Anno 2003

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Bosnia, il 5° reggimento alpini rientra in Italia

Pagine di Difesa, 24 novembre 2003

Il German Italian Battle Group dislocato a Sarajevo sta per essere avvicendato nelle sue due componenti italana e tedesca. La cerimonia del TOA (trasferimento di autorità), durante la quale il colonnello Luigi Vivona (comandante del 5° reggimento alpini) cederà la responsabilità al comandante del contingente tedesco del Gruppo, è prevista per martedì 2 dicembre presso il compound di Rajlovac alla presenza della Bandiera di Guerra e di autorità militari e civili. L'aliquota italiana del Battle Group sarà costituita dal 52° reggimento artiglieria.

Dopo sei mesi di intensa e proficua attività in Bosnia Erzegovina a favore della stabilizzazione, gli alpini italiani stanno per rientrare in Patria con la consapevolezza di avere ben operato. I risultati dell'impegno si sono tradotti in migliaia di chilometri percorsi dai mezzi del Battle Group della SFOR senza alcun incidente di rilievo. E' stato inoltre consegnato ai soldati italiani - o sequestrato - un ammontare notevole di armi, munizionamento ed esplosivi per la conseguente distruzione. Alcuni dei dati più significativi comprendono: oltre 750 armi leggere di vario calibro; quasi 5.000 bombe a mano; più di mille lancia granate; 215 mine; circa 40.000 munizioni di tutti i calibri; 140 bombe da mortaio; 155 chili di esplosivo; centinaia di caricatori pieni e vuoti; oltre 300 baionette; 20 apparati radio e molte altre armi di tipo artigianale.

L'attività prettamente operativa è stata affiancata da quella umanitaria che ha compreso la distribuzione di più di 63 tonnellate di viveri pari a un valore equivalente di 92.000 Euro. Con la collaborazione di organizzazioni umanitarie italiane e l'Associazione Nazionale Alpini sono state: consegnate più di 16 tonnellate di vestiario pari a 18.000 Euro; donate all'Ospedale di Gorazde apparecchiature mediche del valore di 33.000 Euro; consegnate ad altrettanti disabili 32 sedie a rotelle meccaniche e due elettriche a batterie pari a 8.000 Euro; consegnate infine cinque protesi per traumatizzati dalla guerra o affetti da gravi malattie.

E' stata offerta una apparecchiatura per audiolesi all'orfanotrofio Egitto di Sarajevo. Materiale sanitario e medicinali di vario genere sono stati donati a numerosi ospedali bosniaci. Sono stati inviati in Italia presso strutture ospedaliere specializzate, tramite aerei militari e assetti delle Forze Armate italiane numerosi bambini e persone traumatizzate o affette da gravi malattie difficilmente curabili in Bosnia.

Il colonnello Vivona è stato anche promotore di incontri e accordi con i sindaci delle più importanti città della Bosnia Erzegovina all'interno dell'area di competenza del German Italian Battle Group allo scopo di favorire una sempre maggiore sicurezza e sviluppo economico della regione.

Significativo il supporto logistico dato al recente incontro avvenuto - a Sarajevo prima e a Belgrado poi - tra i più importanti Rettori universitari europei e l'Università di Sarajevo. L'incontro, al quale ha partecipato anche il colonnello Vivona in qualità di conferenziere, era stato patrocinato dal Governo italiano, in particolare dal Ministero della Difesa.

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