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| Anno 2003 | |
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Il 19 dicembre il Consiglio Atlantico ha formalmente autorizzato l'espansione della missione ISAF in Afghanistan al di fuori della capitale Kabul per comprendere anche la città di Kunduz, dove sono già presenti truppe tedesche. Queste raggiungeranno il numero di 450 soldati ai primi del 2004 e saranno incluse nella catena di comando NATO il 31 dicembre 2003.
Secondo la dichiarazione di un portavoce, la missione di Kunduz è il primo passo di una espansione della NATO che prevede l'inclusione di altre province sotto il proprio controllo. Il provvedimento è generato da un appello congiunto dell'ONU e del governo afghano che hanno chiesto alla NATO di espandere la missione per migliorare il livello di sicurezza della nazione. Il segretario generale Kofi Annan ha rinnovato il proprio appello ad aumentare il numero dei militari ai governi che contribuiscono a ISAF e allo stesso tempo alle nazioni che hanno influenza sui Warlords (i signori locali che esercitano il controllo su vaste aree dell'Afghanistan mediante eserciti personali) a calmare gli animi per consentire alle Nazioni Unite di lavorare in un ambiente privo di rischi. "Senza sicurezza - ha sostenuto Annan in una recente conferenza tenuta a New York - non si può avere ricostruzione, non può avvenire la registrazione dei cittadini per le prossime elezioni e i candidati non possono muoversi per il Paese per svolgere la campagna elettorale. La NATO sta valutando l'ipotesi di muovere con le proprie truppe in altre cinque province per dare protezione ai civili impegnati nella ricostruzione. Gli Stati Uniti hanno già due Provincial Reconstruction Team non inclusi nella organizzazione NATO, il Regno Unito e la Nuova Zelanda ne hanno uno a testa e il Canada dovrebbe costituirne uno ai primi del 2004. I genieri italiani hanno recentemente contribuito con quelli greci e spagnoli, inseriti nel Multi National Engineer Group (MNEG) a guida italiana, alla costruzione di una strada a due sensi di marcia detta Route Desperado lunga cinque chilometri che unisce tra loro le due vie chiamate Russian Road e Jalalabad Road. Il progetto, costato circa 140.000 Euro e finanziato interamente dalla NATO, è stato pilotato dal Genio militare italiano, sotto il comando del tenente colonnello Tito Tolla che è anche comandante del MNEG, ed è stato portato a termine in appena due mesi. |