Anno 2004

Cerca in PdD


Iraq, aspetti militari della risoluzione 1546 dell'ONU

Franco Apicella, 11 giugno 2004

Con la risoluzione n. 1546 adottata l'8 giugno scorso dal Consiglio di sicurezza dell'ONU si completa il quadro giuridico entro il quale si auspica di portare l'Iraq alla stabilità. Tra l'inevitabile fumo della diplomazia si possono individuare alcuni punti fermi di particolare interesse sul piano strettamente militare.

La risoluzione nel preambolo richiama la costituzione della missione UNAMI (United Nations Assistance Mission for Iraq) e afferma che le Nazioni Unite devono avere un ruolo guida nell'assistere il popolo e il governo iracheni a formare le istituzioni per un governo rappresentativo. La missione UNAMI, come confermato anche dal sito ufficiale dell'ONU, non è compresa nell'elenco delle operazioni di peacekeeping condotte attualmente dalle Nazioni Unite, il cui ruolo in Iraq è quindi essenzialmente politico, non militare.

Subito dopo si ringraziano gli Stati membri che hanno contribuito al ripristino della stabilità e sicurezza sotto l'egida delle risoluzioni 1483 del 22 maggio 2003 e 1511 del 16 ottobre 2003. La legittimazione a posteriori dell'intervento armato anglo-americano e delle successive operazioni militari della coalizione viene dunque reiterata e consolidata nel tempo con tre diverse risoluzioni; in presenza di una situazione del tutto illegale il Consiglio di sicurezza avrebbe avuto almeno tre occasioni per condannarla.

Nell'ultima frase del preambolo il Consiglio di sicurezza afferma di agire nell'ambito del Capitolo VII dello statuto. In questo capitolo, all'articolo 42, si prevede l'uso di forze aeree, navali o terrestri di membri delle Nazioni Unite qualora il Consiglio di sicurezza ritenga che gli altri mezzi si siano dimostrati inadeguati per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Le missioni che rientrano nell'ambito dell'articolo 42 - le più onerose sul piano militare - sono normalmente affidate a coalizioni o alleanze cui l'ONU devolve i compiti con appositi mandati.

Nel corpo della risoluzione il Consiglio di sicurezza decide che: "La forza multinazionale (MNF) deve avere l'autorità di prendere tutte le misure necessarie per contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità in Iraq, in accordo con le lettere annesse alla presente risoluzione che esprimono, tra l'altro, la richiesta irachena per la prosecuzione della presenza della forza multinazionale e ne stabiliscono i compiti, inclusa la prevenzione del terrorismo".

Il primo ministro del governo provvisorio iracheno, Ayad Allawi, scrive nella sua lettera al presidente del Consiglio di sicurezza chiedendo un nuovo mandato per la forza multinazionale per contribuire al mantenimento della sicurezza in Iraq, richiamandosi ai compiti e agli accordi descritti nella lettera del segretario di Stato USA Colin Powell. Chiede inoltre che il mandato sia sottoposto a revisione dal consiglio di sicurezza su richiesta del governo provvisorio iracheno oppure ogni 12 mesi. Come poi era lecito attendersi, il primo ministro afferma che le forze armate irachene risponderanno al capo di stato maggiore e al ministro della Difesa, mentre le altre forze di sicurezza dipenderanno dai rispettivi dicasteri.

Il segretario di Stato Powell conferma nella sua lettera che la forza multinazionale "sotto comando unificato" è pronta a continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza in Iraq, inclusa la prevenzione e la deterrenza nei confronti del terrorismo e la protezione del territorio iracheno. Afferma ancora Powell che il comandante della forza multinazionale coopererà (will work in partnership) con il governo sovrano iracheno nell'aiutarlo a garantire sicurezza riconoscendo e rispettando al tempo stesso la sua sovranità.

Il termine del mandato per la forza multinazionale è stabilito nel paragrafo 12 del corpo della risoluzione, in cui si parla delle modalità di revisione nei termini espressi dal ministro Allawi. Il mandato spirerà al completamento del processo politico (31 dicembre 2005) o prima se ciò sarà richiesto dal governo iracheno.

Sul piano tecnico militare il mandato potrà fornire indicazioni più precise, ma questo rientra nell'ordine delle cose. Resta il fatto che la risoluzione, per chi ha il tempo e la volontà di leggerla nel suo testo integrale prima di parlarne, oltre a non sconfessare quanto finora fatto dalla coalizione, riconosce la situazione sul terreno e le capacità militari concretamente necessarie per fronteggiarla. Non si parla di comando USA ma di comando unificato. Si tratta evidentemente di un éscamotage politico; nessuno però può pensare realisticamente che alla attuale presenza militare possa d'incanto sostituirsi una qualsiasi altra entità che abbia strumenti operativi altrettanto efficaci. E questo è ciò di cui ha preso atto il Consiglio di sicurezza.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM