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| Anno 2003 | |
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Secondo uno dei maggiori esperti di questioni internazionali, i Talebani starebbero reclutando nuove forze alla luce del sole sia in Afghanistan sia in Pakistan e si prospetta il rischio di un loro ritorno a meno che la forza internazionale ISAF che ha base a Kabul non riesca a disarmare le milizie e dare l'avvio a un reale clima di sicurezza.
Il dottor Barnett Rubin, direttore degli studi del Centro di cooperazione internazionale della Università di New York, parlando a Orlando in Florida a un meeting di parlamentari delle 19 nazioni NATO e 20 nazioni associate, ha affermato che: "…i talebani hanno stabilito delle basi in Pakistan dove sia il governo provinciale al confine con l'Afghanistan sia una certa parte dei militari li supporta; reclutano e operano alla luce del sole nella città di Qetta e in altre città, nonostante il governo centrale pakistano affermi di supportare l'impegno degli Stati Uniti contro il terrorismo". Rubin, che ha intrattenuto i parlamenari sull'argomento "Dimensione civile della sicurezza", ha anche affermato che i Talebani sono in grado di reclutare nuove forze in virtù della attuale situazione in Afghanistan che non vede l'attuazione del processo di smobilitazione e disarmo promesso nell'accordo di Bonn, che ha portato alla costituzione dell'attuale nuovo governo. Secondo il conferenziere, il Pashtun sono convinti che - nonostante le apparenze - il potere sia gestito da una fazione di fuori legge Tajiki, i quali - secondo il loro punto di vista - ricevono il supporto degli USA e dell'ONU. Inoltre, molti dei funzionari ufficiali nelle aree Pashtun sono solo dei brutali comandanti locali connessi con l'Alleanza del Nord. La conseguenza è che la popolazione è scettica nei confronti delle promesse di democrazia e ricostruzione fatte dalla comunità internazionale. La causa principale delle crisi di sicurezza e politica - secondo Rubin - è dovuta al fallimento della International Security Assistance Force che non ha assolto i compiti assegnati e ha lasciato che le fazioni acquisissero il controllo della capitale Kabul. Il giorno 11 agosto 2003 la NATO ha assunto la responsabilità di ISAF e questo fa in modo - continua Rubin - che non sia troppo tardi per ridare autorità al fragile governo di Hamid Karzai. L'esperto sostiene che la maggioranza della popolazione desidera che l'attuale governo abbia successo ma una minoranza crescente si sta convincendo che la reale alternativa sia il controllo da parte dei signori locali appoggiati dagli Stati Uniti oppure la riconquista del potere da parte dei Talebani. Questo a causa del fatto che i cosiddetti warlords sono incoraggiati dalla debolezza del potere centrale a continuare a gestire il potere locale e i traffici illeciti legati alla produzione di oppio. |