Anno 2004

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Storia, Lancieri di Aosta, "Aösta d'fer"

Franco Apicella, 11 gennaio 2004

Con le riforme all'ordinamento militare disposte da Vittorio Amedeo III di Sardegna nasce nel 1774 il reggimento Aosta Cavalleria, affidato al figlio del sovrano, Vittorio Emanuele duca di Aosta, che diventerà re col nome di Vittorio Emanuele I dal 1802 al 1821. Le riforme avvengono anche sotto l'influsso della fama di Federico II di Prussia (Federico il Grande), cui il sovrano piemontese si ispira tuttavia più nella esteriorità che nella sostanza.

Aosta Cavalleria si costituisce a Voghera secondo l'ordinamento disposto dal regio decreto datato 16 settembre 1774 con il concorso di due squadroni ciascuno dei Dragoni di Génévois, di Piemonte Reale Cavalleria e di Savoia Cavalleria. L'anno successivo il reggimento, schierato nel Campo di Marte, viene presentato al sovrano dal figlio sedicenne, colonnello comandante onorario. Il comando effettivo è affidato al colonnello Alessandro Amoretti d'Envie che rimarrà in carica fino al 1780 e sarà ricordato come secondo comandante, pur avendo assolto il suo incarico fino dalla fondazione del Corpo.

Aosta prende parte alla campagna contro l'esercito francese fino al 26 ottobre 1796 quando, dopo la conquista del Piemonte da parte di Napoleone, viene sciolto e i suoi squadroni incorporati da Piemonte Reale e Savoia Cavalleria. Il 3 ottobre 1831 il re Carlo Alberto, nel riorganizzare l'arma di cavalleria, decreta la ricostituzione di Aosta Cavalleria a Vercelli su sei squadroni con armamento e cavalli da dragoni.

Nel 1848, nella fase iniziale della prima guerra di indipendenza, Aosta combatte a Goito l'8 aprile, quando viene ferito in battaglia il fondatore del corpo dei bersaglieri, Alessandro La Marmora. Successivamente si distingue a Mantova il 18 aprile e a S. Lucia il 6 maggio; infine di nuovo a Goito il 30 maggio e nei combattimenti di Sommacampagna e Custoza il 25 luglio. Nel secondo anno di guerra lo Stendardo di Aosta viene decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare "per l'ottima condotta tenuta alla battaglia di Novara (23 marzo) e in tutta la campagna del 1849".

Le esperienze acquisite in questa prima guerra contro l'Austria inducono a un ulteriore riordino della cavalleria piemontese che nel 1850 viene portata da 6 a 9 reggimenti, di cui 4 di linea e 5 leggeri. Aosta Cavalleria si trasforma così in Cavalleggieri di Aosta, lasciando l'elmo per il chepì rosso. Il reggimento nello stesso anno concorre alla formazione dei Cavalleggieri di Alessandria e, nuovamente armato di lancia nel 1852, fornisce nel 1855 il primo squadrone per la costituzione del Reggimento di Cavalleria "provvisorio" che sarà impiegato in Crimea.

Nella seconda guerra di indipendenza i Cavalleggieri di Aosta combattono a Castelnuovo Scrivia il 5 maggio 1859, poi a Montebello il 20 maggio, a Madonna della Scoperta il 24 giugno e partecipano all'assedio di Peschiera dal 26 giugno al 7 luglio. Nel 1860 il reggimento assume l'attuale denominazione di Lancieri di Aosta; è impiegato dal febbraio 1863 al marzo 1864 nelle operazioni contro il brigantaggio in Capitanata e nella zona di Bari.

Rientrati in guarnigione a Milano, i Lancieri di Aosta partono di qui per la terza guerra di indipendenza ai primi di maggio del 1866 agli ordini del colonnello Alessandro Vandone di Cortemilia che nel grado di capitano aveva comandato il primo squadrone di Aosta in Crimea. Nella giornata cruciale di Custoza, Aosta il 24 giugno "carica 14 volte: cinque volte l'intero reggimento e nove volte per squadroni e per plotoni. Tra le tante cariche ve ne è una ascendente, … grazie a questa valida manovra della cavalleria, i bersaglieri e l'artiglieria della riserva possono così organizzarsi convenientemente a difesa, secondo gli intendimenti del comandante del primo Corpo, che vede nella occupazione di Monte Vento la possibilità di arrestare l'avversario nella sua azione di sfondamento." Così l'azione svolta dal reggimento è sintetizzata nel volume "Caricat!" del generale Puletti, già 55° comandante di Aosta.

