Anno 2003

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Iraq, la capitolazione di Francia e Germania

Giovanni Bernardi, 18 dicembre 2003

Il 16 dicembre, con una dichiarazione congiunta firmata dal presidente francese Jacques Chirac, dal cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e dal presidente americano George Bush, Francia, Germania e Stati Uniti hanno deciso di ridurre il debito internazionale iracheno. "La riduzione del debito è un punto critico - si dice nella dichiarazione - se il popolo iracheno vuole avere la possibilità di costruire un Iraq libero e prospero. Quindi Francia, Germania e Stati Uniti concordano sulla necessità di una sostanziale riduzione del debito dell'Iraq nell'ambito del Club di Parigi e affermano l'intenzione di operare congiuntamente e con altre nazioni per raggiungere questo obiettivo".

Il Club di Parigi è la concretizzazione della "Iniziativa HIPC Rafforzata" (Enhanced Heavily Indebted Poor Countries Initiative) e riunisce diciannove tra i principali creditori mondiali. Ha origine nella HIPC, che fu adottata nel 1996 al Vertice G7 di Lione nel quadro delle azioni intraprese dalla comunità internazionale per rendere sostenibile nel medio-lungo periodo il debito estero dei Paesi più poveri. Trae origine dal primo incontro che l'Argentina decise di avere a Parigi con i Paesi creditori nel 1956. Si riunisce una decina di volte all'anno a Parigi per sessioni di negoziazioni o per discutere la situazione del debito dei Paesi più poveri o questioni metodologiche sul ripianamento del debito da parte delle nazioni in via di sviluppo. E' credibile che la decisione sul debito dell'Iraq possa essere presa nei primi mesi del 2004.

La questione di fondo della dichiarazione congiunta di Francia, Germania e Stati Uniti però non è tanto la riduzione del debito iracheno quanto il sostanziale cambiamento di clima tra le due nazioni europee e gli USA. Additati come nemici dell'America quando in Consiglio di Sicurezza dell'ONU votarono contro l'attacco all'Iraq, esclusi dall'elenco delle nazioni invitate a partecipare alla ricostruzione del dopo Saddam, perseguendo nel loro atteggiamento avrebbero approfondito definitivamente la frattura transatlantica creatasi lo scorso anno e che ha portato anche la NATO al limite del collasso politico. La questione dello schieramento delle difese anti missile in Turchia fu risolta infatti dal segretario generale Lord George Robertson dopo lunghe ed estenuanti trattative e ricorrendo all'artifizio di far approvare il documento in ambito Defence Planning Committee, dove la Francia non è rappresentata in quanto non integrata militarmente.

La dura campagna del Ramadan, condotta dalle forze di resistenza irachene, ha messo alla prova la tenuta dell'apparato militare statunitense e dei suoi alleati (Italia e Regno Unito in testa). L'accordo segreto degli USA con l'Iran ha consentito però di consolidare l'atteggiamento favorevole degli Shiiti, a loro volta accordatisi con i Curdi per dare una concreta prospettiva di soluzione alla crisi e avere in cambio il controllo della leadership che dovrà avviare la nazione verso la democrazia. L'Iran a sua volta avrà un ruolo che si potrebbe definire "di patrocinio" e - nella sostanza - di controllo della vita politica irachena. Questo accordo, e non tanto l'attività di intelligence americana, sarebbe quindi stato il primo motore del ritrovamento di Saddam Hussein.

Peraltro, non si può dire che sia stata la cattura del dittatore a far capitolare le due nazioni europee: troppo poco tempo è trascorso tra i due eventi (cattura e dichiarazione). In primo luogo ci deve essere stata la considerazione che comunque il debito non sarebbe stato rimborsato. La memoria storica indica altre situazioni simili di uscita da una crisi alle quali si è fatto fronte - tra l'altro - con la riduzione o la cancellazione del debito internazionale. Tenuto conto del fatto che questa stessa decisione sarebbe stata presa in ogni caso nell'ambito Club di Parigi, Francia e Germania hanno senz'altro valutato che la partecipazione alla ricostruzione avrebbe portato a maggiori benefici che non una ostinazione dell'atteggiamento tenuto finora.

L'occasione è stata offerta loro dal presidente Bush, il quale ha inviato nelle due Capitali europee l'ex segretario di Stato James Baker per dare forma politica e diplomatica a una decisione evidentemente presa durante colloqui telefonici diretti tra il Presidente degli Stati Uniti e i due Capi (di Stato e di Cancelleria) europei. La politica del bastone e della carota sembra avere funzionato ancora a quanto pare. Il bastone, costituito dalla pubblicazione dell'elenco delle nazioni partecipanti alla ricostruzione dal quale Francia e Germania erano state escluse. La carota, concretizzata dall'occasione di rientrare nel giro, offerta su un piatto d'argento sottoscrivendo un documento che dal punto di vista pratico non cambia niente nella decisione che il Club di Parigi comunque prenderà.

Da parte loro, i due Capi europei hanno anche avuto la possibilità di conquistare il riconoscimento delle rispettive opinioni pubbliche interne, sensibili a questi atti di "bontà". Forse in pochi se l'aspettavano da George Bush, dipinto finora come un rozzo sceriffo di film western, ma che proprio con questa mossa si è rivelato acuto e saggio, proprio quello che si chiede al presidente degli Stati Uniti.

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