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| Anno 2003 | |
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All'interno della attuale struttura delle Forze di Completamento, istituita per l'attuazione del nuovo Modello di Difesa, sempre più sentita dall'Esercito (prima Forza Armata a sperimentare l'utilizzo massiccio dei riservisti) è la necessità di poter disporre di personale, uomini e donne, in possesso di particolari requisiti e professionalità non disponibili nell'ambito della stessa. Nasce così la Riserva Selezionata.
Il personale, tratto direttamente dai civili o dai militari di truppa in congedo, viene nominato ufficiale di complemento con Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) senza concorso e previo sottoscrizione della disponibilità al richiamo alle armi sia sul territorio nazionale sia all'estero, ai sensi del Regio Decreto 819/1932 art. 4 (la cosiddetta Legge Marconi), modificato dal Decreto Legislativo 490/1977 art. 31. Detta procedura è ovviamente riservata a personale in possesso, oltre che delle professionalità e dei requisiti indicati in seguito, di una notevole esperienza lavorativa nonché di consolidata maturità professionale, che determina - oltretutto - l'acquisizione del rispettivo grado che - secondo la citata Legge - può variare da sottotenente a maggiore. Il titolo di studio richiesto per la nomina ad ufficiale nella Riserva Selezionata è costituito essenzialmente dal diploma di laurea (o equipollente) in una delle seguenti discipline: Giurisprudenza, Scienze Politiche, Scienze Bancarie, Economia e Commercio; Architettura, Ingegneria, Scienze Geologiche; Medicina e Chirurgia; Scienze Agrarie; Sociologia, Psicologia; Lingue e Letterature Straniere. Eccezionalmente possono essere presi in considerazione anche coloro i quali, pur non possedendo uno dei suddetti diplomi di laurea, siano profondi e accertati conoscitori di lingue straniere di interesse per la Forza Armata, nonché i giornalisti iscritti all'Albo. Il possesso della laurea è quindi in pratica elemento discriminante ma non sufficiente per ambire a far parte di questa ristrettissima élite di ufficiali. La nomina a ufficiale di complemento nella Riserva Selezionata avviene con DPR. Essa segue una valutazione dei titoli e delle professionalità a cura dello Stato Maggiore dell'Esercito e l'effettuazione dei previsti accertamenti sanitari presso un organismo delle Forze Armate. Superate le selezioni mediche, qualora la figura proposta venga giudicata interessante per la Forza Armata, viene svolta su tre giornate un'attività atta a valutare gli aspetti motivazionali e comportamentali connessi con la peculiarità dei prevedibili impieghi futuri. Detta attività avviene presso le strutture del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell'Esercito (Sant'Agostino, Civitavecchia), annesse alla Scuola di Guerra. Dopo un lasso di tempo di circa 6-12 mesi gli aspiranti, se idonei, ricevono la comunicazione dell'avvenuta nomina ad ufficiale e l'attribuzione del grado. Risulta perciò evidente che coloro che abbiano prestato servizio militare come ufficiali di complemento siano esclusi dalla Riserva Selezionata, in quanto sarebbe impossibile nominarli due volte. Allo stato attuale (ottobre 2003) risultano nominati circa 75 Ufficiali, suddivisi tra Arma base (Fanteria), Corpo degli Ingegneri, Sanità e Veterinari, Amministrazione e Commissariato. Dopo la nomina, agli ufficiali (sempre e comunque volontari, cioè in qualsiasi momento dell'iter autorizzati a sospendere la loro attività militare) è richiesta la partecipazione a un corso formativo della durata di quattro settimane, presso la Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino, allo scopo di fornire ai neo-ufficiali una formazione militare in linea con i colleghi provenienti dai corsi regolari dell'Accademia Militare di Modena (infatti dopo due anni di Accademia, i cadetti svolgono un successivo biennio presso la Scuola di Applicazione di Torino, anche per completare gli studi che li porteranno a conseguire una laurea). Solo al termine di questa fase - precisa lo SME - l'ufficiale potrà essere considerato pronto per essere impiegato. Poiché il progetto si trova ancora in una fase iniziale e in massima parte sperimentale, i settori di possibile impiego possono oggi solo essere ipotizzati