Anno 2004

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Breve storia della Cavalleria italiana [2/11]

Franco Apicella, 7 marzo 2004

Mentre i primi reggimenti di cavalleria si stanno completando, il Piemonte di trova coinvolto dal 1690 al 1697 nella guerra della lega di Augusta. Austria, Spagna, Inghilterra e Olanda sono coalizzate nella lega per contrastare le pretese egemoniche della Francia di Luigi XIV, il Re Sole. Vittorio Amedeo II, dapprima incerto, su consiglio del cugino Eugenio di Savoia si unisce alla lega per liberare Pinerolo e Casale in mano ai francesi, suscitando così la reazione di Luigi XIV che ordina al maresciallo Catinat di marciare su Torino.

Partecipano alla campagna già dal 1690 i Dragons Bleus, detti anche Dragoni di Sua Altezza Reale, e i Dragons Verts, detti anche Dragoni del Génévois cui si uniscono i Dragons Jaunes appena costituiti che assumono il nome di Dragoni di Piemonte. Nel 1692 scendono in campo anche Piemonte Reale e Savoia Cavalleria. L'anno successivo i cinque reggimenti di cavalleria sono tutti impegnati nelle operazioni intorno a Pinerolo. Il 14 giugno si hanno i primi caduti, tra cui il conte Antonio Bonifacio Solaro di Macello, primo comandante dei Dragoni di Piemonte. Le ostilità si concludono nel 1697 con il ritiro dei francesi oltralpe e la cessione al Piemonte di Pinerolo, Casale, Susa e Nizza.

Già in questo periodo si verificano quei provvedimenti di scioglimento e ricostituzione, determinati da economie di bilancio e da esigenze belliche, che sempre hanno accompagnato la storia dei reggimenti. Ne sono vittime i Dragoni di Piemonte, i Dragoni del Génévois e Savoia Cavalleria, sciolti nel 1699 e ricostituiti in occasione della guerra iniziata nel 1701 per la successione al trono di Spagna. Il Piemonte questa volta è alleato alla Francia e combatte tra l'Oglio e l'Adige negli stessi luoghi che diventeranno teatro delle guerre risorgimentali; ben presto tuttavia Vittorio Amedeo II torna a dichiarare guerra alla Francia nel 1703 alleandosi questa volta con l'Austria.

Per contrastare le forze francesi che dalla Savoia scendono fino a Susa e quelle franco-spagnole che dalla Lombardia passano in Piemonte occupando Vercelli il 24 luglio 1704, Vittorio Amedeo II ricorre a operazioni improntate alla mobilità e impegna a fondo la sua cavalleria fino a tutto il 1705. L'armata austriaca agli ordini del principe Eugenio di Savoia dal Tirolo muove verso la Lombardia, ma non si ricongiungerà con i piemontesi fino all'anno successivo, quando già i francesi stanno assediando Torino. Il 1706 è l'anno del celebre episodio di Pietro Micca che sacrifica la sua vita per impedire che il nemico possa penetrare nella cittadella nella notte sul 30 agosto.

La battaglia è decisa dopo due giorni sul colle di Superga in una ricognizione che Vittorio Amedeo II conduce insieme a Eugenio di Savoia formulando proprio in quella circostanza il voto per la costruzione della basilica. Lo scontro avviene il 7 settembre, con episodi diventati famosi che vedono protagonisti i Dragoni di S.A.R. e Savoia Cavalleria; l'esito favorevole alle armi piemontesi consentirà di liberare definitivamente il Piemonte. Negli anni successivi la campagna prosegue con la partecipazione dei reggimenti di cavalleria alle operazioni in Provenza e altri territori francesi, fino al 1713 quando con la pace di Utrecht a Vittorio Amedeo II viene assegnata la Sicilia e con essa il titolo di re.

In Sicilia viene subito inviato un corpo di spedizione di cui fanno parte i Dragoni di Piemonte che lasceranno sul campo ventuno caduti prima di rientrare a Nizza nel 1719 ed essere destinati l'anno successivo in Sardegna, ceduta al Piemonte in cambio della Sicilia passata alla dominazione spagnola. Nel frattempo, per effetto del nuovo titolo acquisito da Vittorio Amedeo II, i Dragoni di S.A.R. prendono la denominazione di Dragoni di Sua Maestà. Nel 1726 si costituisce a Pinerolo un reparto di Dragoni di Sardegna, inviato nell'isola e lì portato al doppio della sua forza per sostituire i Dragoni di Piemonte impegnati già da sei anni in compiti di presidio e polizia.

Per tutta la prima metà del 1700 proseguono in Europa guerre che coinvolgono anche il nuovo regno, al cui trono sale nel 1730 Carlo Emanuele III. Questi dopo tre anni assume il comando delle operazioni in cui sono impegnate le forze piemontesi che, alleate di quelle francesi e spagnole, combattono per contrastare gli austriaci in Italia. Anche in questa campagna, condotta in Lombardia, sono impegnati i reggimenti di cavalleria che con una forza complessiva di 25 squadroni combatteranno fino al 1735, quando l'esito favorevole della campagna consentirà di portare il confine del regno fino al Ticino.

Già da luglio 1734 era stata costituita una compagnia ussari, specialità della cavalleria leggera, che si trasforma nel novembre 1736 nel nuovo reggimento Dragoni della Regina. L'anno seguente a ogni compagnia di dragoni e di cavalleria vengono distribuite cinque carabine a canna rigata. I soldati che le impiegano sono denominati granatieri nei reggimenti dragoni, carabinieri in quelli di cavalleria e all'occorrenza possono essere riuniti nell'ambito di ciascun reggimento in una unica compagnia.

Una nuova guerra, iniziata nel 1742 per la successione al trono di Austria, vede questa volta il regno sardo piemontese combattere contro francesi e spagnoli coalizzatisi contro Vienna. Le operazioni si svolgono in Emilia e sulle Alpi e in entrambe le regioni sono impegnati i reggimenti di cavalleria. Merita di essere ricordato un episodio, di cui è protagonista nel 1746 un reparto di formazione costituito da 300 uomini dei reggimenti Dragoni di Sua Maestà, Dragoni di Piemonte e Savoia Cavalleria al comando del maggiore Cesare Oreglia di Castino. Con una serie di cariche e azioni coordinate con gli alleati austriaci per il controllo di alcuni cascinali nella zona del fiume Tidone vicino Piacenza il distaccamento del maggiore Oreglia al termine nella giornata del 10 agosto cattura ai francesi molti prigionieri e gli Stendardi del reggimento Lusitania e del reggimento Dauphin.

Con la pace di Aquisgrana firmata nel 1748 il Piemonte aggiunge ai suoi territori l'oltre Po Pavese, Vigevano, Voghera a l'alto Novarese. Seguirà quasi mezzo secolo senza guerre, in cui si consolidano gli ordinamenti militari e Vittorio Amedeo III, salito al trono nel 1773, mette mano a importanti riforme ispirandosi al modello prussiano di Federico II. A volte tuttavia si cade in eccessi inutili, come quelli del regolamento per gli esercizi a cavallo promulgato nel 1776, in cui la pedanteria delle prescrizioni rischia di spegnere ogni spirito di iniziativa.

Nell'intento di conferire all'arma di cavalleria un assetto organico unitario viene costituito un dipartimento su due ali, dragoni e cavalleria. Ciascuna ala è formata da due brigate di due reggimenti ciascuna. Rimangono autonomi con i loro compiti e la loro fisionomia i Dragoni di Sardegna. Il numero di otto reggimenti viene raggiunto nel 1774 con la costituzione di Aosta Cavalleria e dei Dragoni del Chiablese, mentre i Dragoni del Génévois cambiano specialità e assumono la denominazione di Reggimento Cavalli Leggieri del Re. Questo è l'assetto definitivo raggiunto nel 1778.

Ala di dragoni:
- Reggimento Dragoni di Sua Maestà;
- Reggimento Dragoni della Regina;
- Reggimento Dragoni di Piemonte;
- Reggimento Dragoni del Chiablese

Ala di cavalleria:
- Reggimento Cavalli Leggieri di Sua Maestà;
- Reggimento Savoia Cavalleria;
- Reggimento Piemonte Reale Cavalleria;
- Reggimento Aosta Cavalleria

In ciascun reggimento la compagnia costituisce ancora il reparto base per gli aspetti amministrativi, mentre le squadrone, su più compagnie, è la formazione tattica di combattimento. Solo sul finire del secolo, nel 1794, il livello di compagnia viene abolito. Ma ormai altri ben più grandi rivolgimenti si preparano con l'arrivo, anche in Italia, delle conseguenze della rivoluzione francese.

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