Anno 2003

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Guantanamo, l'altro volto della lotta al terrorismo

Andrea Tani, 1 dicembre 2003

L'International Herald Tribune del 27 novembre ha pubblicato con molta evidenza un intervento su Guantanamo di Lord Steyn (Lord of Appeal in Ordinary, uno dei dodici massimi magistrati del Regno Unito) avvenuto a Londra tre giorni prima. Il titolo è molto eloquente "Un mostruoso fallimento della giustizia" e riguarda lo spinoso caso della detenzione nella base cubana della US Navy di settecento talebani senza accusa, senza difesa, senza processo e senza prevedibile esito. Il testo è veramente sconcertante, anche perché proviene da un personaggio molto autorevole, al di sopra di ogni sospetto e tutt'altro che imputabile di sentimenti antiamericani: un aristocratico che dichiara di "ammirare gli ideali della democrazia americana".

Alcuni estratti dell'articolo aiutano a capirne il senso. Dopo aver riassunto la storia della vicenda (660 prigionieri, virtualmente tutti soldati di fanteria - foot soldier - delle milizie talebane fra i quali ragazzi di 13 anni e persone anziane, sono state catturati due anni fa nel corso dell'invasione dell'Afghanistan e trasportati presso il Camp Delta di Guantanamo dove vengono tenuti in celle di 1.8x2.4 metri senza alcuna assistenza legale) Lord Steyn sostiene che "lo scopo (della procedura adottata) è quello di mantenere i prigionieri al di là della protezione dell'habeas corpus e di qualsiasi corte, ponendoli a disposizione di personale militare che li interroga anche con l'utilizzo della forza per obbligare gli interrogati a confessare".

Le procedure adottate, che derivano da un ordine esecutivo del presidente Bush del 13 novembre 2001, prevedono che "affermazioni fatte da un prigioniero sotto costrizione fisica e mentale sono ammissibili "…se l'evidenza (delle stesse affermazioni) ha valore per una persona ragionevole; il personale militare agisce contemporaneamente come autore degli interrogatori, della accusa, della difesa, del giudizio e, se la sentenza fosse capitale, dell'esecuzione". Tutto il procedimento è segreto e interdetto alla giurisdizione delle Corti federali. La Corte di Appello del Distretto di Columbia ha escluso, su specifica richiesta delle famiglie di alcuni detenuti, che ciò possa avvenire, nonostante Guantanamo sia sotto la sovranità degli Stati Uniti dal 1903. Le Corti federali hanno effettivamente rifiutato più di una volta di ascoltare prigionieri che sostenevano con evidenza medica (ottenuta non si sa come, data la situazione) di essere stati torturati oppure di non essere affatto dei combattenti o ancora di non aver nulla a che fare con Al Qaeda.

Sempre secondo Lord Steyn, il caso in esame configura "…un giudizio preordinato e arbitrario da parte di un tribunale irregolare che si fa beffe della giustizia; la sola cosa che può essere peggiore (di quanto sta avvenendo) è lasciare i prigionieri indefinitamente nel loro black hole". Le conseguenze potranno essere molto gravi sia per i soldati americani che dovessero essere in futuro catturati da un nemico "imparentato" con i Talebani sia per l'esempio fornito al mondo dalla più importante democrazia contemporanea. Esso potrebbe essere seguito con modalità ben più gravi dai regimi brutali e autoritari diffusi in ogni dove. In aggiunta, è più che presumibile che la vicenda trasformerà in martiri i prigionieri di Guantanamo, soprattutto nel mondo musulmano moderato con il quale l'Occidente deve collaborare per vincere la guerra al terrorismo.

Le democrazie devono difendersi con efficacia dalla nuova piaga ma non passando sopra i loro principi. Viene citato nell'intervento un brano di una sentenza di Aharon Barak (Presidente della Corte Suprema di Israele) a proposito di un caso di tortura di un sospetto terrorista da parte di militari di Tsaal per ottenere informazioni che avrebbero salvato vite umane. "Talvolta, una democrazia deve combattere con una mano legata; nondimeno, conserva l'uso dell'altra e - cosa più importante - preserva la preminenza della legge e la salvaguardia delle libertà dell'uomo che costituiscono una importante componente del concetto stesso di sicurezza; alla fine della giornata la stessa democrazia è rafforzata da questi due capisaldi che ne invigoriscono lo spirito e le permettono di superare le difficoltà." Questo tipo di percezione rappresenta il cuore dei valori democratici sui quali si basa la civiltà occidentale.

