Lettere

Cerca in PdD


Ancora sul GRACO

20 ottobre 2003

Gentilissimo Sig. Generale,
In occasione del Simposium AFCEA-TECHNET tenutosi a Roma Hotel Midas nei giorni 16 e 17 ottobre, ho avuto occasione di conoscere un Tenente della Folgore di Livorno.
Dall'interesse su un oggetto per lui particolarmente invitante, ho potuto constatare che il suo dismesso Comando GRACO rivive con le stesse prerogative tattiche presso il comando della Folgore.
Difatti ho raccontato la storia da lei pubblicata su Pagine di Difesa e l'ufficiale incontrato mi ha confermato la rinascita del GRACO presso il comando di Livorno.
Credo lei sia al corrente di queste strategie organizzative e altrettanto contento della scelta dei responsabili superiori.
La saluto cordialmente,
Nicola Della Peruta
Carissimo Della Peruta,
grazie per la lettera e per l'interesse che dimostra per l'argomento GRACO. So da tempo che il 185° artiglieria paracadutisti di Livorno è stato riconvertito in reggimento acquisizione obiettivi. Ho grande stima per i paracadutisti e sono sicuro che si addestrano e svolgono il loro compito nel migliore dei modi, con la solita dedizione che li contraddistingue.
L'articolo che ho pubblicato il 30 settembre era un mio dovere nei confronti dei comandanti, ufficiali, sottufficiali, artiglieri, paracadutisti e soldati dell'ALE che hanno fatto servizio nel GRACO e dei quali ancora oggi mi giunge l'eco della passione. Ma per rispondere in modo compiuto alla sua lettera, mi lasci fare un parallelo tra i concetti di "intelligenza" e di "intelligence".

Sulla definizione di "intelligenza" si sono cimentati filosofi, sociologi, psicologi, studiosi di tutti i rami della conoscenza, ma non credo che si sia arrivati a una definizione universale. In modo un po' presuntuoso, io sono arrivato alla mia definizione.
Personalmente ritengo che l'intelligenza sia la capacità di:
- realizzare connessioni tra persone, cose ed eventi acquisendo informazioni da quante più fonti possibile;
- correlare tra di loro i dati acquisiti e rapportarli con la propria conoscenza;
- agire di conseguenza adottando modelli decisionali che portino a soluzioni quanto più possibile semplici ed economiche.

Trasponendo questi concetti in ambiente operativo, si arriva al modello di unità che avevo esposto nel 1993 al comandante del 5° corpo d'armata. I sensori (le fonti) sarebbero stati costituiti da human intelligence (gli acquisitori), UAV (gli aerei non pilotati), acquisizione elettronica (non presente all'epoca nel GRACO e quindi da costituire). La correlazione sarebbe stata fatta dai centri di correlazione dati (CCD) costruiti dalla Alenia di Nerviano e da noi sperimentati con successo durante la EIAF 92 (Esercitazione di Impiego Annuale del Fuoco di artiglieria) a Trento. I CCD sarebbero stati due, identici e intercambiabili: uno con il compito di gestire i sensori, l'altro con il compito di correlare i dati. In caso di inefficienza o distruzione di uno dei due, l'altro avrebbe continuato a svolgere le due funzioni, dando continuità alle operazioni.

Ora non ho niente da dire né contro il 185° reggimento paracadutisti di Livorno che fa human intelligence, né contro il 41° reggimento di Casarsa che ha gli aerei non pilotati, né contro il 33° reggimento guerra elettronica di Treviso che pure fa bene il suo mestiere. I dati che provengono dagli acquisitori di Livorno però, se non li posso correlare con quelli provenienti dagli aerei non pilotati e dalla acquisizione elettronica (e con qualunque altra fonte possibile, comprese le Open Sources), sono limitativi della mia conoscenza e mi possono portare a decisioni - se non sbagliate - quanto meno perfezionabili. Ritengo quindi che queste tre capacità debbano essere collocate alle dipendenze di un unico comando intelligence. Temo invece che restino separate in virtù di una logica che, per quanti sforzi faccia, non riesco a capire.

Con simpatia,
Giovanni Bernardi

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM