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| Anno 2003 | |
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Da qualche anno a questa parte il problema della sicurezza a livello globale ha assunto un'importanza rilevante ed è sempre più al centro di analisi, commenti e studi specifici. Ciò si deve essenzialmente ai profondi mutamenti intervenuti nella realtà internazionale a seguito della fine del bipolarismo e, più recentemente, agli eventi dell'11 settembre 2001 ed alle conseguenze ad essi legate.
Tuttavia, mentre gran parte dell'interesse è rivolto all'evoluzione del contesto internazionale in chiave di aree di rischio e scenari di conflittualità armata e di destabilizzazione, poca o scarsa attenzione viene destinata alla sicurezza strictu sensu, ossia alle misure, ai codici di condotta e ai comportamenti relativi a quella che viene comunemente definita "personal security". Da questo punto di vista è infatti facilmente riscontrabile che, in un mondo che punta a una sempre maggiore globalizzazione e integrazione, e di fronte alla crescente minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, fomentata dal persistere di situazioni d'instabilità politico-militare e dalla piaga montante del terrorismo internazionale, emerge la preoccupante assenza di garanzie per chi si trova a operare all'estero, siano essi imprenditori privati, personale delle organizzazioni umanitarie, dipendenti delle istituzioni nazionali e internazionali e operatori dei Media. Ciò è particolarmente vero in quei contesti geopolitici dove il controllo delle istituzioni statali sul territorio è debole o inefficace. Tant'è che, se si dovesse fare un'indagine sulla percezione di rischio di chi abitualmente si trova a operare all'estero in contesti particolari, non ci si dovrebbe meravigliare del fatto che essa risultasse elevata: uno degli attuali attributi della globalizzazione infatti sembra proprio essere quello della paura, che porta con sé un necessario senso di sfiducia e precarietà e un conseguente e naturale bisogno di sicurezza. La necessità di affrontare una sfida così complessa e tentacolare come quella del terrorismo internazionale e la crescente percezione di vulnerabilità a essa collegata, assommati alla persistente instabilità politico-militare di determinate regioni del globo, dovrebbe aver stimolato sia nelle istituzioni sia nel mondo privato l'interesse verso quelle realtà che possono fornire strutture e servizi espressamente pensati e realizzati per aumentare gli standard di sicurezza di persone, beni e infrastrutture impegnati all'estero. Per quanto riguarda gli Stati Uniti ciò non ha significato solo l'inizio di una lunga e complessa battaglia a livello internazionale condotta attraverso il ricorso alla violenza armata, ma da un punto di vista più pragmatico ha stimolato enormemente la domanda di sicurezza in tutti gli ambiti e i contesti della vita sociale ed economica, mandando letteralmente alle stelle le quotazione in borsa delle società che forniscono formazione e consulenza nel settore. Quest'attenzione verso i problemi della sicurezza, tuttavia, non è supportata da un'adeguata cultura della prevenzione e della formazione, soprattutto fuori dai confini statunitensi, dove comunque sempre maggiori risorse finanziarie, economiche e intellettuali vengono impegnate su questi argomenti. In particolare si riscontra una certa sufficienza da parte del settore privato in generale nel prendere in considerazione seriamente i rischi reali legati alla tutela delle risorse impiegate a vari scopi all'estero (business, informazione, cooperazione, aiuto umanitario…). Ciò è particolarmente grave quando è in gioco l'incolumità fisica e mentale degli esseri umani, evidenziando preoccupanti lacune da parte di società come quelle occidentali, che dovrebbero essere all'avanguardia su temi come quello della tutela e del rispetto della persona. La possibilità di ricorrere a strumenti di formazione e training per quanto riguarda tutti gli aspetti collegati alla sicurezza (conoscenza dei comportamenti da tenere in determinate situazioni; adeguata preparazione fisica e psicologica; possesso di nozioni basilari di pronto soccorso; competenza nell'utilizzo di determinate strutture e apparecchiature in dotazione…) dovrebbe trovare maggiore attenzione e interesse da parte dei responsabili del settore privato. Troppo spesso e in maniera sempre crescente si assiste infatti a episodi in cui personale operante all'estero si trova coinvolto in incidenti che in certi casi costano anche la vita stessa e che potrebbero essere evitati grazie a un'adeguata informazione e addestramento. In contesti caratterizzati da instabilità politico-militare, assenza di controllo del territorio da parte delle istituzioni, presenza di organizzazioni criminali e gruppi terroristici queste situazioni possono verificarsi in continuazione. Sarebbe necessario, pertanto, oltre che moralmente richiesto, dotare queste persone delle adeguate conoscenze teoriche e pratiche prima di impiegare loro in contesti caratterizzati da possibili minacce alla sicurezza e all'incolumità personali. Ciò, anche in considerazione del fatto che in questo specifico settore esistono già e sono operanti strutture ad hoc qualificate e competenti. |