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| Anno 2003 | |
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Il quotidiano americano Philadelphia Inquirer ha pubblicato alcune indiscrezioni ricavate da un dossier definito top-secret della CIA (Central Intelligence Agency) con il quale l'agenzia mette in guardia il governo americano sul fatto che un crescente numero di iracheni sta arrivando alla determinazione che la coalizione a guida americana può essere battuta e sta dando supporto agli insorti. Il rapporto fa una descrizione deprimente della situazione politica e di quella della sicurezza in Iraq e avvisa che il tentativo degli Stati Uniti di ricostruire la democrazia potrebbe collassare a meno che non siano prese immediatamente delle misure correttive.
Secondo quanto affermato da una fonte che desidera rimanere segreta, il leader della Autorità Provvisoria, Paul Bremer, chiamato a Washington per consultazioni, avrebbe concordato con il dossier. Questo sembra contrastare con quanto affermano in pubblico sia il presidente Bush sia i suoi principali collaboratori sia lo stesso Bremer. Il fatto quindi che quanto scritto nel rapporto sia stato fatto trapelare potrebbe significare che gli estensori desiderano che arrivi sulla scrivania del Presidente e che questi lo prenda in seria considerazione. Sembra infatti che serpeggi una certa frustrazione tra i funzionari della CIA, ai quali in passato sono stati fatti pagare pesantemente gli errori commessi, per il contrasto tra la situazione reale e il quadro che ne viene invece dato dalle fonti ufficiali. Secondo il rapporto, la svolta che si desidera dare alla politica in Iraq con le decisioni di intensificare la lotta alla guerriglia e di accelerare il trasferimento dei poteri presenta gravi rischi. Il primo dovuto al fatto che una maggiore attività militare potrebbe causare vittime civili, con conseguente spostamento del sentimento popolare verso gli insorti. Il secondo a causa della incapacità di esercitare il potere mostrata dagli uomini politici e dalle istituzioni, che dall'agenzia non sono ritenuti in grado né di scrivere una costituzione né di gestire delle libere elezioni. La dimostrazione sarebbe data dal fatto che il Consiglio di Governo iracheno - secondo il rapporto - brillerebbe per inattività, sperando di avere maggiori concessioni dagli americani nel trasferimento dei poteri, e per atteggiamento nepotistico. Sempre secondo le indiscrezioni raccolte dal Philadelphia Inquirer, il rapporto sarebbe stato stilato dal capo del distaccamento della CIA a Baghdad, un esperto in operazioni di questo tipo che ha alle dipendenze 275 agenti. Il documento insiste molto sul fatto che una attività contro insurrezionale aggressiva da parte delle forze USA potrebbe indurre molti iracheni a unirsi alla guerriglia che ha ucciso oltre 150 militari statunitensi. Insiste anche sul fatto che il Consiglio iracheno non è stato capace di convincere la maggioranza della popolazione che l'occupazione è temporanea. Per questa ragione, la minoranza shiita potrebbe affiancare i sunniti nella rivolta contro le forze di occupazione. |