teoricamente. L'ipotesi più accreditata è che gli ufficiali, così nominati, possano essere impiegati al verificarsi di particolari esigenze per un periodo variabile in funzione delle stesse, fino ad un massimo di 180 giorni all'anno, in particolare: nell'ambito dei Reparti Sanitari "fuori area"; nel settore della cooperazione civile-militare (CIMIC) "fuori area"; direttamente presso le unità per esigenze specifiche "in area"; nell'attività di propaganda e di contatto con il pubblico quali i "RAP CAMP";a richiesta dei Comandanti di Grandi Unità per coprire l'eventuale vacanza di organici nella funzione specifica (medici, traduttori, consulenti…) Di seguito, in sintesi, i settori e le aree di competenza per l'impiego degli ufficiali della Riserva Selezionata: Affari pubblici, Infrastrutture civili, Economia e commercio, Supporto umanitario, Affari giuridici, Affari culturali, Struttura di Collegamento. Inoltre, in analogia con quanto già in essere presso Forze Armate straniere di ambito NATO, si potrebbe ipotizzare la creazione di un "Alter Ego" del professionista in servizio permanente, al fine di coprire particolari picchi di impiego, progetti finalizzati, vacanze organiche contingenti. Il personale militare in congedo può essere impiegato, a seguito di specifico richiamo in servizio, con o senza assegni. La legge 10 aprile 1954, n.113 (Stato degli Ufficiali dell'Esercito) prevede all'articolo 50 che l'ufficiale in congedo possa essere richiamato in servizio "d'autorità" nei casi previsti dalla legge e "a domanda", con o senza assegni, in qualsiasi circostanza e per qualunque durata di tempo. Il richiamo a domanda con assegni ha luogo con decreto interministeriale previo adesione del Ministro del Tesoro. Il richiamo senza assegni invece, non gravando sul bilancio della pubblica amministrazione, può avvenire con snellite procedure burocratiche, come avviene da tempo presso simili Istituzioni militari quali il Corpo Militare della Croce Rossa e il Sovrano Militare Ordine di Malta, tramite l'intervento del Distretto Militare competente per territorio e oggi ancora più facente parte della gerarchia delle forze di completamento, di cui la riserva selezionata è una componente. Brevemente, il flusso gerarchico delle Forze di completamento è: SME > Ispettorato RFC > Uffici Territoriali RFC (Torino, Roma, Palermo) > Uffici Locali FRC= Distretti). Inoltre la legislazione vigente, pur essendo datata, prevede la totale protezione dei dipendenti, sia pubblici che privati, in caso di richiamo alle armi disposto per qualsiasi motivo dall'Autorità militare, con il mantenimento del posto di lavoro e della funzione occupata, della corresponsione dello stipendio e della completa maturazione delle indennità salariali e pensionistiche da parte del sistema Azienda/INPS nei confronti del dipendente richiamato in servizio. Si realizza così quella concatenazione di cittadino-soldato-volontario, garanzia di assoluta democraticità dell'Istituzione militare, già in essere presso numerosi altri paesi occidentali. Le professionalità, già tutte rappresentate nei primi ufficiali nominati, richiederanno particolare attenzione per quanto riguarda la durata e la collocazione nell'arco dell'anno solare dei richiami in servizio. Un medico ospedaliero, dipendente della pubblica amministrazione, avrà certamente meno problemi di fronte a un richiamo di lungo periodo rispetto al dipendente di una impresa privata. Così come il dipendente di una impresa privata avrà forse meno problemi rispetto a un libero professionista (medico, architetto, avvocato). Sará pertanto determinante concertare al meglio con i singoli ufficiali i periodi e i luoghi di richiamo. L'agosto è generalmente - ad esempio - il mese in cui il dipendente privato e il libero professionista possono più facilmente sottrarsi al proprio impegno lavorativo. Brevi richiami di una sola settimana o di più weekend nell'arco dell'anno - ad esempio - possono essere accompagnati da attività preparatoria, al fine di essere sfruttati al meglio in senso produttivo col minimo impatto sul lavoro personale. La scommessa, insomma, sarà raggiungere la massima flessibilità nell'impiego, consentendo a validi professionisti di conciliare al meglio lavoro e impiego in uniforme. In breve: massimo risultato per l'ente con il minimo sforzo per il professionista. |