Anno 2003

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Afghanistan, primo passo di ISAF fuori Kabul

Giovanni Bernardi, 28 ottobre 2003

Il 25 ottobre un Advanced Team di 27 militari tedeschi è arrivato nella città di Konduz per dare il via alla espansione delle forze NATO di ISAF in aree fuori della capitale. Konduz è il capoluogo dell'omonimo distretto a circa 250 chilometri in linea d'aria a nord di Kabul e a poco più di 50 chilometri dal confine con il Tajikistan. Le truppe rimpiazzano un team di forze di coalizione USA del PRT (Provisional Reconstruction Team), costituito per mettere in grado la coalizione di operare fuori la Capitale senza uno specifico mandato del Consiglio di Sicurezza ONU.

Il Team, che per ora è sotto comando nazionale ma dal 1° gennaio transiterà sotto comando ISAF, è il primo nucleo di una forza tedesca che nella primavera del 2004 dovrebbe raggiungere le 450 unità, portando il totale dei tedeschi impiegati in ISAF a circa 1.800. I soldati sono arrivati a Konduz appena un giorno dopo il parere favorevole del Bundestag che ha anche approvato l'estensione della missione di un anno. L'ampliamento dell'impegno di ISAF in aree anche fuori della Capitale era stato approvato ai primi del mese dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Attualmente a Kabul sono impegnati 5.000 militari sotto comando NATO. Per rendere possibile il controllo di altre province afghane, il Consiglio Atlantico ha approvato un aumento della forza di ISAF che dovrebbe raggiungere un numero compreso tra le 10.000 e le 15.000 persone. Fino a ora però solo la Germania ha deciso l'impiego di ulteriori forze e i 27 uomini arrivati a Konduz rappresentano la prima avanguardia dell'impegno.

Stando a quanto riferito da fonti internazionale, l'arrivo dei soldati è stato accolto con piacere dagli abitanti della città che peraltro non ha mai dato problemi di instabilità dopo la cacciata dei talebani. La popolazione è costituita da quattro etnie (Pashtun, Tagiki, Uzbeki, Azeri) e perfino la raccolta di armi detenute dai civili - secondo le fonti ufficiali - è avvenuta senza disordini e con una certa collaborazione da parte della popolazione. Gli abitanti ritengono che una presenza di forze della coalizione potrà rendere la città ancora più sicura.

In effetti, il problema principale di quell'area non è mai stato l'instabilità sociale né la rivolta contro le istituzioni centrali che - a quanto pare - hanno effettivamente il controllo della situazione tramite un comando militare tenuto dal generale Mohammad Daud. Il principale problema è dato dalla coltivazione del papavero per la produzione di oppio e lo stesso generale Daud ha affermato che chiederà alle truppe tedesche di aiutarlo a combatterne la produzione. I tedeschi hanno già replicato però che la lotta contro il commercio di droga non rientra nel mandato ricevuto.

L'Italia contribuisce a ISAF con 550 uomini. Di questi, 465 sono schierati a Kabul e 85 ad Abu Dhabi, dove è stato costituito un nucleo aeroportuale interforze (diventato nel mese di settembre 7° ROA, reparto operativo autonomo dell'Aeronautica Militare) incaricato di concorrere al sostegno logistico di ISAF. Nella capitale afghana le forze sono comandate dal colonnello Claudio Rondano che ne ha assunto il comando l'11 settembre.

Dalla stessa data, il comando e l'unità di manovra sono forniti dal 1° reggimento artiglieria della brigata alpina Taurinense. Il contingente è constituito inoltre da: una compagnia per la protezione del comando della forza; una compagnia genio; un plotone NBC per il rilevamento e la bonifica di agenti chimici, biologici e radiologici; un reparto logistico. Personale di collegamento e di staff è inserito nella catena di comando dell'operazione.

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