Anno 2004

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Politica internazionale USA, il consuntivo di Powell

Franco Apicella, 5 gennaio 2004

Il segretario di stato USA Colin Powell in un articolo scritto per Foreign Affairs e intitolato "A Strategy of Partnership" (Una strategia di partnership - Link) ha tracciato un consuntivo della politica USA in questi ultimi mesi prendendo le mosse dalla pubblicazione nel settembre 2002 della NSS (National Security Strategy, Strategia per la sicurezza nazionale - Link) a firma del presidente Bush. Il documento all'epoca fu criticato in tutto il mondo anche aspramente per due frasi che nella vulgata vennero presentate come la dottrina della guerra preventiva.

La NSS era la dichiarazione degli intenti in politica estera, quindi in materia anche di difesa e sicurezza, dell'unica superpotenza rimasta, volente o nolente, sul pianeta. Nel darne conto su queste pagine il 13 ottobre 2002 (Link), si sottolineava il grande spazio riservato ai temi economici e sociali, affrontati con il consueto pragmatismo USA ben lontano dalle velleità e dagli interessi di terzomondisti e onusiani. I più pessimisti vedevano invece nel documento l'anticipo di una dichiarazione della guerra contro Saddam, seguita da altre guerre contro stati più o meno canaglia.

Powell ribatte l'accusa che la politica estera USA sia focalizzata esclusivamente sulla lotta al terrorismo per di più condotta in maniera unilaterale. Ma soprattutto viene esplicitato in termini più rassicuranti di quanto già non lo fosse nella NSS il concetto della prevenzione, fraintesa come guerra preventiva. Dice in sostanza Powell, richiamando l'idea espressa da Kennedy il 22 ottobre 1962 sul "clear and present danger" (pericolo chiaro e imminente), che non è saggio aspettare di essere colpiti da chi non si ferma di fronte agli strumenti di difesa normalmente disponibili. Proprio per questo invece è necessario "far capire ai nostri nemici che stanno correndo un grave rischio".

Un paragrafo intero dal titolo "The primacy of partnership" (Il primato della partnership) è dedicato alle iniziative politiche in cui gli USA si sono impegnati con altre nazioni e organizzazioni internazionali, a partire dall'ONU. Cita tra gli altri il "Quartetto" - USA, UE, Russia e ONU - da cui è nata la Road Map per uscire dal conflitto israelo-palestinese, ma è molto esplicito sui problemi che continuano a impedire la fine delle ostilità. Dice Powell che Arafat non è stato un vero interlocutore di pace ma piuttosto un ostacolo: "Ora è chiaro dove sta il problema; in un modo o nell'altro saremo alla fine costretti a superarlo".

Il paragrafo successivo, "An age of cooperation" (Un'era di cooperazione), si sofferma a lungo sulla NATO che nella NSS era stata citata senza particolare risalto tra le altre organizzazioni internazionali per essere poi addirittura snobbata nel momento di intervenire contro Saddam. Se la crisi dei primi mesi del 2003 è stata una lezione salutare per l'Alleanza Atlantica, i problemi del dopo guerra iracheno hanno fatto riconsiderare all'amministrazione USA i vantaggi di un coinvolgimento della NATO, già chiesto dallo stesso Powell agli inizi dello scorso mese di dicembre.

Una analisi approfondita è dedicata ai rapporti con le maggiori potenze mondiali: Russia, India e Cina. Per la Russia il Segretario di Stato mette in evidenza la convergenza di interessi politici ed economici con gli USA, citando senza enfatizzarle le divergenze a proposito della Cecenia. A proposito dell'Iran invece formula solo il generico auspicio che la Russia cambi atteggiamento verso il suo programma nucleare. Evidentemente nel momento della stesura dell'articolo le aperture con Teheran, portate alla ribalta della tragedia del terremoto, erano ancora avvolte da prudenziale riserbo.

A proposito dell'India, apprezzata per la sua democrazia e per gli sviluppi verso l'economia di mercato, Powell cita il problema del Kashmir ricordando che gli USA, pur non volendo imporsi come mediatori, stanno usando le loro buone relazioni con India e Pakistan affinché i due paesi possano raggiungere un accordo. Ma, per quanto non citato nell'articolo, va ricordato anche il riavvicinamento tra India e Israele formalizzato con la visita di Sharon a Nuova Delhi il 9 settembre 2003. La svolta, avvenuta sotto gli auspici di Washington ha aperto una nuova fase anche nei rapporti tra India e USA.

Il problema più scottante nei rapporti con la Cina è il programma nucleare della Corea del Nord. E' di questi giorni tuttavia la notizia di una certa apertura da parte di Pyongyang che accetterebbe la visita di una delegazione di scienziati USA all'impianto nucleare di Yongbyon. Anche se il Dipartimento di Stato parla di una iniziativa privata, è facile immaginare che qualche parte Washington l'abbia avuta.

Powell infine, proprio nella chiusura del suo articolo, riconosce che l'amministrazione Bush non è stata esente da errori, pur reclamando la buona fede nel perseguire gli interessi del popolo americano e la giustezza delle sue intenzioni e dei suoi principi. A suo tempo la NSS venne molto criticata e poco letta; in questi giorni il Corriere della Sera ha pubblicato su carta e on line una traduzione dell'articolo di Powell senza alcun commento. Se non fosse che sono state omesse parti significative, tra cui proprio la chiusura, questa volta si potrebbe parlare di correttezza dell'informazione.

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