Anno 2004

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Informazione, il nuovo canale televisivo sulla difesa

Franco Apicella, 19 marzo 2004

Con il patrocinio della Regione Lazio è nato un nuovo canale tematico satellitare, Defence Channel TV che inizierà le emissioni il 2 giugno, con l'intento dichiarato di valorizzare e promuovere l'impegno delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia italiani e stranieri nella tutela e nella salvaguardia della Pace. I suoi promotori hanno stimato di poter mirare a un target allargato di 5 milioni di spettatori che rappresenta il 10,4% della popolazione adulta italiana ed ha un peso complessivo in termini pubblicitari che si attesta sul 12%. I problemi della difesa fanno presa dunque su una fascia sempre più ampia di pubblico e l'esigenza di una informazione puntuale e corretta è quanto mai avvertita.

Se si pensa alle bandiere della pace che un anno fa tappezzavano finestre e terrazzi e sventolavano nei tanti cortei per le strade d'Italia e del mondo, può apparire strano il rinnovato interesse per le cose militari. Probabilmente però c'era una parte non visibile e non meno numerosa di pubblico che guardava alle cose con realismo e alla fine si è stancata dei soliti servizi che arrivavano dagli alberghi di Bagdad o di Kuwait City. Inoltre, per quanto possa sembrare assurdo, c'era più competenza dei problemi militari tra chi guardava agli eventi da una prospettiva radicalmente pacifista; un caso emblematico è stato quello di Radio Popolare, che ha seguito in maniera puntuale e approfondita tutte le fasi del conflitto iracheno.

E' anche possibile che il pubblico abbia compreso che, mentre i giochi politici sono quasi sempre complessi e di difficile interpretazione, l'impiego dello strumento militare risponde a logiche precise e si sviluppa attraverso meccanismi la cui comprensione è relativamente semplice. Viene naturale dunque cercare di capirne di più, magari impegnando quelle risorse di attenzione che, rivolte alla politica, non trovano adeguata risposta.

Un altro aspetto che ha forse contribuito ad aumentare l'interesse verso le cose militari è quello dell'orizzonte multinazionale allargatosi con l'impiego delle forze armate italiane nelle missioni attualmente in corso. Il confronto con altre realtà, determinante per far uscire le nostre unità da decenni di provincialismo professionale, ha portato il pubblico di fronte a situazioni ben diverse dai facili stereotipi che bollavano l'ambiente militare come "naja". Da qui nasce la curiosità di conoscere un mondo che non è più relegato nel chiuso di una caserma.

Su un piano di maggiore consapevolezza nel pubblico più attento c'è poi la rivalutazione delle forze armate come strumento della politica estera. E' sintomatico il fatto che questa rivalutazione sia stata non solo condivisa ma anche praticata in questi ultimi anni dai diversi governi, indipendentemente dal loro colore politico. Ne è derivata, come logica conseguenza, la necessità di conoscere meglio uno strumento così importante per chiunque sia interessato a quanto l'Italia voglia contare nel mondo.

Sono tuttavia poco edificanti in questo senso i segnali che arrivano da certi dibattiti dei network tradizionali in cui, mentre si stanno affrontando problemi della politica di difesa, realtà e fatti vengono presentati dai vari interlocutori, anche di rango, con poca chiarezza a uso e consumo esclusivo delle beghe politiche domestiche.

Se è vero che il bacino di utenza della informazione militare si è notevolmente ampliato, sarebbe anche auspicabile che quanti hanno responsabilità istituzionali in questo settore si adeguino alla nuova domanda. In questo senso sembra essere andata la Regione Lazio con il patrocinio di Defence TV, nuova testata aggiuntasi ad altre iniziative editoriali, che stanno interessando un pubblico sempre più numeroso.

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