Rimangono nella memoria i nomi delle località di Oliosi, Cascina Valpezone, Monte Vento, quest'ultimo citato anche nella motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare assegnata allo Stendardo. Aosta è l'unico reggimento di Cavalleria ad aver meritato la massima ricompensa nel corso di tutto il XIX secolo. Della giornata di Custoza va ricordato anche il celebre episodio del "quadrato di Villafranca", protagonista Umberto di Savoia principe di Piemonte, che aveva comandato Aosta nel 1862. Il futuro sovrano Umberto I, morto poi a Monza per mano dell'anarchico Bresci, meriterà per l'episodio la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

L'azione di Aosta prosegue dopo il 24 giugno fino al 2 luglio per proteggere il ripiegamento del primo corpo d'armata tra il Mincio e l'Oglio. Successivamente il reggimento passa alle dipendenze dell'armata del Po ed entra in Udine il 25 luglio. Il plotone di testa è comandato dal sottotenente Berghinz, profugo udinese cui il colonnello Vandone concede l'onore di entrare per primo nella sua città.

Aosta partecipa alla campagna del 1870 per la presa di Roma e fornisce concorso di personale per le unità impiegate nelle campagne d'Africa del 1887- 88 e 1895-96. All'inizio della prima guerra mondiale il reggimento è impiegato sul basso Isonzo fino al 17 novembre 1915. Dopo aver trascorso l'inverno nella sede stanziale di Ferrara, viene impiegato nella primavera del 1916 sugli Altopiani per contrastare l'offensiva austriaca che tende agli sbocchi in pianura attraverso le valli vicentine.

Nel 1917 durante l'offensiva della Bainsizza svolge compiti di collegamento e sicurezza per il XXIV corpo d'armata fino al 12 settembre. Nel mese di ottobre partecipa a tutte le azioni condotte a favore del ripiegamento della seconda armata. Le ultime giornate di guerra vedono Aosta come altri reggimenti di cavalleria all'inseguimento del nemico in fuga. Con la carica di Corgnolo del 4 novembre 1918 il reggimento merita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

Nel 1935 vengono costituiti il terzo e quarto gruppo squadroni mitraglieri Aosta e inviati in Africa Orientale. Al termine di un intenso ciclo operativo i due gruppi squadroni rientrano in Patria nel 1937 e, prima di essere sciolti, vengono decorati ciascuno con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

Nel 1939 il primo gruppo squadroni partecipa alla campagna per la conquista dell'Albania, dove l'anno successivo viene impiegato tutto il reggimento a cavallo per le operazioni sul fronte greco-albanese. Viene anche costituito nel 1941 un gruppo squadroni mitraglieri Lancieri di Aosta che opera in Africa Settentrionale fino al ripiegamento in Tunisia e alle successive operazioni sulla linea di Enfidaville nell'aprile 1943.

L'8 settembre 1943 il reggimento, al comando del colonnello Berti, resiste alla richiesta di resa dei tedeschi e si porta al completo sui monti del Pindo dove partecipa alla guerra partigiana alle dipendenze del comando inglese del Cairo e dello stato maggiore del Regio Esercito. Nel 1944, disarmati a tradimento dai partigiani dell'Elas, i Lancieri di Aosta riescono a porre in salvo lo Stendardo che rientra a Bari il 28 ottobre. I Lancieri superstiti sono rimpatriati nei mesi successivi con navi alleate.

Nel 1951 si ricostituisce a Reggio Emilia il 6° reggimento di cavalleria blindata Lancieri di Aosta. Sciolto nel 1964, dà origine al gruppo squadroni Cavalleggeri di Saluzzo e al gruppo squadroni Lancieri di Aosta con sede a Cervignano, poco distante da Corgnolo, dove il reggimento aveva concluso con onore la prima guerra mondiale. Oggi i Lancieri di Aosta, tornati al rango di reggimento, hanno sede a Palermo.

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