La sintesi dell'intervento di Lord Steyn si ritrova in quel "mostruoso fallimento della giustizia" del titolo dell'IHT, che sintetizza in modo inequivocabile il giudizio dell'illustre giurista. Pochi di noi, e certamente non chi scrive, hanno titoli per confermare o confutare questa asserzione. Tuttavia il semplice buon senso e la conoscenza della storia aiutano, anche perché - per esplicita ammissione delle autorità americane - qui ci si trova nel vuoto intergalattico del diritto, o meglio in una sua temporanea sospensione dovuta alla eccezionalità della guerra al terrorismo. Non c'è giurisprudenza pregressa perché gli irregolari, i franchi tiratori o i civili armati del passato ai quali ci si può riferire avevano comunque una bandiera, una causa nazionale riconosciuta internazionalmente da difendere o da ricostituire e quindi erano in qualche modo assimilabili a combattenti regolari.

C'era chi li fucilava in virtù di leggi di guerra ammesse e chi non lo faceva perché "non si sa mai", oltre che per proteggere i propri soldati caduti prigionieri della controparte, che è poi la ragione per la quale a suo tempo è stata riconosciuta la sacralità del prigioniero di guerra. Oggi i "terroristi" - come sono stati dichiarati i prigionieri di Guantanamo, forse con qualche forzatura, almeno in taluni casi, perché tutto sommato i talebani erano soldati della repubblica islamica dell'Afghanistan (in uniforme o meno poco importa) - non hanno patria. Sono stati accomunati alla causa di una rete transnazionale di militanti uniti da una fede e da un odio feroce per chi non la condivide. Un po' poco per rappresentare una Patria. Questa potrebbe essere la vera ragione dello spazio intergalattico di cui sopra.

La sensazione diffusa è che il Governo americano non sa cosa fare. Fucilarli sul posto perché presi con le armi in mano non si può più, e poi c'è la televisione, il palinsesto ne rimarrebbe turbato. Interrogarli in modo un po' spiccio non va bene ma è stato già fatto. Il fine giustifica i mezzi, anche se la sentenza del giudice israeliano è condivisibile e lungimirante. D'altronde, dopo due anni che avranno mai da rivelare? Tenerli in cattività nelle condizioni attuali è ripugnante, oltre a rappresentare un segno di debolezza che va nella opposta direzione della lungimiranza di cui sopra. Processarli in segreto con corti marziali stealth? Poi che si fa delle eventuali sentenze? Si fucila in segreto, come gli otto sabotatori nazisti del 1942 che sono serviti come precedente per organizzare questo brillante boomerang? Si fanno scontare le sentenze a Guantanamo in celle di 1,8x2,4 metri? O altrove? Fino a quando? Liberare i talebani a questo punto è quasi impossibile. Fra loro ci sono cittadini occidentali le cui famiglie pretenderebbero risarcimenti in megadollari dal Governo americano con buone probabilità di successo. Senza contare la pubblicità ai metodi energici di interrogatorio dei primi tempi.

E' stato detto che Guantanamo viene seguita con attenzione dalle giustizie militari di mezzo mondo, per vedere se farà giurisprudenza. Può darsi invece per vedere come farà il Pentagono a cavarsi da questo ginepraio nel quale si è cacciato con una certa dose di pressappochismo e di superficialità, si può aggiungere, soprattutto dopo aver toccato con mano i pasticci del dopoguerra iracheno e le ammissioni di colpa relative. Interventi come quelli di Lord Steyn, un illustre benpensante democratico dalle impeccabili credenziali intellettuali ed etiche, sono solo un'anticipazione di quello che potrebbe seguire. Guantanamo potrebbe diventare il peggiore smacco della guerra al terrorismo del Presidente Bush. Quel che è peggio, ciò potrebbe essere evidenziato solo fuori degli USA, come sta già avvenendo, e non al suo interno, come accadeva provvidenzialmente in occasione delle periodiche catarsi purificatrici dell'american soul. Il terrorismo e il Patriot Act che cerca di contrastarlo stanno imbavagliano la grande coscienza yankee. Potrebbe essere veramente un guaio, non solo per l'America.

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