, Bronze e Gold), e nell'acquisire poi le posizioni lungo il confine occidentale di Blueland, per prevenire ulteriori penetrazioni da parte di Greyland. Dopo aver acquisito al D+10 (28 maggio) Goose e Bronze, la divisione al D+11 (29 maggio), ha dato inizio allo sforzo offensivo finale che ha permesso di neutralizzare il 2° scaglione tattico avversario (centro di gravità), materializzato dall'obiettivo Gold; in tale contesto la brigata aeromobile Friuli, riserva di corpo d'armata, ha avuto il compito di tenersi in misura di effettuare operazioni in profondità (deep operations) a favore dello sforzo principale della divisione, nonché operazioni arretrate (rear operations), per neutralizzare eventuali minacce svelatesi sul tergo del dispositivo divisionale. Compito cui la brigata ha dato corso sul terreno nel poligono di Drawsko il 30 maggio 2003, nell'atto tattico finale al quale ha assistito la commissione parlamentare difesa del Senato, presente con una delegazione guidata dal vice presidente senatore Mario Palombo, l'ambasciatore d'Italia a Varsavia Giancarlo Leo, il comandante del 1° FOD tenente generale Gaetano Romeo e il comandante della divisione Mantova maggiore generale Antonio Di Lorenzo, oltre a numerose autorità civili e militari polacche. In particolare, l'operazione sul campo denominata Restore Border si inquadrava nell'ambito di una operazione arretrata (rear operation) affidata alla brigata aeromobile Friuli per conquistare un'area obiettivo e neutralizzare un tentativo d'attacco nemico. La brigata ha così effettuato un atto tattico complesso, per l'occupazione preventiva e la tenuta di un'area vitale ai fini della sicurezza del dispositivo, che si è sviluppato attraverso le seguenti fasi: - intervento di due distaccamenti esploranti su blindo Centauro, supportati da un complesso aero-meccanizzato nell'esplorazione a premessa dell'acquisizione di un'area obiettivo; - intervento di fuoco (artiglieria da 155/23, elicotteri d'attacco con razzi da 81) a supporto dell'azione dei distaccamenti esploranti; - schieramento di un complesso aeromobile, su base compagnia mortai Thomson da 120 mm ad anima rigata, ed effettuazione di un'azione di fuoco per l'interdizione dell'afflusso di una unità nemica nell'area obiettivo; - effettuazione di un check-point aeromobile nell'ambito del controllo degli itinerari adducenti all'area obiettivo; - elisbarco di due plotoni controcarro missili Tow e Milan, per il supporto di fuoco diretto a favore dell'acquisizione dell'area obiettivo; - eliassalto di un complesso minore aeromobile volto ad acquisire l'area obiettivo; - ricongiungimento (link-up) con il distaccamento esplorante sull'area obiettivo, reimbarco del complesso minore aeromobile e prosecuzione dell'azione in profondità a cura della componente blindata. "E' vero - ha spiegato il brigadier generale Enzo Stefanini, comandante della brigata Friuli, rispondendo alla domanda di un giornalista alla fine dell'esercitazione - non sai mai come può finire la battaglia contro un nemico reale, ma le esercitazioni si fanno per controllare lo stato dei propri uomini e dei propri mezzi, come fanno le squadre che si allenano durante la settimana: anche lì non sai se poi la tua squadra vincerà la domenica". |